"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Isola – Il “nuovo” Palazzo Archinto

In piazzale Archinto, all’Isola, all’angolo con via Angelo della Pergola, si trova un piccolo caseggiato di un solo piano commerciale, soprattutto famoso per essere rivestito da splendidi murales da anni.

Al suo posto sorgerà un nuovo condominio sviluppato da Abitare Co, Palazzo Archinto.

Palazzo Archinto (prende il nome dalla piazza, ma esiste un bel po’ più antico Palazzo Archinto nel Centro Storico a due passi da via Torino) è composto da sei piani, di cui il piano terra rappresenta un elegante hall d’ingresso curata nei minimi dettagli. I restanti cinque piani sono composti da appartamenti di diverse tipologie, d9 in tutto, alcuni dei quali provvisti di ampie logge che creano degli spazi privati esterni di sofisticata eleganza, formando così una dimensione abitativa orami richiestissima in città.

Dobbiamo dire che è un po’ un peccato che non vengano salvati alcuni di questi bei murale dipinti sulle pareti del piccolo caseggiato. Sarebbe bello che, in qualche modo, qualcuno venisse salvato e inserito all’interno della hall del nuovo palazzo.

Referenze fotografiche: Duepiedisbagliati, Abitare Co.

Tag: piazzale Archinto, Isola, via Angelo della Pergola, Abitare Co, Residenziale

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Isola – Il “nuovo” Palazzo Archinto

  1. Ale

    Qualcosa non torna… nei rendering ci sono meno piani che nella realtà! Così è molto più pesante e meno piacevole alla vista.

  2. Anonimo

    Il salvataggio dei murales anche no, dai…

    Oltre al fatto che va contro la cultura dei murales di strada, che non sono fatti per restare indefinitamente (e quando è stato fatto è perchè artisti come Basquiat o Haring e più di recente Banksy erano assurti – anche contro la loro volontà – a livelli da museo), ma così si va verso il delirio conservazionistico: tenere tutto ciò che ha una parvenza di (soggettivamente) bello. Altro che Soprintendenze…

    Progetto mediocre e il dettaglio dei faretti nelle logge è semplicemente da vomitare.

    1. Anonimo

      Si è visto di molto peggio a Milano, residenzialmente parlando, anche di recente.

      Molto meglio questo, che è banale ma almeno non è un pugno nell’occhio, rispetto a quella specie di gabbia di Faraday che è la Torre Aurora o al Gratosoglio 2.0 di Cascina Merlata.

  3. Thomas

    “splendidi” murales da preservare nella nuova hall? Ma per favore…
    Al netto dell’idea demenziale (che voglio considerare una provocazione fine a se stessa), dal punto di vista qualitativo quei murales fanno pure pena.

  4. paolo

    Il vezzo di chiamare “Palazzo” con la p maiuscola un condominio qualunque e appioppargli per buona misura il nome di una famiglia nobiliare, oltre a superare la soglia del ridicolo ci rivela come la componente di appetibilità di qualsiasi progetto immobiliare, oggi, sia determinata in larga misura dallo storytelling, contemporaneo oro dei farlocchi

    1. Anonimo

      beh almeno non l’hanno chiamato Archinto Palace o Archinto Building, è già qualcosa. Tutto un altro storytelling.

      ma ve li ricordate quei bei nomi anni 80 tipo Residenza Cinzia o Le Gardenie?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.