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Milano | Centro Storico – Ampliamento Teatro alla Scala, via Verdi 3: ottobre 2021

Aggiornamento dal cantiere di via Verdi 3 per l’ampliamento del Teatro alla Scala.

Via Verdi 3 è il nuovo edificio progettato da Mario Botta che si aggiungerà e diventerà un’ala del grande Teatro alla Scala, rendendolo ancora più grande. Gli scavi portati a compimento sono arrivati a ben 18 metri al di sotto del livello stradale (gli ultimi metri sono sotto il livello della falda acquifera). Si arriverà all’altezza dell’attuale torre scenica, realizzata sempre dal Botta (circa 36 metri fuori terra).

Come si vede, il cantiere è arrivato a livello strada e sono già stati realizzati i primi pilastri portanti.

Un ringraziamento all’Arch. Carlo Corsi e all’Ing. Antonio Turco.

Referenze fotografiche: Duepiedisbagliati

Mario Botta, Teatro alla Scala, Piazza della Scala, Via Verdi, Cantiere, Centro Storico

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


6 thoughts on “Milano | Centro Storico – Ampliamento Teatro alla Scala, via Verdi 3: ottobre 2021

      1. scioccato

        Soprattutto nel sapere che hai raggiunto uno stato di tranquillità rispetto al tuo solito di costante indaffaramento inoperoso …

  1. GArBa

    sinceramente piace anche a me. L’edificio preesistente era comunque già un edificio moderno, il pregio di questa nuova facciata (sia pure non particolarmente rimarchevole presa di per se stessa) è di costituire -pur nella differenza- un insieme gradevole sia con la facciata “fasulla” del Piermarini che con la torre scenica di Botta (viene facile essendo un progetto dello stesso architetto ticinese)

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