"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Lorenteggio – Ancora per quanto tempo una scarpa e una ciabatta?

Allora, dobbiamo dire che il Comune ci si è messo d’impegno, almeno così pare, da parte sua, mentre Aler ancora latita e il quartiere del Giambellino è ancora in attesa di soluzioni di riqualificazione e di vivibilità.

Così abbiamo una via Giambellino da ormai un anno e mezzo con aiuole e nuove fermate dei tram, e marciapiedi realizzati in beola (pietra) ma che fanno da cornice a case fatiscenti (oltre ad esser già ridotti in modo fatiscente dalla sporcizia accumulata).

Sono in fase di installazione i nuovi pali ad albero Smart IP, il progetto di Illuminazione Pubblica Intelligente pensata per la riqualificazione del Lorenteggio.

Si tratta di pali luce integrati, che non solo accoglieranno apparecchi per l’illuminazione ad alta efficienza e alta qualità, ma anche dispositivi tecnologici come hotspot per il wi-fi pubblico, telecamere e sensori ambientali, per il controllo e il monitoraggio del rumore, dei livelli di traffico, dell’inquinamento ambientale e anche dell’abbandono di rifiuti ingombranti sui marciapiedi I nuovi “alberi tecnologici” saranno tre: in via Segneri (angolo via Sanniti), in via Lorenteggio (angolo via Recoaro) e in via Giambellino (angolo via Sanniti). Anche sulle altre vie si stanno sostituendo le luci (mantenendo i pali), mentre prossimamente si procederà con la sostituzione di alcuni pali nelle vie Odazio e Apuli.

Via Segneri, interessata dal cantiere per la stazione della M4 è, crediamo, al momento uno dei luoghi peggiori di Milano, un insieme di abbandono, confusione per il cantiere e inciviltà che pare impossibile pensare ad una sua riqualificazione (come rappresentato dalle immagini che seguono).

Mentre queste sono le immagini della zona di via Segneri ora…

Eccoci in via Recoaro dove è stato istallato uno dei nuovi “pali albero” e dove sono in corso i laovori per la nuova pavimentazione in pietra.

Mentre sul lato di via Lorenteggio e dove si trova il Mercato Comunale, ancora siamo in attesa di vedere l’avvio per il cantiere della nuova Biblioteca del Lorenteggio.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Giambellino, Lorenteggio, Via Segneri, M4, Cantiere, Arredo Urbano, Biblioteca, via Sanniti, via Odazio, via Apuli

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


37 thoughts on “Milano | Lorenteggio – Ancora per quanto tempo una scarpa e una ciabatta?

  1. Wf

    Che aspetta la Regione Lombardia a riqualificare gli immobili che lo fanno gratis con il 110%???

    Non gliene frega niente dei cittadini poveri ai leghisti.

    Sono solo dalla parte degli straricchi di Confindustria.

      1. Wf

        Che c’entra il 110% su chi paga l’affitto oppure no?

        Ovvio che i poveri hanno difficoltà a pagare le spese .

        Allora facciamo come Charles Dickens e aboliamo i poveri per legge…

        ALER non fa un c…o.

        È un fallimento politico.

        Vergogna

    1. Anonimo

      In effetti è difficile difendere Aler.

      Speriamo che in Regione non si crogiolino sul fatto che la ristrutturazione miliardaria della via Giambellino è stata un mezzo flop, e che il contrasto tra la parte totalmente rifatta e le case lasciante andare nn è poi molto evidente (i marciapiedi ad esempio son già tutti mezzi rotti e il parterre “alberato” è oggettivamente brutto e maltenuto).
      Uffa.

      1. Anonimo

        no va be’ ci mancava l’ebete che spara cifre a caso (miliardaria?) e che ha il coraggio di dire che questo intervento è stato un flop.

        1. Anonimo

          Suvvia amico, quanto è costato lo sappiamo tutti. Erano soldi in gran parte UE, per una volta bene spesi. Se però ti turbano le iperboli (“miliardario” quando in realtà erano 100 milioni più o meno) è problema tuo. Di sicuro nn è stato intervento economico. Tutt’altro.

          Quanto al “flop”, passaci. Per carità è meglio di prima, ma non dirmi che è venuto bene. Come al solito il problema è nei dettagli. Oltre al fatto che rifare una via nel 2021 per renderla sostanzialmente un incubo per i ciclisti è a mio parere sbagliato.

          Resta comunque il fatto che quei palazzi ALER così non si possono vedere.

      2. Enrico

        Quelle pietre sui marciapiedi non le mettereste neanche in casa. Si stanno rompendo e non c’è giorno dove qualche anziano inciampa e finisce a terra, mia madre una di quelle con tanto di intervento di ambulanza per abrasioni alle gambe. Vale anche per le chicane fatte alle fermate del tram, cordoli a spigoli vivi e ben appuntiti meglio dei coltelli.

  2. Anonimo

    Sperando in una riconferma di Sala, una delle cose da fare nei prossimi 5 anni sarà spostare la gestione delle case popolari all’interno del comune di Milano da Aler a MM.

  3. massimiliano

    ho vissuto nelle case Aler fino al 2008 ,mio padre ci vive ancora ed ha 83 anni . le case al quartiere barona .
    Penso che sia tra i pochi che pagano regolarmente l’affitto ogni mese. Fino agli anni novanta queste case erano dignitosissime, abitate da persone e famiglie umili (anche numerose) che lavoravano e pagavano l’affitto ( calcolato,come oggi , sul reddito famigliare).Poi sono iniizate le occupazioni abusive ed oggi chi paga l’affitto e’ la minoranza. Tante di queste persone sono delinquenti , spacciatori , senza far distinzione tra italiani e stranieri . Ho visto con i miei occhi buttare giu’ porte ed occupare case. ho chiamato polizia e carabinieri e mi dicevano che una volta entrati abusivamente loro non potevano far nulla. la legge italiana prevede che,se si occupa per stato di necessita’, la forze dedll’ordine non possono farli uscire. Il risultato e’ da vedere . Al giambellino, alla barona e in altri quartieri di Milano. Lo stato di necessita’ lo hanno anche le persone per bene che sono in lista di attesa per avere un alloggio popolare che non avranno mai a causa di questi delinquenti,che trovano sempre qualcuno che li difende.
    Economicamente se tutti pagassero anche quel poco di affitto il sistema sarebbe ampliamente sostenibile per garantire ordinaria manutenzione di tutti gli stabili . Invece si prendono i soldi delle tasse che paga la comunita’ per ristrutturare questi alloggi.

    1. Andrea

      “Economicamente se tutti pagassero anche quel poco di affitto il sistema sarebbe ampliamente sostenibile per garantire ordinaria manutenzione di tutti gli stabili”

      In altre parole: “se non ci fossero poveri e disagiati, non ci sarebbe povertà e disagio”.

      Il problema non sono i poveri e i disagiati che non pagano l’affitto ma è la regione che NON usa le tasse pagate dalla comunità per ridurre la povertà e il disagio. Anzi la politica del centro destra è sempre stata quella di RIDURRRE le tasse, impiegando il proprio tempo per esternalizzare i servizi pubblici verso i privati (esempio: sanità privata, brebemi, pedemontana) che giustamente vogliono fare profitti e spendono il proprio tempo per chi ha soldi, non per i poveri e i disagiati.

      Le occupazioni e la morosità sono come le scritte sui muri: se non le controlli COSTANTEMENTE dilagano e controllare questi fenomeni significa “spendere le tasse che paga la comunità”.

      Ma, come ho gia detto in passato, quelli della regione vivono chiusi nelle loro villette dove tutto funziona alla perfezione, non ci sono ne poveri ne disagiati e al massimo se questi compaiono gli sparano col fucile.

      Gli unici problemi che vivono i nostri amministratori regionali sono: andare a sciare in Trentino o in Svizzera in meno tempo possibile e tenere a bada la loro ipcondria.

      1. Anonimo

        @ Andrea: L’equazione “povero e disagiato” con “non pagatore dell’affitto e abusivo” è offensiva e francamente anche razzista nei confronti della stragrande maggioranza delle persone povere e disagiate di Milano, che però fanno del loro meglio per vivere onestamente e dignitosamente.

          1. Anonimo

            Sicuramente chi vive nelle case popolari non è benestante (quest’ultimo invece è gruppo sociale che fa schifo ad Andrea e Wf)

            Sotto le stesso tetto però ci sono famiglie con possibilità economiche simili, con alcune che pagano quanto richiesto e altre che non lo fanno. Magari le prime faranno uno sforzo extra per essere in regola, ma dopo un po’ è legittimo che si chiedano perché

            Possiamo benissimo pensare che la casa sia un diritto e che stato/regione/comune debbano farsene carico in toto per alcune fasce di reddito, ma se al momento ci sono delle regole che prevedono un contributo sottocosto richiesto a chi ci risiede, la legge si deve applicare o modificare.

            Infine sporcizia e degrado sono molto più presenti in zone in cui gli abitanti non hanno investito nulla dal punto di vista pecuniario ma anche psicologico. Mediamente, chi paga un affitto -per quanto ridotto- è portato a considerare il luogo dove vive come proprio e comportarsi di conseguenza. Esperienza diretta di decenni in case popolari in Via Illirico

          2. Anonimo

            Oltre agli evasori fiscali con la Ferrari, ci sono gli abitanti morosi o occupanti abusivi di case popolari con parabole satellitari (e si immagina televisore collegato e magari pay tv), cellulari con relativo abbonamento telefonico, per tacere di consumi non esattamente essenziali come tabacco e alcol, o altre sostanze psicotrope…

            La prospettiva sulla povertà assoluta è sempre personale

          3. Anonimo

            Oltre agli evasori fiscali in Ferrari, ci sono anche gli abusivi o i morosi con parabola satellitare sul tetto (e relativo televisore), cellulare/i per tutta la famiglia e consumo allegro di tabacco, alcol e altre sostanze psicotrope, e magari altre spese non essenziali, tutte voci non gratuite su un bilancio familiare. Almeno se acquisite legalmente.

            È come il reddito di cittadinanza: iniziativa meritoria se accompagnata da una verifica minuziosa dell’applicazione, altrimenti mancia elettorale o populismo irresponsabile

          4. Wf

            Quindi aboliamo la sanità pubblica gratuita perché ci sono gli evasori fiscali in ferrari che la ottengono senza averne diritto…

            Oppure aboliamo le pensioni di invalidità perché ci sono i finti invalidi…

            Oppure aboliamo la cassa integrazione perché le aziende la ottengono senza averne diritto…

            Oppure aboliamo il servizio ritiro rifiuti perché alcuni non pagano la tari…

            Oppure… etc etc

          5. Andrea

            Gli evasori in Ferrari non vanno a vivere nelle case popolari… Al massimo, come dici tu, ci sono i morosi con Sky, gente con le tasche bucate (cioè senza le capacità culturali per gestire il patrimonio) o “ricchi” in quanto ladri.

            Tutti disagiati abbandonati dallo Stato e senza alcun senso di appartenenza alla comunità, oppure, da un altro punto di vista, con pieno senso di appartenenza alla comunità degli occupanti. Lo stato in cui la Regione mantiene le case in cui essi abitano da forza al loro modo di vivere e soprattutto non da loro alcun motivo per cambiare vita.

            Questi vanno affogati da servizi sociali con la speranza che almeno i figli acquisiscano quel senso di appartenenza, di cui parla Anonimo 09:19, che i padri forse non comprenderanno mai.

            Tutti questi discorsi possono essere fatti solo se c’è la volontà da parte dei “ricchi benestanti” di spenderci dei soldi.

            Fintanto che la politica di gestione di queste situazioni sarà: “difendiamoci con le pallottole”, si può anche smettere di scandalizzarsi alla presenza di queste immagini.

          6. Anonimo

            No, nessuna abolizione delle case popolari
            Solo controllo minuzioso della situazione patrimoniale dei morosi e pignoramento di quanto non strettamente necessario.

            E, aggiungerei, in linea teorica perchè non realizzabile concretamente anche per ragioni legali, sfratto immediato dei morosi che non tengono l’appartamento in condizioni decorose, perché oltre a vivere a spese della collettività rovinano il patrimonio comune

            Quanto alla robusta casistica di evasori che hai elencato, controlli e sanzioni devono essere applicati a tutti. Nel caso di morosi (o di gente che non paga tributi), concorderai che non c’è nemmeno bisogno di stanarli: sono lì alla luce del sole.

            Nella maggior parte del mondo civile, questo viene fatto

          7. Anonimo

            Caro Andrea,
            I contribuenti benestanti pagano già fior di tasse e permettono l’edificazione ed il mantenimento di case popolari e di altri servizi pubblici e sistemi sociali (dalla sanità alle pensioni, dai trasporti alla scuola) che senza le loro tasse ci sogneremmo. Fuori dall’Europa non ci sono praticamente sistemi di welfare che neanche lontanamente approssimino i nostri standard, per cui l’accusa generica ai ricchi egoisti è mal posta

            Nel tuo delirio, specifichi “…i morosi con Sky, gente con le tasche bucate (cioè senza le capacità culturali per gestire il patrimonio) o “ricchi” in quanto ladri. Tutti disagiati abbandonati dallo Stato e senza alcun senso di appartenenza alla comunità, oppure, da un altro punto di vista, con pieno senso di appartenenza alla comunità degli occupanti”. A costoro la collettività dovrebbe continuare a versare a fondo perduto soldi senza che a loro venga richiesto nulla? Nemmeno di tener pulito quanto ricevono gratis? E pensi che questo sia più educativo per la generazioni attuali e quelle a venire? Non faccio niente ed tutto arriva per grazie ricevuta?

            Non ho alcun problema a considerare sistemi di supporto per chi non ce la fa e pure a sovvenzionarli con le mie tasse. Ma a fronte di una richiesta di assunzione di responsabilità da chi riceve questi servizi.

            Vuoi usufruire della protezione della comunità, dimostra che della comunità vuoi far parte accettando i doveri e non solo pretendendo i diritti. Ma capisco che l’argomento ti sia indigesto

          8. Anonimo

            Allora “essere morosi pur avendo Sky, avere le tasche bucate causa scarsa capacità culturale, o essere ricchi in quanto ladri” (per usare gli esempi illuminanti che ci hai regalato) sono condizioni affrontabili solo attraverso l’affogamento nei servizi sociali a spese di contribuenti che già sostengono con le loro tasse un welfare che nessun paese del mondo fuori dall’Europa si può permettere (e di cui sono fiero, a scanso di equivoci)… l’ideologia ti gioca brutti scherzi…

            Si dovrebbe incominciare a parlare di doveri oltre che di diritti: il dovere di ognuno di noi di contribuire alla comunità con quello chime può e non solo il diritto di chiedere che altri mettano mano al portafoglio per sostenerci in modo incondizionato. Sostegno si, ma con condizioni chiare ed impegno da parte del ricevente a farsi il culo per meritarsi il sostegno

            Altrimenti chi ne soffre di più è chi, malgrado ogni sforzo fatto, ha ancora bisogno di aiuto, e ne riceve meno del possibile perché i fondi sono drenati e diluiti da una massa di approfittatori.

            PS gli evasori, in Ferrari o in Punto, devono essere perseguiti e costretti a pagare quanto hanno sottratto allo stato. Ma la logica è la stessa. Il senso di impunità è un virus molto contagioso

          1. Wf

            Anonimo 9.19
            Non hai tutti i torti e quando si parla di case popolari bisogna trovare soluzioni e risolvere problemi.

            Pragmatica.

            Il fatto banale però è che non tutti sono poveri allo stesso modo e se c’è una fascia molto grande di persone che non pagano semplicemente può essere che nella grande maggioranza di questi ultimi proprio non riescono a tirare avanti pagando l’affitto.

            Si chiama problema sociale.

            Quindi bisognerebbe o fargli pagare meno oppure non fargli pagare proprio l’affitto.

            Poi…
            Vi sono anche gli evasori fiscali con la ferrari ( ne hanno beccati parecchi in lombardo veneto ndr) che dichiarando zero utilizzano a spese nostre il Sistema Sanitario Nazionale PUBBLICO oppure richiedono i bonus scuola per i figli…

            Vi sono diversi livelli di povertà.

            E andrà sempre peggio tra l’altro.

            Non è questione di polizia ma di povertà.

            Poi è vero che se uno si impegna a pagare e ci riesce i quartieri sono tenuti meglio di chi è a volte costretto ad essere illegale. Per tutte le ragioni psicogiche che scrivi tu.

            In media virtus

      2. massimiliano

        i poveri e i disagiati c’erano anche negli anni 60, 70 , 80 ,90 . Famiglie con 4-5- 6 figli piccoli che vivevano in bilocali.e pagavano quel poco di affitto.Persone povere, oneste e rispettabili . Oppure persone anziane sole . Le persone non facevano fare i bisogni dei loro cani sulle scale aspettando l’impresa di pulizie o il custode x pulire . Qui si confondono persone bisognose con delinquenti , spacciatori ,gente che se ne frega di tutto e tutti. che pretende solo diritti senza alcun dovere. Ognuno la pensa come vuole,io ci ho vissuto e posso dire che era meglio prima .
        Per quanto riguarda i politici……..ben vengano i nuovi amministartori di sinistra x le case Aler e vedremo se aiuteranno i poveri o lasceranno tutto cosi’ ancora x anni.
        sicuramente loro non vanno a sciare , non vanno nelle SPA, non vanno in banca, non hanno i Suv… e non prendono le autostrade che hanno regalato ai privati negli anni 90 …..per aiutare i poveri naturalmente. e anche il ceto medio.

  4. Alberto

    Parlando di via Segneri sottolineo quanto scrive giustamente l’autore: “pare impossibile pensare ad una sua riqualificazione”. A memoria, per trovare una via ridotta peggio, devo pensare a un sobborgo di Lima. Non c’è metro che possa portare nuova linfa a un quartiere ridotto così.

  5. giò i man dal nichel

    Si ma la Regione non molla. Non fa nulla e non vuole neppure che altri facciano qualcosa. Probabilmente per calcolo politico

  6. Massimo

    E’ una zona che da sempre non interessa a nessuno. Di conseguenza le poche cose che sono state fatte o si faranno sono molto criticabili. La metropolitana era prevista (funzionante) molti anni fa. La casa dell’acqua (distributore Milano Blu-odazio) è ostaggio degli zingari, tanto che ormai nessuno più la usa. Per i giardini e parco giochi di fronte c’è voluto più di un anno per fare 4 vialetti e attrezzi ginnici. A maggio per far posto a dei lavori (nuova biblioteca e bonifiche varie) hanno spostato il mercato settimanale Segneri -che già avevano incasinato spezzandolo a metà in via odazio- occupando e incasinando ben 4 vie con il risultato che anche parte degli ambulanti lo disertano. Ovviamente i lavori previsti non sono ancora partiti e chissà quando partiranno percui quell’obrobrio di mercato settimanale rimarrà per anni a intralciare anche le soste -che non esistono- per la MM4. La parte di via Giambellino già ristrutturata fa pena esteticamente ed è assurda per la viabilità anche per i mezzi di soccorso (ricordando che anche la parte di Lorenteggio è impraticabile perchè chiusa). Dovrebbero darsi una mossa e mettere qualcuno che pensa prima di fare determinate cose…..

  7. Anonimo

    Perché non parlate delle case popolari in zona demolite nel 2015 per costruirne nuove, i lavori sono fermi da 5 anni, da un anno i cittadini chiedono informazione al comune e non ricevano risposta da parte del sindaco

      1. Anonimo

        Vero, è impossibile criticare la Regione per competenze che non ha, per esempio l’utilizzo delle forze dell’ordine per liberare appartamenti occupati abusivamente.
        Rimanendo sul pezzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.