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Milano | Fiera Bolla – Via Correggio: bella solo a tratti

Via Correggio è una via alberata molto elegante nel distretto Fiera Bolla (Bolla è una quattrocentesca cascina ancora presente in zona -via Domenichino- che ospita Petrarca e Leonardo Da Vinci), che unisce via Monte Rosa con Piazza Domenico Ghirlandaio, ed è lunga circa 750 metri.

Ci troviamo nell’area dove scorreva il fiume Olona (attraversava la via all’altezza del civico 41) e la strada che dalla Maddalena (piazza de Angeli) portava proprio alla Cascina Bolla. La via venne realizzata all’inizio del ‘900 dopo l’approvazione del piano Beruto, approvato nel 1889.

Lungo la via si distribuiscono eleganti palazzine di vario genere, realizzate quasi tutte nel periodo storico del XX Secolo. Quindi si trovano facilmente affiancate villette e case liberty, a palazzoni degli anni Cinquanta e Sessanta.

Grazie al piano Albertini, nel 2007/8 partirono i cantieri per due parcheggi interrati sotto la via. Uno posto tra via Monte Rosa e via San Siro e l’altro tra via Ravizza e via Faruffini.

Il primo venne completato all’inizio del 2012 e l’altro qualche mese dopo, anche se in superficie la situazione venne sistemata l’anno successivo.

Fatto sta che questi dueparcheggi hanno regalato, alla via, due porzioni di arredo urbano degno per una città europea. Aiuole, alberature e parcheggi in superficie ben ordinati.

Il tratto che da via San Siro ci porta a via Ravizza, dove si trovano anche eleganti palazzine con giardinetto, è stato sistemato ed è stato impedito il parcheggio selvaggio sotto gli alberi. Le vie che ci piacciono molto. L’atmosfera che si respira in questo tratto di via è molto bella, quasi immersi nella natura.

Tra le architetture degne di nota segnaliamo: Via Correggio 11, palazzo per abitazioni moderno e dalla giocosa composizione di terrazzi e bovindi. Segue il civico 19, spiccatamente anni Sessanta e Settanta con infissi, mensole e terrazzi in un sgargiante rosso. Le graziose villette con giardino disposte dal civico 21 al 31.

Ed eccoci nel tratto dopo via Ravizza, dove si trova l’altro parcheggio ipogeo. Questo intervento, dobbiamo dirlo, è sicuramente venuto meglio. Le aiuole più belle e ben curate, sia al centro della via che ai lati.

Se nel tratto precedente, la sensazione di essere “immersi” nella vegetazione era buona, in questo tratto, complici anche i giardini condominiali a lato, ne fanno un vero e proprio giardino urbano.

Persino le variegate architetture delle case diventano stupende. In questo tratto, dopo via Ravizza, si trova il civico 43, riqualificato nel 2014. Qui passava, sino a cent’anni fa il fiume Olona, che serpeggiava ancora nel quartiere, successivamente deviato e affossato.

Molto grazioso il palazzo al civico 49 in stile eclettico medievale.

Ed eccoci oltre via Federico Faruffini, dove all’ordine e al “verdeggiante giardino” che è il primo tratto della Via Correggio, si passa alla sosta selvaggia, al degrado e al disordine.

Anche in questo tratto troviamo alcune villette e bei caseggiati, ma i marciapiedi sono invasi dalle automobile che rendono tutto un po’ degradante. Ed eccoci giunti a conclusione del nostro piccolo viaggio arrivando in Piazza Domenico Ghirlandaio e viale Ranzoni.

Anche qui, come altrove, dove si sono investiti soldi (in questo caso per realizzare due parcheggi sotterranei) l’arredo urbano è perfetto e ben curato, dove se ne deve occupare il Comune, la situazione è decisamente peggiore.


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Fiera Bolla – Via Correggio: bella solo a tratti

  1. Wf

    Sono sempre gli automobilisti che rovinano tutto.

    Ma devono per forza usare sempre sempre l’automobile anche per fare 20 mt??

    Non possono pensare di incominciare a cambiare un pochino le abitudini?

    Non dico da subito il 100%… ma pensare di non prendere l’automobile sempre per ogni cazzata e comunque non valutare mai una passeggiata, una bicicletta, il tram ogni tanto, la metro ,etc etc.

    C’è gente che l’uso dell’auto non è così necessario ma ne fa una questione di identità traballante

    1. Islington

      Lungi da me fare il paladino dell’auto (proprio questo mese festeggio 10 anni da quando ho venduto senza rimpianti l’ultima)…

      ma siccome né io né te abbiamo la sfera di cristallo, a meno che di secondo nome tu non faccia Otelma mi chiedo come faccia tu a sapere se quelle lì sono tutte auto di gente che la usa per andare all’edicola 20 metri più avanti o se sono di residenti che magari lavorano a Casalpusterlengo, o hanno la mamma 80enne che non può più andare a piedi ma allo stesso tempo non può avere il contrassegno disabili perché non è invalida, o hanno bimbi in fasce da spupazzare in giro, o fanno i rappresentanti e devono caricarsi in macchina ingombranti valigette da portare in giro per mezza Lombardia…

      insomma le casistiche sono tante e non si può giudicare guardando un’auto parcheggiata. Il punto è calibrare bene incentivi e disincentivi in modo che chi usa la macchina solo per andare dal tabaccaio ne faccia a meno, lasciando spazio a chi ne ha bisogno davvero e sarebbe felice di parcheggiarla in modo regolare (premesso che un box a Milano costa come un bilocale a Cologno).

      Ricordo come un incubo quando abitavo a Città Studi e rientrando in macchina la sera (all’epoca non potevo farne a meno) giravo anche un’ora per cercare un parcheggio regoalre, non certo sotto casa, ma semplicemente nel quartiere, e a volte stremato dopo un’ora la lasciavo dove capitava.

      Fare i soloni è facile, specie sul web, provare a immedesimarsi nelle esigenze altrui un po’ meno.

      Purtroppo il comune non può fare i miracoli e cancellare in un paio d’anni un andazzo che va avanti da 50. Andiamo avanti così, una strada per volta, e speriamo nelle nuove generazioni… che come sa bene chi ha un figlio adolescente, della macchina come status mediamente se ne fregano.

      1. Wf

        Lo dice la scienza statistica.

        L80% degli spostamenti avviene entro i 500 mt.
        Che poi ricalca la legge di Pareto.

        Chi vive sperando
        Muore cagando.

        Aspetta e spera…

        1. Anonimo

          Sei un influencer! Riesci nell’impresa di far cambiare idea alle persone. Ma di quelle che potrebbero avere pensieri simili ai tuoi e che leggendoti sono portati a rinnegare i propri principi pur di non essere associati a te…

          Verissimo che l’auto è usata nella maggior parte dei casi in situazioni in cui non è per nulla necessaria, ma questo è un argomento contro l’uso e non il possesso dell’auto, che potrebbe essere tenuta anche solo per le poche occasioni di reale necessità (movimento materiale pesante, gita fuori porta). E questo non sarebbe di grande aiuto per ridurre le auto esistenti, nonostante il tuo sagace adattamento della legge di Pareto (WFredo?)

          Sono le seconde auto, le auto di chi proprio non le usa mai, le auto di chi ha il 100% di utilizzi rimpiazzabili con altre modalità di trasporto che devono essere pesantemente disincentivate toccando portafogli e spazi. Si deve arrivare ad un punto in cui tutti devono farsi due calcoli sulla convenienza e comodità di possedere un’auto

          Comunque con il tuo simpatico modo cafone, mi vien voglia di comprarmene tre di veicoli

        2. Legge di Pirleto

          La legge di Pareto qui non c’entra una beata mazza (come il 99,999999% periodico delle tue citazioni, del resto).

          La legge di Pareto afferma che il 20% delle cause provoca l’80% degli effetti, e viceversa, quindi nel caso specifico “ricalcare la legge di Pareto” significherebbe che il 20% delle auto fa l’80% degli spostamenti e l’80% fa il restante 20%. La distanza c’entra ‘na sega. O forse 500 m è la distanza massima a cui riesci a proiettare il tuo pensiero.

          Inoltre, di grazia, puoi mettere il link della ricerca da cui hai preso questo dato? Ecco, quando sì che dovresti citare, non lo fai.

  2. Anonimo

    Milano è bella solo dove se ne occupano i privati, dove deve intervenire il Comune un vero disastro. Che tristezza!

  3. Andrea

    “Grazie al piano Albertini”? Vorrete dire “Malgrado il piano Albertini”

    Quei box hanno aggiunto solamente una rampa e delle grate lungo le aiuole e non hanno permesso di “nascondere le auto sotto terra” visto che sono in bella vista lungo tutta la via.

    Se le auto in quel punto non sono parcheggiate sul marciapiede è per un unico motivo: non c’è lo spazio fisico per accedervi, hanno messo i dissuasori e rialzato i marciapiedi ed è cosi anche nella parte centtale della via dove il box non c’è ma ci sono i dissuasori.

    La parte vicino a via Faruffini è brutta? È sufficiente mettere anche li i dissuasori, l’elogio ai box sotterranei è solo controproduciente. Si facciano dove servono aggiungendo “purtroppo”.

    1. Marco

      Beh ma da qualche parte le auto poi vanno messe; se metti solo i dissuasori (anche nella speranza che il parco auto diminuisca del 10/15%) comunque senza rimesse sotterranee rimangono in strada

      1. Andrea

        La mia speranza è quella che si arrivi ad un efficiente sistema di noleggi. Alla stragrande maggioranza dei cittadini sarebbe sufficiente fare un abbonamento che permetta di recuperare l’auto al centro noleggi piu vicino, come si fa ora per il car sharing cittadino (dedicato piu che altro all’utilizzo per pochi minuti, in città).

        Forse la mia idea è utopica, forse no. Ma io vedo l’auto come una utility simile alla corrente elettrica, la paghi a consumo e quando non ti serve la fai usare ad altri. Cosi il numero delle auto si ridurrebbe Molto di più del 15%!

        Così saremmo ancora piu avanti di Amsterdam!

        Vabbè, qualcuno mi faccia un pizzicotto che non so se sto sognando…

        1. Anonimo

          Me lo auguro anch’io: è uno scenario pratico e vantaggioso per tutti (tranne grandi produttori auto, temo per loro…)

          Altrove, la soluzione ponte è Uber o servizi dello stesso genere. In città dove questo è lecito e funzionante, molte persone fatti due conti si accorgono che quel che conta è la mobilità non l’oggetto, lascia la macchina di famiglia e usa le quattro ruote “in affitto”.

          Sul lungo periodo, self driving cars offriranno questa opzione con facilità. E non è un orizzonte per il prossimo secolo: in una ventina d’anni al massimo questa sarà la norma. E siccome le scelte urbanistiche dovrebbero farsi su scala temporale di generazioni (e non di ciclo di sostituzione di un veicolo…), ogni misura che disincentivi il possesso dell’auto sarebbe solo logica

          Però bisogna aver la pazienza per perseguire questi obiettivi con gradualità, anche per non alienare la popolazione più impattata (per bisogni o mentalità), perché se questa si mette di traverso tutto diventa più complesso. L’approccio del discepolo prediletto di Pareto è controproducente… spiegaglielo tu, magari ti ascolta

          1. Anonimo

            Il mercato delle auto è già adesso molto spostato sul noleggio.
            La Panda a rate è marginale e il grosso del mercato (a valore) sono noleggi a lungo termine.

            Le case automobilistiche sarebbero felici di offrire pacchetti a 200/600/1000 euro al mese con “offerte di mobilità” anzichè auto sempre la stessa e di proprietà.

            Basterebbe incoraggiarle.
            Un pacchetto a 200 euro al mese che consenta di avere un’auto a disposizione quando serve e senza la schiavitù di cercarle un parcheggio tutte le sere, ripararla, pagare il bollo ecc ecc, sarebbe un grosso successo a Milano.

      2. Wf

        Non hai saputo che all’estero il numero di auto pro capite è significativamente inferiore rispetto al cittadino milanese?

        E questo vuol dire esattamente “far evaporare le auto”


        Se te lo devo spiegare chiedi

      1. Wf

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        Non hai saputo che all’estero il numero di auto pro capite è significativamente inferiore rispetto al cittadino milanese?

        E questo vuol dire esattamente “far evaporare le auto”


        Se te lo devo spiegare chiedi

        1. Anonimo

          All estero dissuasori e parcheggi sotterranei sono significativamente maggiori rispetto a Milano.

          Certo tu non lo puoi sapere dato che non ti sei mai spostato più a nord di Cinisello.

          1. Wf

            Ma sai leggere cosa ho scritto?

            Oppure pensi che se costruiamo parcheggi sotterranei cala il numero di auto posseduto pro capite?

            La matematica la studiate su al nord?

          2. Anonimo

            All’ estero dissuasori e parcheggi sotterranei sono significatamente maggiori rispetto a Milano.
            Punto
            Questo dato di fatto dovrebbe portare una persona mediamente intelligente a capirne la connessione logica :
            +parcheggi regolari = – sosta selvaggia.
            Matematica nord/centro/sud, credo
            Le auto ci sono anche a Parigi e Madrid sai?
            Anche tanto traffico, piu’ che a Milano direi,
            va be’ ma tu non lo puoi sapere.

  4. Manuel

    Il problema è la densità edilizia della città e la mancanza cronica di programmazione/pianificazione della superficie e del sottosuolo; manca tutto.. autosilo, sottopassi e tunnel stradali di attraversamento veloce della città; abbiamo rotonde.. con i semafori su una circonvallazione che conoscono solo i milanesi, per abitudine, in quanto in realtà non esiste!.
    Utile o no l’unico piano parcheggi che ricordo è stato quello dell’amministrazione Albertini poi il nulla. Prima di costruire ad es. piste ciclabili bisogna creare spazio occupato dalle auto che non avendolo sono ovunque!.
    In ogni caso da questo punto di vista il comune è completamente assente ,anche soprattutto per mancanza di competenze, prova ne è data dal fatto che, ad eccezione delle aree verdi del parcheggio sotterraneo, gli altri interventi sulle aiuole sono tutti dovuti a iniziative dei singoli condomini che ovviamente sono uno diverso dall’altro, che sono senz’altro meglio delle auto in mezzo agli alberi, ma confermano in assenza delle istituzioni l’arte di arrangiarsi tipicamente italica.

  5. dammatra

    La differenza fra le due aree dipende esclusivamente dal fatto che i privati cittadini dell’area senza auto hanno deciso di sborsare di tasca propria per rifare le aiuole sotto gli alberi e recintarle.

    IInfatti TUTTE le aiuole sono state rifatte grazie agli interventi dei condomini antistanti e di tasca propria. Le auto le hanno messi nei parcheggi sottostanti pagati anch’essi di tasca propria.

    Puo’ essere che piu’ in la’ non vogliano o non possano pagare per liberare le auto che ora non hanno piu’ un metro per trovare parcheggio.

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