"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Centro – Teatro Lirico Gaber: il sopralluogo prima dell’apertura di fine anno

Ieri, 10 giugno 2021 si è tenuto, dopo il sopralluogo della Commissione consiliare congiunta Casa, Lavori pubblici, ERP e Cultura, il primo sopralluogo riservato alla stampa presso il cantiere del Teatro Lirico Gaber.

Scheda 
Le opere di restauro del Teatro Lirico sono concluse, le attività di cantiere cesseranno il 30 giugno 2021 e dal 15 luglio p.v. l’immobile verrà consegnato al gestore, Stage entertainment, che in stretto raccordo con l’Amministrazione e in 90 giorni provvederà al completamento degli arredi e degli spazi commerciali, tra cui il ristorante panoramico, per inaugurare la prima stagione teatrale ufficiale del Teatro Lirico dal prossimo autunno 2021.

Il Teatro Lirico era chiuso dal 1999, il cantiere per il restauro è stato aperto nel 2016 e torna ora interamente al suo splendore originario, seguendo l’impostazione architettonica storica dei teatri all’italiana a ferro di cavallo con platea, ordini dei palchi, balconate, finiture, decorazioni, acustica e con un innovativo sistema che consentirà al palcoscenico di allargarsi fino alla platea e l’eliminazione delle barriere architettoniche per avere un teatro accessibile a tutti.

Il Lirico nasce nel 1776 come Teatro della Cannobiana, il secondo per importanza a Milano dopo il Teatro alla Scala, ed è stato progettato dall’architetto Piermarini. Ma di quell’edificio sono rimaste soltanto alcune tracce. L’architettura inizia a mutare con il primo intervento di recupero architettonico del 1894 (arch. Sfondrini) e poi nel 1932 (arch. Faludi) con l’impoverimento delle finiture in oro, gesso bianco, marmi e delle decorazioni figurative e decorative oltre che della suddivisione/utilizzo degli spazi.

Il 9 febbraio 1938 un violento incendio lo devasta interamente, lasciando in piedi solo l’involucro esterno. Il Lirico viene riaperto nel 1939, dopo un radicale rifacimento degli arch. Cassi-Ramelli e Gerla, che conservano del vecchio teatro la sola facciata sulla via Larga. La capienza viene ampliata e nel 1943 può ospitare la stagione del Teatro alla Scala, andato distrutto per i gravi bombardamenti angloamericani che avevano colpito Milano.

La facciata dell’antico Teatro alla Cannobiana, costruito nel 1779 da Giuseppe Piermarini e poi rifatto come Teatro Lirico nel 1894 da Achille Sfondrini e nel 1939 da Antonio Cassi Ramell, non è stata ripristinata come l’originale. Infatti resta evidente l’amputazione del balcone centrale retto da colonne, subita a fine ‘800. È un peccato che si sia persa l’occasione per un restauro completo, pur disponendo dei disegni originali. Oggi due coppie di lesene sottolineano l’ingresso principale e l’originaria presenza delle colonne che reggevano il balcone centrale.

L’attuale restauro   
Il progetto di restauro è stato di tipo conservativo nel rispetto della storia del Lirico e in accordo continuo con la Soprintendenza per i beni architettonici e monumentali che ha seguito costantemente i lavori. I progettisti hanno lavorato per recuperare, restaurare e riqualificare tutte le componenti che erano ancora presenti instaurando uno stretto dialogo con il contesto generale che chiaramente non poteva essere quello originario, eliminando gli interventi che ne avevano alterato l’architettura e le forme.

La prima fase è stata di pulitura per rimuovere tutti i depositi di sostanze varie che avevano provocato il degrado e alterato l’aspetto dei materiali. In particolare, molto consistente è stato il lavoro di eliminazione di amianto. La seconda è stata dedicata al consolidamento della struttura e delle sue parti, infine la terza fase per la protezione dei materiali che dovranno essere protetti all’attacco degli agenti atmosferici in grado di accelerarne fortemente il degrado.

L’immobile nella parte esterna (facciate, volumi, finitura) non ha subìto alcuna variazione, anzi i volumi sopra le coperture contenenti le macchine/ventilatori sono stati demoliti ed è stato ripristinato lo stato iniziale. La parte interna è stata completamente riqualificata e sono stati introdotti ulteriori materiali nobili, come il marmorino nei vani scala e corridoi, le pavimentazioni in marmo alla palladiana, i rivestimenti in tessuto trevira nelle balconate. Sono stati riqualificati stucchi, gessi, marmorino e dorature. Restaurato il particolare mosaico all’ingresso.

Gli interventi di restauro e riqualificazione hanno riguardato anche l’avancorpo, la torre scenica, il corpo camerini/servizi con il recupero di tutti gli spazi all’attuale richiesta di destinazione a camerini/cameroni e sale prove. Il teatro può ospitare 1.517 persone: 798 in platea, 505 in galleria, 120 nel primo ordine di balconata e 36 nel secondo.

Il teatro è oggi a norma dal punto di vista sismico e antincendio e degli impianti. È allacciato alla rete di teleriscaldamento rendendo l’immobile coerente con le politiche di sostenibilità energetica dell’Amministrazione. La sala teatrale, le sale prove, la zona del ristorante panoramico e il ridotto, che ha una capienza fino a 99 posti a sedere, possono essere riscaldate e raffreddate singolarmente e, in generale, ciascuno di questi spazi consente un uso continuativo, indipendente e flessibile dell’edificio, valorizzandone la vocazione culturale.

Fin dal ‘700 il teatro comprendeva spazi per l’intrattenimento – foyer/ridotti, sala giochi, bottiglieria/ristori, punti vendita – per svolgere attività polifunzionali al suo interno ed era un luogo di divertimento dove si cenava, si giocava d’azzardo e si organizzavano veglioni.

Particolare attenzione è stata dedicata alla meccanica di scena inferiore molto innovativa: oltre ad un palcoscenico di oltre 400 metri quadrati, offre la possibilità di modulare uno spazio di proscenio aggiuntivo tramite tre ponti mobili indipendenti (golfo mistico) che consentono il posizionamento in “buca” di un’orchestra sinfonica, una configurazione di “estensione del palcoscenico” oltre la ribalta o un ampliamento della platea.

Le opere eseguite hanno avuto un costo complessivo di 16 milioni di euro e sono state seguite da un’equipe tecnica costituita essenzialmente da personale della Direzione tecnica del Comune (Assessorato ai Lavori pubblici) in collaborazione con la Direzione Cultura e Spettacolo e l’Assessorato alla Cultura.

Il polo teatrale: musica classica, jazz e leggera, spettacoli di cabaret, di danza, prosa e opera lirica  
Il progetto artistico presentato da Stage è risultato pienamente coerente con gli obiettivi dell’Amministrazione tra cui in particolare: assicurare alla città un nuovo polo di rilevanza nazionale e internazionale, in grado di offrire programmazioni di spettacolo articolate e di qualità; promuovere una programmazione accessibile e fruibile a tutti, finalizzata a favorire la crescita di un nuovo pubblico, avvicinando le nuove generazioni tanto alle tradizionali forme di spettacolo quanto ai nuovi linguaggi e alle più originali sperimentazioni contemporanee; promuovere interazioni fra soggetti pubblici e privati, comprese le fondazioni culturali attive sul territorio metropolitano per ottimizzare  costi e risorse e razionalizzare e concertare l’offerta da parte dell’intero Sistema dello Spettacolo dal vivo, cittadino e metropolitano; connotare il Teatro Lirico quale polo di riferimento  per gli operatori e i produttori di settore, nazionali e internazionali, con i quali operare di concerto, anche con la formula delle collaborazioni e delle coproduzioni.

La concessione a Stage entertainement  è stata determinata a seguito di procedura ad evidenza pubblica. La società assicurerà una programmazione di ampio respiro artistico e culturale, grazie anche ad un approccio integrato e multidisciplinare articolato in concerti di musica classica, jazz e leggera, spettacoli di cabaret, di danza nonché di prosa in chiave moderna ed una nuova accessibilità all’opera lirica. La programmazione avrà cura di soddisfare diversi target con offerte “tailored” per le generazioni più giovani, gli studenti e con percorsi dedicati per le persone con disabilità.

Si avvarrà dell’impegno di un comitato scientifico e della collaborazione delle migliori istituzioni culturali e di alta formazione della città, nonché dell’ospitalità di formazioni internazionali.

Referenze fotografiche: Comune di Milano, Marco Montella

Centro, Teatro Lirico, Cultura, Via Larga, Bottonuto, Teatro Lirico Gaber

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Centro – Teatro Lirico Gaber: il sopralluogo prima dell’apertura di fine anno

  1. Anonimo

    Non male, ci sono voluti solo ventidue anni di attesa per un lavoro che da qualsiasi parte del mondo sarebbe stato eseguito in uno, questo paese si merita il peggio.

  2. Anonimo

    Il teatro è bello e noi Milanesi lo abbiamo rifatto proprio bene coi nostri denari!

    Adesso speriamo che il privato che lo prende in gestione ci dia soddisfazione e lo gestisca come si deve!!

  3. N

    wow devo dire che lunghezze burocratiche a parte – il restauro è molto bello
    una roba che personalmente trovo poco bello sono i controssoffitti della piccionaia in cartongesso con quell’illuminazione da ospedale. ma cmq dettagli il lavoro davvero bello

  4. Anonimo

    Stupendo. Concordo con i controsoffitti della balconata superiore poco attraenti e non a tema con il lavoro di conservazione, per il resto un ottimo lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.