"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Casoretto – Via Catalani, troppe auto e nessun albero

Rieccoci a mostrarvi come cambierebbero molte vie di Milano se solo venissero sistemate e abbellite da alberature. Questa volta vi portiamo al Casoretto in Via Alfredo Catalani, una parallela di viale Lombardia che unisce via Vallazze con via Casoretto e piazza Durante.

Al solito una consuetudine milanese: via larga, marciapiedi larghi e invasi dalle automobili parcheggiate selvaggiamente e niente alberi. Qui sotto abbiamo provato a fare un fotomontaggio dei nostri, giusto per dare la suggestione.

Mentre, come si vede, la via è invasa dalle automobili parcheggiate dove capita, creando il solito disordine urbano. Recentemente il Comune ha ridisegnato l’incrocio con via Porpora, restringendo la carreggiata e “affossando” i parcheggi ai lati. Ancora peggio è la parte di via verso via Vallazze, dove il piccolo marciapiede dei civici dispari è praticamente invaso dalle auto parcheggiate e reso impossibile al transito dei pedoni, una vergogna.

Immagini: Roberto Arsuffi, Google Map

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


21 thoughts on “Milano | Casoretto – Via Catalani, troppe auto e nessun albero

  1. Wf

    La bruttezza generale di Milano è proprio esemplificata on questo articolo.

    Chiunque sia venuto a Milano negli ultimi 50 anni ha detto che Milano era brutta proprio vedendo queste realtà

    No alberi si auto = schifo Milano.

    Cambiamo l’equazione

    Si alberi No auto = Milano bellissima

    1. Anonimo

      non pensavo che avrei mai pronunciato queste parole in vita mia, ma “sono d’accordo con Wf”. LOL

      Al di fuori delle “isole” rappresentate dai grandi progetti come Porta Nuova o Tre Torri, la qualità urbana complessiva di Milano è desolante. E’ questa mancanza di cura per il dettaglio che produce quella sensazione di sciatteria generale che ben conosciamo.

      – Marciapiedi asfaltati polverosi, peni di buche e dossi e di “marchi” lasciati da cavalletti dei motorini, pneumatici delle auto, piedini delle impalcature; rattoppati male, col catrame colato sui cordoli per il caldo estivo…
      – un profluvio di archetti, panettoni, paletti, compulsati nel giro di pochi metri in un’allegra anarchia (allegra si fa per dire)
      – segnaletica sgarrupata, vecchia, storta, sporca, senza manutenzione, spesso eccessiva ed inutile (che fine ha fatto la promessa “depalificazione”??), semafori con le velette mancanti
      – lampioni in media terrificantemente brutti
      – quasi mai attenzione al contesto nella scelta dell’arredo urbano (lampioni in stile in piazze anni 60 e modello autogrill in vie e piazze storiche…)
      – naturalmente tag e adesivi ovunque (la vernice granulare è un concetto troppo difficile per i nostri tecnici??)

      e naturalmente alberi

      In una città europea normale, vie residenziali di pregio come questa avrebbero una corsia unica ristretta per il solo transito locale e posteggi a lisca di pesce almeno su un lato, alberi, marciapiedi più ampi e lastricati, lampioni in stile

      Abbiamo ancora tanta strada da fare

      Nuovo assessore, se ci sei batti un colpo

        1. Anonimo

          Democristiana sarà tua sorella…
          I punti elencati sopra sono semplici ed onesti senza toni da giacobino che non conducono da nessuna parte.

          Il punto di partenza è la civiltà delle persone (prima di strepitare per interventi pubblici). Parcheggio selvaggio, tag, immondizia ed in genere mancato rispetto delle regole. Purtroppo la maggior parte di noi fa le crociate per le norme a loro care, chiudendo un occhio e mezzo verso i comportamenti trasgressivi più prossimi al proprio sentire.

          Avere l’onestà intellettuale di censurare tutte le violazioni delle basi della convivenza civile non è democristiano, è serio

          1. Wf

            🤣🤣🤣🤣
            Ok. Apprezzo l’onestà intellettuale.

            Si bisogna RIDISEGNARE lo spazio stradale togliendo il troppo alle auto e RIDISTRIBUIRLO alle persone, agli alberi, alla vita per il quartiere.

            Serenase

      1. Andrea

        Sì ma nel tuo commento hai elegantemente sviato l’oggetto dell’articolo cioè le auto parcheggiate in ogni dove.

        Attualmente non è politicamente sostenibile l’alberatura della via e la rimozione di tutte quelle auto parcheggiate, bisogna prima sviluppare alternative valide e convincenti per la mobilità dei cittadini e per farlo bisogna valorizzare e impegnarsi a seguire pedissequamente il PUMS invece di realizzare ogni volta riqualifiche “a compartimenti stagni”, che non guardano la città nel suo complesso e non sfruttano a pieno le sue potenzialita di collegamento.

        1. Anonimo

          Al Casoretto ci ho vissuto per 10 anni (traversa di via Ampère) e non è certo una zona mal collegata. “Alternative valide e convincenti per la mobilità dei cittadini” ci sono già, anche se certo incrementare non guasta mai.

          Tra l’altro ti faccio notare che, alberi a parte, è una strategia che è già stata adottata in molte vie del Casoretto, addirittura già ai tempi della Moratti. Quindi evidentemente è più che possibile anche a Milano. Basta restringere un po’ la carreggiata (non sono certo strade ad elevato traffico…) e creare la spina di pesce su almeno un lato per recuperare un sacco di posti auto.

          Non a caso nelle zone residenziali si fa così già da molti anni praticamente ovunque in Europa.

          1. Andrea

            Io non abito li. Dimmi quali opzioni valide e convincenti hanno a disposizione gli abitanti per raggungere: il Parco Lambro, la stazione del treno, Loreto M1, Città Studi. L’unica che vedo, oltre a prendere l’auto (che ovviamente non verrebbe usata per raggungere Loreto o Lambrate FS ma per arrivare direttamente a destinazione) sono mezzi dell’ATM imbottigliati nel traffico senza percorsi dedicati o fermi ai semafori di viale Porpora ( semafori necessari in quanto quelle che dovrebbero essere vie di quartiere trasversali sono state invece dedicate a stradoni di collegamento automobilistico interquartiere). Percorsi ciclabili non pervenuti. Stradoni dove poter superare i 50 km/h in auto, praticamente quasi tutti.

            Conosco il quartiere da milanese, non da abitante. Dimmi tu quali interventi migliorativi sono stati realizzati in passato, tutti i viali alberati che conosco nella zona sono stradoni enormi sprecati, pieni di auto parcheggiate dappertutto e con una carreggiata abnorme per la funzione che dovrebbero svolgere (vie di quartiere).

            Se si vuole alberare via Catalani, lato Sud di viale Porpora non penso ci sia lo spazio fisico ne per gli alberi ne per il parcheggio a lisca, semplicemente va impedito fisicamente il parcheggio sul marciapiede (posti auto in meno). Lato Nord invece gli alberi messi da UF si trovano sopra le auto. L’unica opzione che vedo per alberare e allo stesso tempo mantenere la funzione di “via-parcheggio” (che schifo) è: rimuovere i parcheggi sul marciapiede, rimuovere o ridurre i parcheggi su uno dei due lati (per fare spazio agli alberi), rimettere la via a senso unico e mettere la lisca di pesce nell’altro lato.

            Non sono sicuro che l’intervento che ho descritto non comporterà comunque una riduzione dello spazio parcheggio (legale o illegale) disponibile.

  2. R

    Verissimo. Non sarà mai una città bella da vedere finché non si libera dallo stupro dei marciapiedi, delle piazze e delle zone comuni da parte delle macchine. Qualcosa si sta facendo ma ahimè troppo troppo poco.

    1. Anonimo

      Ecco, mancava quello dei vigili. Guarda che dopo Sant’Antonio il dono dell’ ubiquità non è più stato dato a nessuno.

  3. Anonimo

    Va cambiata la logica per cui un residente crede di avere il diritto di parcheggiare gratis. Quando non avevo il garage mi sembrava un regalo assurdo il diritto che il comune mi concedeva. Si dovrebbe pagare 1 o 2 euro al giorno, 30 o 60 euro al mese.

    1. Anonimo

      Per poi trovartelo occupato dal pendolare non residente come succede adesso con le righe gialle.
      Oppure metti gli archetti antisosta come nei posti auto privati, cosa che mi sembra improponibile come del resto la tua proposta.

  4. Mattia

    Il primo tratto, tra Vallazze e Porpora, è stretto e uno dei due marciapiedi è interamente invaso dalle automobili. Si può quindi camminare solo sul marciapiede opposto, dove ci sono i dissuasori. Il secondo tratto, tra Porpora e Durante, è in effetti larghissimo. Rendiamoci conto: abbiamo la carreggiata, due file di auto parcheggiate ai lati e altre due file di auto sui marciapiedi. Follia. Comune e Municipio (in particolare) non rilevano la priorità?

  5. Albe

    Potrebbe applicarsi lo stesso ragionamento a via Lulli.
    Lo schema a doppio filare di alberi mi sembra tuttavia ingombrante.
    Non sarebbe più funzionale: marciapiede, ciclabile, singolo filare alberi, strada, parcheggio a lisca e marciapiede?
    Il tutto avrebbe poi maggior senso solo con una dorsale ciclabile tipo una via vallazze ristretta (lasciando alle auto via Porpora).
    Sui parcheggi, iniquo tassare i residenti. Servono parcheggi interrati per soli residenti o box. Dove ci sono la città è più bella, meno trafficata e con più spazio per tutti. Ci sarà sempre anche nel 2070 una macchina per nucleo familiare con figli anche se probabilmente saranno usate sempre meno. I box residenti vanno via come il pane non vedo perché molti antiauto debbano osteggiarli.

    1. Wf

      Ok boomer.

      Torna negli anni 50

      Dove avete consumato tutte le risorse disponibili del pianeta… compresi marciapiedi e spazi per le ciclabili

    2. Andrea

      Da qui al 2030, con l’arrivo delle auto elettriche la politica si deve anche chiedere se avrà senso in futuro il possesso diffuso dell’auto.

      Gia oggi sembra possibile un servizio di noleggio ideato per sostituire l’auto privata di chi la usa raramente. Questo servizio di noleggio/sharing che ipotizzo avrebbe un garage aperto h24 dove poter recuperare l’auto già revisionata e ricaricata e riportatla anche giorni dopo pagando a consumo (con l’elettrico calcolare i consumi è molto facile) o un abbonamento.

      L’utilizzatore sporadico non dovrà più: preoccuparsi di mettersi in regola (bollo, assicurazione, revisione, ecc…), manutenere l’auto portandola dal meccanico (e andando poi a ritirarla), gestire riparazioni varie, sostituire l’auto per mantenersi aggiornato con i tempi e soprattutto non ci sarà più bisogno di preoccuparsi del parcheggio, la società di noleggio/sharing si occuperebbe di realizzare i garage necessari nella o nelle città.

      I servizi attuali: non offrono certezza di parcheggio (bisogna parcheggiare in strada) oppure non sono disponibili h24 (i servizi noleggio vecchio stile) oppure sembrano essere ancora immaturi (e-vai e ubeequo): il sito non indica quali sono i punti di ritiro, il calcolo del prezzo (soprattutto per un noleggio di più giorni) non è ben chiaro, le auto disponibili non hanno tanta autonomia e come sappiamo in Italia non ci sono colonnine dappertutto.

      Fra qualche anno però come sarà il mercato? L’auto sarà ancora vista come uno “status symbol” da possedere (insieme al box) oppure verrà considerata più semplicemente come uno strumento per spostarsi da A a B?

      1. Albe

        Il ragionamento è interessante, la pandemia ha un po’ rallentato le prospettive del mezzo condiviso che però in ogni caso sono minate dagli interessi industriali e da un certo individualismo occidentale che più che status symbol partorisce vani tentativi di differenziazione sulla base delle mode del momento.
        Direi che la principale vittima però potrebbero essere i mezzi pubblici prima di quelli privati.
        Ma in tutto questo i box interrati che male fanno? Devo sorbirmi altri 30 anni di macchine accavallate sulle strade nell’evangelico tentativo di educare alla devolumizzazione del mezzo di trasporto? E falli fare sti box, saranno già pronti per le compagnie di noleggio e sharing. Considera anche che chi ti vende il box è il primo ad avere interesse affinché sopra il parcheggio circolino solo bici e passeggini senza nessun posto auto.

  6. Fabio

    Secondo me bisognerebbe modificare Via Casoretto e la sua prosecuzione, Via Pordenone.

    Allo stato attuale sono due vie con:
    – marciapiedi larghi (rispetto alla quantità di pedoni che li usano)
    – fila di parcheggi su entrambi i lati della strada (spesso con macchine in doppia fila, specialmente davanti al Cheers in via Casoretto e in prossimità di piazza Udine in via Pordenone)
    – una corsia per senso di marcia (in realtà sono talmente larghe che potrebbero essere due corsie per senso di marcia)

    Il risultato è che con le corsie così larghe le macchine appena possono raggiungono i 60 km/h, aumentando i rischi per tutti, ci sono sempre macchine parcheggiate in doppia fila e non c’è un percorso ciclabile sicuro per il parco Lambro.

    La mia proposta quindi è quella di ridurre la larghezza delle corsie facendole diventare corsie singole, sufficienti per far transitare gli autobus (55 e 62). Riducendo la larghezza della corsia, senza togliere neanche un parcheggio (se non nel brevissimo tratto di 50 metri vicino alla chiesa di Casoretto), si può far spazio a una corsia ciclabile protetta per senso di marcia e un filare di alberi per lato.

    Il risultato è:
    – aumento di sicurezza per tutti gli utenti della strada grazie alla diminuzione della velocità dei mezzi e un accorciamento degli attraversamenti pedonali
    – migliore qualità dell’aria delle due vie per via degli alberi e riduzione delle temperature in estate
    – aumento dei clienti dei negozi presenti nelle due vie (diverse ricerche dimostrano come la presenza di ciclabili in una via aumenti il fatturato dei negozi presenti in quella via)
    – un migliore collegamento ciclabile sicuro tra piazzale Loreto (e quindi tutto il centro della città) e il parco Lambro (il più grosso parco urbano di Milano)

    Che ne pensate? Quali sono i punti deboli del mio ragionamento?

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