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Milano | Porta Vercellina / Lorenteggio – M4: il rinnovo dopo i cantieri

Vi mostriamo come saranno sistemate le parti in superficie di tre stazioni della nuova M4: California (Porta Vercellina), Bolivar e Tolstoj (Lorenteggio).

Ricordiamo che causa mille ritardi, causati da mille problemi, compresi i ritrovamenti archeologici in centro e l’effetto pandemia, le prime aperture saranno quelle della tratta Est, con le stazioni di Linate aeroporto, Repetti, Forlanini FS, Argonne, Susa e Dateo, che collegheranno la linea blu con il passante ferroviario in ben due stazioni. Seguirà la successiva tratta sino a San Babila (2023?) e per il 2024 il resto della linea sino a San Cristoforo.

Prendiamo in considerazione l’impatto di queste stazioni dopo che il cantiere sarà eliminato.

Cominciamo con la stazione M4 California.

La stazione California prende nome dalla via che da piazza Bazzi congiunge piazza Vesuvio attraversando via Foppa (inizialmente la stazione doveva chiamarsi Foppa, ma per non confondere gli utenti, visto che nella via Foppa ci saranno ben tre stazioni, è stato scelto come nome quello della strada di intersezione).

Una volta terminato il cantiere, il Comune ha predisposto la sistemazione della parte in superficie.

Anzitutto in via California ci saranno le due uscite della stazione. La parte centrale della via, dove sono presenti ancora i vecchi binari dei tram, inutilizzati da decenni, sarà riqualificata e predisposta come area pedonale (oggi vengono parcheggiate le automobili).

In via Foppa sarà realizzata una ciclabile bidirezionale protetta, e all’incrocio Foppa-California, sarà realizzata una castellana (un dosso esteso) di modo da obbligare le vetture a moderare la velocità.

Rimane la “battaglia” tra gli abitanti della zona e i famosi comignoli aspira-aria che non piacciono molto, soprattutto agli inquilini dei palazzi che ora se li trovano dinanzi. Vedremo se saranno ridotti d’altezza, come molti si auspicano o meno.

Segue l’area della stazione M4 Bolivar.

La stazione è collocata nel tratto finale di via Foppa e in parte sotto piazza Simon Bolivar. Inizialmente chiamata Washington-Bolivar, ATM ha preferito accorciare il nome solo con il nome Bolivar (Via Washington risale sino a piazza Piemonte, qualche centinaio di metri più a nord, a rischio confusione per la posizione esatta).

In questo tratto via Foppa tornerà ad avere le alberature ai lati e saranno sistemate le aree di piazza Bolivar dove ci saranno le uscite, all’incrocio con le vie Gessi e Sirte.

Anche l’area allargata di via Washington sarà sistemata e le aree verdi e pedonali allargate. Così come l’area all’incrocio con Via dei Grimani. Naturalmente anche qui sarà collocata la pista ciclabile bidirezionale sul lato dispari di via Foppa.

L’ultima delle tre aree in riqualificazione prese in considerazione è quella della stazione M4 Tolstoj.

Anche la fermata Tolstoj (o Tolstoi – ancora non si capisce come sarà chiamata, se con la i normale o la j finale-) prende il nome dalla via che attraversa via Lorenteggio all’altezza dell’antica chiesetta di San Protaso.

L’antico Oratorio di San Protaso, ritrovatosi al centro della carreggiata della lunga via Lorenteggio, è un piccolo edificio religioso costruito intorno all’anno 1000 fuori le mura di Milano, presso il sobborgo di Laurentiglio, uno dei Corpi Santi che formavano la cintura di paesi attorno a Milano. Voluto con ogni probabilità dai Monaci Benedettini della Basilica di San Vittore al Corpo, da cui dipendeva, aveva funzione di luogo di culto per i contadini del borgo: fu dedicato a San Protaso, VIII vescovo di Milano, martirizzato e sepolto nella basilica stessa. La costruzione, non in linea con la via Lorenteggio, seguiva l’andamento della campagna che fino a 120 anni fa c’era ancora qui attorno. La chiesetta non ha nulla di valore architettonico, una classica costruzione rurale semplice di campagna.

L’intervento di ripristino dell’arredo urbano prevede il ritorno delle alberature centrali, oltre all’inserimento di nuove alberature anche ai lati della via Lorenteggio. Mentre la chiesetta di San Protaso sarà valorizzata con un nuovo parterre e “piazzetta” che ne esalterà l’importanza. Una castellana servirà a far rallentare la velocità degli automobilisti e consentirà un più facile attraversamento dei pedoni.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi, M4, Comune di Milano

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Porta Vercellina / Lorenteggio – M4: il rinnovo dopo i cantieri

  1. Dedo

    Bellissimo il rendering del nuovo sagrato di San Protasio con il vecchietto che SI È PORTATO LA SEDIA DA CASA perchè non gli hanno messo neanche una panchina! 😂

  2. Ivano De Martino

    Chissà chi è quel genio che ha inventato quei camini certo se voleva essere originale ci è riuscito non li ho mai visti in nessuna città
    un vero insulto alla intelligenza.

    1. Albe

      E basta con sto problema dei camini, il problema è normativo, non degli architetti o del costruttore.
      Poi una volta ricoperti a verde non daranno nessun fastidio se non all’adiacente primo piano.
      Sull’oratorio invece… è stupefacente come sia arrivata fino a noi una simile ca…ina, con rispetto parlando. Secondo me però bisogna spostarlo, costerà sicuramente ma là dov’è è infruibile oltre che brutto.

  3. Fabio

    Apertura nel 2023 forse,nel frattempo visto che i lavori in superficie sono quasi terminati si potrebbero riaprire altre strade? Vedi via lorenteggio

  4. Anonimo

    mi fa morire come si tenti di preservare e valorizzare certe cagate, quel capanno senza arte né parte in mezzo all’aiuola adesso passa come elemento storico ha ha ha

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