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Milano | Porta Ticinese – Cantiere PAN-Parco Amphitheatrum Naturae: settembre 2021

In occasione della #DesignWeek della settimana scorsa, la Sovrintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Milano ha aperto al pubblico il cantiere dell’anfiteatro romano, dove è in corso la realizzazione del PAN, Parco Amphitheatrum Naturae.

Come avevamo già potuto vedere, gli scavi archeologici, ripresi nel 2018, dopo che negli anni Trenta vennero rinvenute tracce delle fondazioni, hanno riportato alla luce una consistente sezione delle fondamenta dei muri radiali dell’antico e monumentale edificio.

Ma soprattutto, cosa inaspettata, sono state ritrovate porzioni di pavimentazione forse riferibili a corridori di servizio, posti sotto l’arena vera e propria. Il tutto grazie agli studenti dell’Università Cattolica di Milano che meticolosamente hanno scavato e analizzato i reperti.

La realizzazione dell’anfiteatro, costituito originariamente da un’ellisse di 150 x 120 metri, si data secondo le ultime ipotesi alla seconda metà del I secolo d.C.

Qui di seguito le immagini mostrano la sezione delle fondazioni dei muri radiali dell’antico e monumentale edificio.

Lo smantellamento dell’anfiteatro (grande come l’Arena di Verona, per intenderci, comunque tra i maggiori dell’età imperiale) cominciato già nel 400 dopo Cristo, diventò una vera e propria cava a cielo aperto, perché molti dei suoi materiali vennero impiegati nelle fondamenta della Basilica di San Lorenzo e per le mura difensive di Milano. AL suo posto sorsero da subito orti e così possiamo notare, tra le fondamenta, tracce di pozzi per attingere acqua.

Ed ecco la parte più interessante dell’aggiornamento di questi giorni. Si tratta dei resti posti sotto l’arena, dei corridoi che consentivano il passaggio nascosto sotto la parte centrale del complesso, forse per esigenze tecniche, forse per il passaggio dei gladiatori o degli animali nei vari spettacoli che si tenevano all’interno.

Nella parte orientale dell’area di cantiere, verso via Arena e la chiesa di Santa Maria della Vittoria, è stata trovata una porzione di muro realizzata in scaglie di pietra anziché in ciottoli di fiume come gli altri reperti. Questa differenza era dovuta perché doveva reggere la parte più pesante e più alta, la facciata, dell’edificio. L’apertura ben visibile tra le due porzioni di muro fa presumere alla possibile presenza di un grande arco per gli ingressi trionfali all’interno dell’arena (come abbiamo cercato di semplificare nella grafica qui di seguito nella seconda foto).

Il nuovo parco di circa 100 mila mq, con i resti antichi lasciati a vista sarà pronto con ogni probabilità tra un anno (anche se i nuovi ritrovamenti probabilmente faranno slittare la fine del cantiere). Ricordiamo che il progetto prevede la sistemazione dell’intera area, raddoppiata dopo l’acquisizione da parte del Comune di quasi tre terzi del terreno, di proprietà private fino a qualche anno fa, a verde, con la riproduzione dell’impronta del “Colosseo milanese” realizzata con cespugli sagomati di bosso e cipressi posti ad anello, dove si trovava la facciata.

Riferimenti fotografici: Roberto Arsuffi, Danila Faccio, Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio

Parco Amphitheatrum Naturae (PAN), Anfiteatro Romano di Mediolanum, Porta Ticinese, Sovrintendenza, Parco, Archologia

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


17 thoughts on “Milano | Porta Ticinese – Cantiere PAN-Parco Amphitheatrum Naturae: settembre 2021

  1. Anonimo

    Peccato che non ci siano altre porzioni del perimetro dell’Anfiteatro. Purtroppo non mi convince troppo la parte verde, perché sono convinto che questo non verrà seguito a dovere da chi dovrà occuparsene.
    Mi piacerebbe anche vedere un lavoro di Edoardo Tresoldi, magari una riproduzione dell’arco o di una porzione degli spalti, in modo immaginare com’era.

    1. Roberto Bressanin

      In precedenti servizi era stato detto che, se ho interpretato bene, alcune fondamenta che possono venire alla luce in realtà vengono risepolte perché gli agenti atmosferici possono accelerare il degrado. Questo sempre SE ho capito bene. Ma allora alle sezioni che sono già allo scoperto da decine d’anni non dovrebbe accadere lo stesso? Possibile che al giorno d’oggi non esistono soluzioni che bloccano il deterioramento? Cosa viene fatto ai resti archeologici sparsi in tutto il mondo per non lasciarli deperire agli agenti atmosferici? Io penso che se realmente esiste tutto o quasi tutto lo sviluppo dell’ellisse delle fondamenta, debba assolutamente venire alla luce; ne acquisterebbe in grandiosità, e soprattutto abbattendo gli edifici inutili che vi si sovrappongono. Sono d’accordo con chi sostiene che il verde é poco funzionale; o meglio: lo é esteticamente se viene curato sistematicamente. Ma un’altro dubbio é: la vegetazione che verrebbe impiantata sopra le (supposte) fondamenta condannate a rimanere sepolte, non andrebbero con le radici e la loro irrigazione a rovinarle definitivamente?

  2. Anonimo

    Mi sembra una grande caxxta, funzionante solo sulla carta. Nella realtà sarà un porchetta spoglio. Era meglio ricostruirlo ex novo in muratura.
    All’estero si fa. Senza troppi se, ma.
    Non capisco tutta questa paranoia italiana delle ricostruzioni…E’ bello da vedere e funzionale e soprattutto istruttivo.

      1. Anonimo

        https://www.puydufou.com/france/fr/le-signe-du-triomphe

        È un parco tematico che va oltre la ricostruzione. Mette in scena le bighe le corse ecc ma l’arena è stata totalmente ricostruita . Siamo in Francia dove il turismo non è mai improvvisato . FRANCIA , non Florida o Dubai . FRancia . Ma è solo un esempio tra tanti . Altri monumenti sono stati ricostruiti x fini didattici e turistici un po’ ovunque in Francia come in Spagna . Nessuno si scandalizza anzi i turisti apprezzano . Del resto a Milano uguale . Vai al castello sforzesco e nessuno si indigna pensando che sia un falso . Anzi .

          1. Anonimo

            Vicino Nantes. comunque se ti piace Eurodisnay ti piacerà anche la corsa delle bighe nell’arena ricostruita a grandezza naturale. Se vai a vedere il castello di Biancaneve! …perchè non andare a vedere lo spettacolo dell’arena rifatta?! non è che devi per forza mettere in scena il trash…puoi organizzare stagioni estive della scala, e altri eventi….che a Milano non mancano mai. In Italia abbiamo ancora troppi tabù’ che ci rendono arretrati. anzi patetici conservatori. boh! Se il turismo è l’unica cosa in grado di salvare il paese…alitalia permettendo allora smettiamola di prenderci in giro…

        1. Andrea

          Mamma mia che pacchiani! Non credevo che ai francesi piacessero ste americanate.

          Per fortuna noi in Italia siamo pieni di sagre che in alcuni casi sembrano delle rievocazioni ma in realtà si ripetono initerrotte anche da secoli. 😎

        2. GArBa

          una cosa è un parco tematico dove si ricostruisce ex-novo, una cosa è andare sopra delle rovine autenticamente antiche con una ricostruzione di fatto da zero che non potrebbe essere che di totale fantasia; si tratterebbe di un “restauro” che andrebbe persino oltre Viollet-le-Duc.

    1. Anonimo

      La caxxata è lasciare quel rudere di casetta che interrompe l’ellisse e toglie ampiezza al parco per farci l’ennesimo mini museo inutile e costoso che verrà visitato da quattro gatti.

  3. paomi

    a mio modesto parere, prima di giudicare l’opera attenderei che sia terminata. Anche e soprattutto perché dai rendering all’opera completa spesso emergono difetti, mancanze, modifiche (non sempre migliorative). Dopo, sempre a mio modesto parere, bisogna valutare l’utilizzo da parte dei cittadini e, non meno, la manutenzione da parte del gestore.

  4. Anonimo

    Simpatica l’idea di ricreare i muri con dei cespugli, ma un parco senza neanche una pianta ad alto fusto che crei un po’ di ombra mi sembra una boiata, tenuto conto di come saranno sempre più calde le estati milanesi.

  5. Luca

    l’elemento centrale, oltre al dubbio sul progetto, è sempre quello: il tempo….ma quanto ci state mettendo? tutto bello, le ciclabili, la metro 4, questo parco tematico, va benissimo…ma quanto ci state mettendo?

    1. gaetano

      Non è un parco tematico, ma un parco archeologico e credo che i lavori siano iniziati lo scorso anno…
      Quanto alla m4: oltre alla tratta linate – forlanini, il resto (cioè i restanti 13 km…) è stato scavato a partire dal 2016 (inoltrato), una volta terminato l’expo…
      Nel mezzo c’è stata una pandemia…
      Non mi piangerei troppo addosso.

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