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Milano | Tre Torri – CityLife: al via il cantiere per CityWave (ex Portico)

Parte oggi (08-09-2021) il cantiere per la realizzazione di CityWave, l’edificio direzionale che completerà la parte settentrionale del quartiere di CityLife, uno dei principali esempi di rigenerazione urbana in Europa.

Progettato dallo studio BIG – Bjarke Ingels Group, CityWave si propone come nuovo paradigma per gli uffici del futuro rispondendo ad una nuova idea di workplace, grazie a soluzioni progettuali innovative che mettono al centro la qualità della vita e ridefiniscono il concetto di sostenibilità. 

Il progetto di CityWave porta al culmine l’impegno di CityLife per la riqualificazione urbana e la sostenibilità, che hanno caratterizzato l’intero sviluppo del quartiere sin dalla sua nascita. Grazie alle più innovative soluzioni in ambito energetico, l’edificio sarà alimentato esclusivamente da fonti rinnovabili, rappresentando il primo edificio ad uffici a superare l’impatto zero, con un progetto volto all’obiettivo di determinare un “impatto positivo” sull’ambiente. Il rivestimento in pannelli fotovoltaici della struttura che ricopre gli edifici denominati East e West costituirà, infatti, il parco fotovoltaico più grande di Milano ed uno dei più grandi parchi fotovoltaici urbani in Italia, con una superficie di circa 11.000 mq di pannelli, in grado di fornire una produzione di energia stimata in 1.200 MWh l’anno, grazie a una potenza installata che sfiora i 2 MWh. La stessa struttura consentirà anche la raccolta e il riuso delle acque piovane, oltre a delineare un ampio spazio pubblico verde e coperto, vivibile tutto l’anno. Inoltre, l’edificio è pensato per consumare il 45% in meno di energia rispetto allo standard, grazie a soluzioni come l’uso termico delle acque di falda, con un risparmio di 520 tonnellate l’anno di CO2, pari alle emissioni assorbite da 20.000 alberi. Il progetto CityWave ha già ottenuto la pre-certificazione LEED™classificandosi a livello Platinum.

La commercializzazione degli innovativi spazi ad uso ufficio è stata affidata a Jones Lang LaSalle S.p.A. e Cushman & Wakefield LLP. I lavori di CityWave sono stati avviati oggi a valle del progetto esecutivo, e si prevede si concluderanno nel 2025.

Il progetto CityWave, così come l’intero intervento di riqualificazione di CityLife, si inserisce nella strategia europea di Generali Real Estate che, con un patrimonio gestito di oltre €33 miliardi, si posiziona fra i principali gestori immobiliari al mondo e crea valore per gli investitori attraverso una serie di veicoli di investimento cross-border, gestiti dall’asset manager specializzato Generali Real Estate SGR.

Alla cerimonia di avvio del cantiere, avvenuta alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e della stampa, sono intervenuti Aldo Mazzocco, Amministratore Delegato di Generali Real Estate SpA e Presidente di CityLife, Armando Borghi, Amministratore Delegato di CityLifeBjarke Ingels, Founding Partner di BIG-Bjarke Ingels Group, con la partecipazione di Gabriele Galateri di Genola, Presidente di Assicurazioni Generali.

Le immagini che seguono riguardano la cerimonia di questa mattina per la posa della prima pietra.

Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, ha commentato: “L’inizio dei lavori di costruzione della CityWave a CityLife sono un nuovo forte segnale di ripresa che viene dato a tutta la città. La pandemia ci ha imposto di rallentare e di uscire dall’emergenza, ma ora è tempo di andare avanti con determinazione e fiducia nelle nostre capacità. Questa nuova realizzazione completa il già emblematico quartiere CityLife e mostra con il suo originale design e le sue caratteristiche di edificio a ‘impatto positivo’ la città che stiamo realizzando: avremo il più grande parco fotovoltaico urbano, un sistema di riuso delle acque piovane, e un complesso che consumerà il 45 % in meno di energia. Sarà il simbolo della Milano che vogliamo: sostenibile, internazionale, bellissima”.

Aldo Mazzocco, Amministratore Delegato di Generali Real Estate e Presidente di CityLife, ha dichiarato: “Questo edificio di nuova generazione rappresenta un ulteriore ‘step up’ nell’evoluzione degli immobili per uffici: un contenitore per attività direzionali che integra obiettivi di impatto positivo sull’ambiente e sulla qualità della vita con nuove articolazioni degli spazi a valle dello shock da lockdown. In questo senso, stiamo definendo un nuovo paradigma per il mondo.”

Armando Borghi, Amministratore Delegato di CityLife, ha commentato: “CityWave rappresenta il culmine di un percorso iniziato oltre quindici anni fa che ha reso CityLife una nuova centralità urbana, una destinazione unica a Milano, dove qualità della vita, innovazione e sostenibilità si incontrano. Stiamo già in fase di dialogo avanzato con primari operatori di mercato per la commercializzazione dell’edificio, a conferma del valore del progetto. Proseguiamo inoltre nella realizzazione dell’ultimo lotto residenziale di CityLife, che consegneremo a giugno 2022, mentre il completamento del Parco pubblico è previsto entro la fine di quest’anno.” 

Bjarke Ingels, Founding Partner di BIG-Bjarke Ingels Group, ha dichiarato: “L’imponente copertura a catenaria di CityWave unisce gli ultimi due edifici di CityLife con un’unica struttura ad onda. I pannelli solari alimentano gli ambienti di lavoro interni, mentre la parte inferiore in legno crea una copertura per una nuova area pubblica. Come un’interpretazione contemporanea del grande spazio coperto della Galleria Vittorio Emanuele II, il tetto fotovoltaico di CityWave offre ai cittadini di Milano uno spazio urbano ombreggiato e riparato per vivere appieno questa nuova zona vivace della città. La struttura complessiva unisce gli spazi interni ed esterni in una forma di monumentalità leggera e sinuosa.”

Referenze fotografiche: BIG-Bjarke, Marco Montella

Tag: CityLife, Fiera, Tre Torri, viale Duilio, viale Boezio, viale Cassiodoro, viale Berengario, Palazzo delle Scintille, Velodromo Vigorelli, piazza VI Febbraio, BIG-Bjarke

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


37 thoughts on “Milano | Tre Torri – CityLife: al via il cantiere per CityWave (ex Portico)

  1. Anonimo

    Bello.

    La forma a catino del tetto mi ricorda un po’ quella del palasport crollato sotto il peso della neve nel 1985, ma sono certo che nella progettazione si ricorderanno dell’infausto precedente (nel caso, vale come reminder 🙂 )

    1. gg

      Approvo, l’ennesima battaglia persa sull’aumento del verde come per i due appezzamenti risicati nella zona delle Cinque vie dove i nuovi edifici toglieranno aria e luce alle finestre che oggi si affacciano sugli spiazzi incolti.

    2. Gabriele

      Concordo. Non ci sarebbe stato il ricercato “effetto wow” ma forse con un po’ di verde in più si sarebbe riequilibrato il tutto.

  2. Ale

    Preferivo il primo nome, Portico, che era pure comune a Italiano e Inglese. Ormai con gli investitori globali devono mettere nomi 100% english. The wave mi pare meno distintivo e più banale.
    Termini a parte, bellissimo progetto.

  3. Biagio

    Anche a me piace molto il progetto e sono contento che venga realizzato. Ma non mi sembra giusto rispondere “Va a vivere in campagna!” a chi vorrebbe più verde in città. Milano non ha mare, né monti o colline, non sorge in riva a un lago e non ha nemmeno fiumi degni di questo nome. Per cui può diventare bella e vivibile solo con la realizzazione di vaste aree verdi al suo interno (e qui rinnovo il rimpianto per la mancata realizzazione di un parco al posto del Policlinico di via Sforza, rimpianto che devo avere solo io vista l’indifferenza o il sarcasmo con cui viene accolto questo blog).

  4. Anonimo

    È lecito sperare che ci sia più verde in città, anche se a city Life non manca.
    Richiedere a un privato che ha fatto ingenti investimenti di realizzare una collina alberata è o ingenuo o qualunquista. Dove c’è il portico era comunque prevista una quarta torre.

    Realizzare il verde e mantenerlo non è semplice come si crede e il comune non si è dimostrato particolarmente efficiente. I nuovi parchi che arriveranno negli scali ferroviari li dobbiamo agli oneri pagati dai privati, che però non sono magnanimi benefattori, vogliono guadagnarci.

    Quindi sì, sacrosanto chiedere più verde ma sarebbe il caso avere un po’ più di cognizione di causa.

    1. Biagio

      Ok. Riconosco di non avere cognizione di causa. Certo che se il verde pubblico dobbiamo aspettarlo dalle magnanime concessioni dei privati, dobbiamo rassegnarci a una Milano cementificata e bruttina. Ma mi chiedo: il parco che io chiamo Marinai d’Italia ( dove c’è la Palazzina Liberty) e il parco di via Pallavicino sono stati costruiti dai privati come onere di urbanizzazioni? Ribadisco di non avere cognizione di causa ma forse la verità sta nel mezzo.

      1. Anonimo

        Sei disposto a pagare più tasse per avere bel verde e mantenerlo come fanno i privati? Forse tu si, ma probabilmente non la maggioranza dei cittadini che chiede sempre meno tasse.

        Dire che si vuole questo e si vuole quello è facile. Bisogna avere i soldi per comprarsi ciò che si desidera. Questa, detta in modo semplice, è la situazione.

        Il comune fa quel che può ma con entrate limitate non può far di più di cio che già fa.

        1. Gabriele

          A livello di tassazione l’incidenza delle imposte comunali sul reddito (ad esempio per un lavoratore dipendente) rappresenta una parte molto bassa di quello che finisce alla voce imposte. Credo, o comunque voglio credere, che se venisse chiesto un piccolo contributo in più a tutti in cambio di maggiore vivibilità della città nessuno si tirerebbe indietro.

          Detto ciò, sarebbe interessante sapere se gli abitanti dei palazzi che si affacciano su Viale Duilio e Viale Cassiodoro avrebbero preferito la vista che hanno oggi e che è relativamente libera o quella che avranno in futuro.

        2. Gabriele

          A livello di tassazione l’incidenza delle imposte comunali rappresenta una parte relativamente bassa di quello che finisce alla voce imposte. Credo, o comunque voglio credere, che se venisse chiesto un piccolo contributo in più a tutti in cambio di una maggiore vivibilità della città nessuno si tirerebbe indietro.

          Detto ciò, sarebbe interessante sapere se gli abitanti dei palazzi che si affacciano su Viale Duilio e Viale Cassiodoro avrebbero preferito la vista che hanno oggi e che è relativamente libera o quella che avranno in futuro.

          1. Andrea

            Le tasse in questione si chiamano “oneri edilizi” e non li pagano i cittadini.

            Certo è che se chi ha concordato a suo tempo il progetto aveva gli occhi a cuoricino per i palazzoni stile New York perché “chi vuole il verde se ne deve andare in campagna” questi sono i risultati…

            Per fortuna i nuovi progetti vengono contrattati con maggior criterio (vedi San Siro) e sono un filo più equilibrati, soprattutto non promettono nuovi parchi quando si tratta di aiuole di contorno.

          2. Anonimo

            In realtà la volumetria di questo progetto era prevista in verticale su una sola torre per lasciare più spazio.
            Questo progetto è bello da vedere ma quanto a ingombro sul suolo è micidiale.

            Detto questo, forse è meglio un’area vivibile sotto una tettoia di pannelli solari che un altro pezzo di giardinetto con un alberello e qualche improbabile scultura.

        3. Anonimo

          Caro anonimo delle 19:12 grazie per averci delucidato sulla situazione economica del comune . Allora in comune lavorano chiaramente degli incapaci che non riescono a trovare nuove risorse . Francamente mi sembra troppo facile dire che il comune non ha soldi per la cura del verde perché dve pagare lamenda scolastica ecc. . È una cantilena trita e ritrita. Bisogna assumere gente capace e non dei ragionieri del secolo scorso ! Finitela di nascondervi dietro banali paraventi . Bisogna trovare soluzioni non scuse infantili .

      2. Gaetano

        Quanto alla Milano cementificata e bruttina, francamente esageri: a parte le aree verdi del centro, Milano è piena di grandi parchi, dal parco nord, al parco agricolo sud, dal bosco in città al parco delle cave (splendido dopo anni di abbandono), dal parco di trenno al parco Forlanini, fino al Trotter…
        Solo tra viale Monza e viale Padova si contanto il parco del Trotter, il parco della Martesana, villa Finzi, tutti godibili e ben tenuti.
        Il verde c’è ed è quasi tutto pubblico, poi si può sempre migliorare, ma non inventiamo una realtà che non esiste.

      3. GArBa

        ogni volta che sento dire che milano è cementificata mi ribolle il sangue. Milano ha saputo trasformare la sfortuna (derivante, beninteso, da precise ragioni storiche) di essere arrivata tardi nella riconversione di numerose aree dismesse e di averne potuto quindi estrarre aree verdi di grande estensione e qualità. Lo stesso parco di Citylife, per la parte già realizzata, parla da solo con il grande favore che incontra verso il pubblico ed è sempre frequentatissimo. Peraltro la zona è una delle più ricche di viali alberati e giardinetti dell’intera città, e non mi sembra neppure che le periferie siano dimenticate. Dalle amministrazioni che si sono succedute ad ogni livello, ad esempio, se pure di diverso colore politico, il parco nord è sempre stato migliorato ed accresciuto. Senza dimenticare la ormai ventennale riqualificazione del parco delle Basiliche, il parco dell’Anfiteatro in ricostruzione… Si può fare di più? Certamente. Ma chiedere un parco al posto di un ospedale non mi sembra una gran soluzione.

    2. Max

      Forse ci siamo dimenticati cosa c’era prima. Il verde è almeno il quintuplo di quello che c’era ai tempi della fiera. O si pretende di demolire interi quartieri per trasformarli in prati, trasferendo le costruzioni ed i servizi fuori città, oppure bisogna pensare a cose ragionevoli.

  5. Felicetta

    Salve, volevo sapere quali materiali verranno utilizzati per realizzare il progetto.
    A mio avviso è molto bello, Milano è bella per questo: innovativa, moderna e cosmopolita.

  6. Giovanni

    Speriamo che finalmente ne approfittino per sistemare Piazza 6 Febbraio e la zona vicino (Boezio), al momento in pessime condizioni.
    saluti
    Gio

    1. FW

      Ma dài, non ci dire.

      Di solito invece gli edifici nuovi si fanno nelle aree già costruite, specialmente nei nuovi quartieri disegnati da zero come questo.

  7. Anonimo

    Parchi come quello di Porta Nuova e Citylife, ben tenuti e ben disegnati richiedono parecchi euri per la manutenzione. Al BSM ogni settimana ci sono squadre di giardinieri al lavoro, e il pubblico quelle risorse non le ha nemmeno se si prendessero i migliori contabili del mondo e a meno di aumento tangibile della tassazione…

    Questo si vede anche più in piccolo nella manutenzione delle aiuole molto migliore quando assegnata a privati in cambio di un modesto spazio pubblicitario.

    Per i privati, essere associati ad uno spazio verde degradato ha un impatto negativo sulla propria immagine, per cui sono obbligati a fare un buon lavoro. Non ci vedo nulla di male, anzi mi sembra un processo virtuoso.

    Quanto al verde a Milano, si può sempre (e si deve) ambire ad aumentarlo, ma non possiamo ignorare la presenza attuale di parchi a cominciare da Sempione e Giardini Pubblici, a cui si aggiungeranno grandi spazi verdi negli scali specie Romana e Farini.

    Infine avere architetture così apprezzabili (anche le voci critiche qui non discutono l’estetica) e che offrono soluzioni ai maggiori problemi della città come l’inquinamento non devono essere contrapposte al verde, come se fossero mutualmente esclusivi

  8. dammatra

    Queste le prime 10 aree verdi pubbliche di milano.

    Le aree private sono vastissime fate un giro su maps e ve ne renderete conto.

    Parco Lambro 773.000 mq
    Parco Sempione 386.000 mq
    Montestella 311.200 mq
    Nuovo Scalo Farini che al termine dei lavori conterà 308.000 mq
    Nuovo parco Piazza d’Armi 236.000 mq
    Bovisa, le architetture industriali dei gasometri saranno circondate da 177.000 mq di giardini
    CityLife che al momento ne conta 120.000 ma entro la fine del 2021 dovrebbe raggiungere i 173.000
    Giardini Montanelli 172.000 mq
    Bisceglie nel nuovo quartiere si arriverà a 160.000 mq
    Villa Scheibler 148.000 mq

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