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Milano | Porta nuova – Cantiere Gioia22: maggio 2021, si sistema il verde

Ormai la torre di via Melchiorre Gioia 22 (120 metri d’altezza e progettata dallo studio di Pelli Clarke Pelli Architects), è quasi completata (voci di corridoio dicono che c’è già l’inquilino: Fideuram), e come possiamo vedere, in queste settimane sono in corso i lavori di allestimento delle aiuole e del parterre pedonale che la circonda.

Milano, Via Melchiorre Gioia, Gioia 22, Porta Nuova, Centro Direzionale, Pelli Clarke Pelli Architects


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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Porta nuova – Cantiere Gioia22: maggio 2021, si sistema il verde

  1. Andrea

    Noto un tripudio di cespuglietti e qualche piccolo alberello… Non sono stati previsti alberi a grande sviluppo in grado di generare, con il tempo, una bella chioma ombreggiante? Mi riferisco a qualche quercia oppure a dei bagolari… Sarà una mia impressione ma vedo del verde molto “di arredo” e poco pensato per uno sviluppo a lungo termine. Inoltre, e poi mi taccio, ravvisi sempre una certa abbondanza di superfici lastricate, al posto di suolo permeabile ed inerbito. Temo un preoccupante incremento del fenomeno dell’isola di calore con interventi di questo genere.

    1. Aupl

      Già ora la parete finestrata fa da riflettore lungo il marciapiede opposto nelle ore pomeridiane e passare sotto quella luce riflessa è come farsi una lampada. Penso che comunque non abbiano voluto mettere troppi alberi per non avere la facciata imoallata dalle chiome quando cresceranno (cosa che a me piacerebbe, agli architetti forse no) e infine magari hanno messo alberi le cui radici non facciano casini nel sottosuolo essendoci la cavità del Seveso

      1. Anonimo

        A Milano c’è gran consumo di suolo, ma anche dì sottosuolo. Tra linee metropolitane e ferroviarie, fiumi intombinati, sottoservizi e parcheggi sotterranei è difficile trovare spazio per andare in profondità

        Qui è stato costruito un grattacielo con venti metri di scavo, per cui in partenza qualche possibilità probabilmente c’era. Penso che i garage e le loro perse d’aria abbiano limitato le opzioni.

        Sul rimpiazzare con distese erbose le parti lastricate, concordo appieno

  2. Pippo

    che bello, han piantato quattro piantine!

    poi sono andato a rivedermi il render – ci doveva essere un bosco davanti e uno sul tetto.

  3. Aupl

    Già ora la parete finestrata fa da riflettore lungo il marciapiede opposto nelle ore pomeridiane e passare sotto quella luce riflessa è come farsi una lampada. Penso che comunque non abbiano voluto mettere troppi alberi per non avere la facciata imoallata dalle chiome quando cresceranno (cosa che a me piacerebbe, agli architetti forse no) e infine magari hanno messo alberi le cui radici non facciano casini nel sottosuolo essendoci la cavità del Seveso

  4. Verde(senza)speranza

    Noto come a Milano negli ultimi anni ci sia una sorta di fobia verso gli alberi sempreverdi. Eppure con il clima sempre più mite si potrebbero piantare tranquillamente pini domestici, magnolie, lecci, sughere, olivi, ecc. Non dico tutti sempreverdi, ma almeno uno qua e là per assicurare un po’ di colore anche in inverno…e invece no…per ben che vada un pero da fiore.

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