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Milano | NoLo – Riqualificazione Via Rovereto: marzo 2021

Come abbiamo visto, il Comune ha cominciato la riqualificazione di via Rovereto, una traversa di viale Monza nel distretto Loreto-Nolo, dove si trova la stazione omonima della M1.

Infatti, dopo la sistemazione nel 2019 con l’Urbanistica Tattica di via Rovereto e della piazzetta antistante l’ingresso del Parco Trotter di Via Giuseppe Giacosa si è passati alla sistemazione definitiva con marciapiedi larghi, aiuole e alberature. Qui il progetto in dettaglio.

NoLo, Loreto, Turro, Trotter, Via Rovereto, Arredo Urbano, Via Giuseppe Giacosa

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | NoLo – Riqualificazione Via Rovereto: marzo 2021

  1. Anonimo

    Molto molto contento che via Giacosa smetterà d’essere il rettilineo di formula 1 che è sempre stato.
    La prova che l’urbanistica tattica è una gran bella innovazione e la dimostrazione che le strade e gli spazi della città possono essere ben altro rispetto che a inutili e improduttivi depositi di automobili.

  2. Wf

    Per creare vere zone 30 sarebbe Mello sperimentare in altre zone della città anche le cosiddette chicane .

    Le chicane realizzate sui rettilinei troppo lunghi permettono di evitare che l’automobilista possa schiacciare a tavoletta il pedale dell’acceleratore producendo rumore pericolo e inquinamento.

    Con I parcheggi che vengono disposti alternativamente a dx e poi a sx della carreggiata.

    Ad esempio nei controviali di viale certosa zona 30.
    Che adesso sono zona 30 solo sulla carta.

    Ma che con il ridisegno a chicane del controviale diventerebbero effettive zone 30.

    1. Anonimo

      Qualcosa di simile c’è nei viali della cerchia tranviaria, Montenero, Piave, Premuda.
      Da ciclista non amo questi rientri e curve abbastanza repentini perché mi espongono ai fenomeni al volante che tirano dritto e ti passano a un centimetro.
      Meglio restringere al massimo la carreggiata e porre la segnaletica orizzontale di percorso ciclabile al centro, soluzioni simili le ho viste all’estero, nord Europa ma anche in Portogallo e Spagna.
      Le auto rallentano per forza perché si devono adattare alla velocità delle bici.

      1. Anonimo

        si ma si può fare solo in vie corte e veramente residenziali.

        Se la via è più lunga è troppo stressante andare in bici sapendo che hai dietro auto e furgoni e taxi appiccicati a un centimetro. Mi capita spesso all’inizio di via Savona e infatti la evito (anche perchè li manco sul marciapiede posso andare che è troppo stretto)

  3. Anonimo

    È utile per tutti noi creare degli spazi per le persone del quartiere. Abitanti giovani e anziani, locali, ristoranti, negozi. Le automobili non sono adatte per spostamenti in città perchè occupano troppo spazio e sono pericolosi per gli essere umani e i ciclisti. Una città a misura d’uomo era il passato ma sarà anche il futuro.

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