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Milano | San Siro – Nuovo Stadio: il Comune da l’Ok

La giunta del Comune di Milano ha approvato la delibera per la realizzazione del nuovo stadio di Inter e Milan a San Siro, abbassando radicalmente le volumetrie delle future costruzioni rispetto a quanto proposto dalle società sportive nel 2019. Prima che scoppiasse la pandemia del Covid il dibattito sull’impianto era nel vivo ed erano stati mostrati in anteprima i possibili progetti ispirati alle realtà internazionali, che prevedevano, oltre all’impianto sportivo anche un centro commerciale, parcheggi, una torre hotel e parecchi edifici residenziali da contorno.

Di seguito le immagini dello Studio proposto Populous prima delle riduzioni volumetriche.

Già a fine di quell’anno, il 2019, il consiglio comunale di Milano aveva vincolato il progetto a nuovi adeguamenti, riducendo l’edificabilità al Pgt in vigore per tutta la città, ridimensionando di fatto parte del progetto faraonico presentato in precedenza. Successivamente si è discusso parecchio, e lo si fa ancora, sulla conservazione del vecchio Meazza, sicuramente per trasformarlo nel centro di un’area per l’atletica giovanile e il calcio femminile.

Finalmente, dopo due anni di tiremmolla, si è giunti ad un punto. Infatti ieri la giunta comunale ha ribadito che non si potrà andare oltre lo 0,35 di edificabilità, mentre le società sportive ipotizzavano inizialmente di superare lo 0,60.

L’adeguamento dell’indice di edificabilità territoriale a quello massimo previsto dalla Norma del Piano di Governo del Territorio approvato con riferimento alla Grande Funzione Urbana “San Siro”, pari a 0,35 mq/mq, la riconfigurazione a distretto sportivo dell’area dove attualmente insiste il “Meazza”, con ampia valorizzazione e incremento del verde e l’aggiornamento del Piano Economico Finanziario nella successiva fase progettuale sono le condizioni a cui la Giunta ha deciso di confermare la dichiarazione di pubblico interesse.

Visto che l’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano e Cortina del 2026 si terrà nel vecchio Meazza, il nuovo impianto per l’epoca sarà ancora in costruzione. Perciò il vecchio stadio rimarrà in piedi ancora per cinque anni.

Ora le squadre dovranno rivedere i conti e capire quando cominciare coi lavori e soprattutto scegliere quale progetto portare a termine. Infatti fino a due anni fa le squadre erano intenzionate a investire 1,2 miliardi per un impianto di proprietà e in cogestione – dovranno (ri)fare i conti con un nuovo progetto, che prevede volumi diversi soprattutto per quanto riguarda le attività commerciali adiacenti, il vero core business. Quindi anche il piano finanziario dovrà essere rivisto.

Di seguito le immagini del progetto presentato da Manica-Sportium, prima delle riduzioni volumetriche.

Il Sindaco ha commentato: “Questo è un via libera che permetterà alle squadre di andare verso il progetto esecutivo, cosa che richiede tempo e investimenti. Dal nostro punto di vista è positivo perché abbiamo condotto le squadre ad accettare l’indice del Pgt che era la cosa che più mi stava più a cuore. Ci sarà anche molto verde. Credo che verrà fuori un nuovo parco da 50mila mq. A chi è contrario – ha aggiunto – il mio punto di vista è che se avessimo fatto un muro contro muro con le squadre, le quali erano schierate a favore di un nuovo stadio, probabilmente sarebbero andate a farsi lo stadio da un’altra parte e noi saremmo rimasti con il cerino in mano, dove il cerino è San Siro”.

Nel frattempo da una parte dell’opposizione pare si stia organizzando un referendum cittadino per non abbattere il vecchio Meazza, cercando magari di risolvere il problema con la riqualificazione dello stesso.

Nel frattempo Popolous e Sportium, i due gruppi di architetti che hanno elaborato i masterplan, la “Cattedrale” e gli “Anelli”, si sono concentrati sull’impianto sportivo, lasciando eventualmente ad altri studi di architettura il resto delle funzioni: la conversione del Meazza, l’eventuale spazio commerciale e le ridimensionate residenze che faranno da contorno, suddividendo in piccoli lotti il masterplan.

Sicuramente la parte riguardante la rifunzionalizzazione del Meazza sarà l’ultima ad essere presentata, anche perché fino alle Olimpiadi rimarrà in piedi. Con ogni probabilità verranno presentati progetti anche per quella parte nei prossimi anni, con la presentazione del progetto definitivo dell’area.

Immagini: Populous, Manica-Sportium

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | San Siro – Nuovo Stadio: il Comune da l’Ok

  1. Anonimo

    Molto bene che le volumetrie tornino nella norma (il che comunque consentirà di fare affari).

    Evviva il Meazza, ma ci sta anche che vada in pensione.

    1. Anonimo

      forse volevi dire la “l’indicativo presente terza persona singolare”.

      Le “coniugazioni” sono -are, -ere e -ire e non sono né singolari, né plurali.

      “Carere debet omni vitio qui in alterum dicere paratus est” (copyright Sciur Carera; chi è veramente di Milano sa cos’è)

  2. Ale

    Non capisco chi dice che questo progetto porterà infinite colate di cemento sul suolo della zona, capisco se il suolo fosse una foresta ma è una immensa distesa di parcheggi, anzi credo che il nuovo progetto renderà la zona molto più verde, perché ora come ora non c’è un albero

    1. Anonimo

      Sono i soliti comitati del no, nei paesi anglosassoni vengono chiamati NIMB (Not In My Backyard= Non nel mio cortile). E’ giusto ascoltare anche i pareri di chi abita nelle zone interessate, ma che questi blocchino interi progetti non è accettabile. Qui è stato raggiunto un accordo, cioè che l’indice di edificabilità è stato quasi dimezzato, ora si provveda a un progetto che possa portare più verde in quell’area che, come scritto nel commento precedente, è solo una distesa di cemento.

      1. marco

        Non, non NIMB, non si sta parlando di discariche o altro. Il Parco dei Capitani è stato realizzato da pochi anni (dopo 40 anni di degrado) ed il costo è stato importante. La ristrutturazione di San Siro farebbe risparmiare a Milano e al pianeta migliaia di tonnellate di gas serra (il cemento è indicato come il nemico numero uno come utilizzo di combustibili fossili per la produzione), una quantità non indifferente di soldi, una quantità di disagi e utilizzo di mezzi per il movimento terra impressionante, etc etc. Benissimo ristrutturare San Siro, mettere a verde il resto e magari lasciare una piccola speculazione immobiliare ai proprietari esteri di Milan ed Inter. Ma qui gli interessi dei proprietari dell’area “cantiere ippodromo” e il desiderio di vendere Milan ed Inter con “in pancia” una cementificazione massiccia alla faccia dei cittadini milanesi mi sembra vergognoso. Ricordo che il Sindaco sala ha affermato, all’indomani delle elezioni, che avrebbe lottato per il risparmio del suolo pubblico!

        1. Anonimo

          Ma come si fa ad impostare il discorso così?

          Il punto è se si possono costringere le squadre a ristrutturare lo stadio anzichè farne uno solo. Se non ci si riesce, si passa a creare il progetto migliore che consenta di tenere lo stadio a Milano e sia equilibrato per la città e si combatte per quello.

        2. Ale

          Capisco che un cantiere di quelle dimensioni tra movimenti di mezzi e materiali usati non andrebbe a giovare al pianeta, però 1) un intervento simile riqualificherebbe una zona in degrado già da troppi anni 2) La speculazione ci sarebbe nel caso nessuno fosse interessato agli immobili che si vanno a creare e questo non mi sembra il caso 3) Per il consumo del suolo: non si andrebbe a togliere terreno fertile da nessuna parte dato che già ora tutta l’area è solo un grande parcheggio asfaltato, al massimo verrebbero aggiunte piante con questo progetto

  3. Alessandro Magno

    Concordo. Qua riducono gli indici di edificabilità, tolgono la possibilità di realizzare edifici iconici che valorizzerebbero l’area (ma farebbero fare “ingiusti profitti agli “speculatori” immobiliari) ed esultano come se avessero vinto chissà che battaglia culturale.
    Poi però passano le giornate a porta Nuova e city Life (dove la battaglia culturale contro la cementificazione la persero un decennio fa) per fare vedere quanto è avanzata e bella Milano…

  4. Anonimo

    Eh niente, è così questa città, è vietato conservare memorie condivise del proprio passato, meglio buttare giù anche S Siro prima che lo vincolino, non vuoi risanare e dare lavoro almeno un po’? D’altra parte, senza neanche pensare a Goti, Barbarossa e bombardamenti vari, sono state abbattute le oppressive e obsolete mura cinquecentesche (tra le maggior dell’impero di Spagna) per dare lavoro, interrato i maleodoranti navigli (Leonardo ecc ecc) per dare lavoro, distrutto l’inutile lazzaretto (una porticato rinascimentale immenso) per dare lavoro, la lottizzazione del parco Sempione l’ha fermata solo lo scandalo della Banca Romana, altrimenti avrebbero dato lavoro anche lì. Bisogna rassegnarsi, davanti ai dané non c’è monumento o simbolo comune che tenga. Referendum

    1. Anonimo

      p.s. Scritto per gli Accademici della Crusca che affollano il blog, il messaggio che precede è un messaggio interattivo. Contiene volutamente refusi sintattici e orto/agrafici per stimolare i pochi neuroni ancora in giro a reagire. Tristan Tzara

      1. Anonimo

        Ma per stimolare i neuroni non bastava essere andati a proteggere addirittura la balena bianca a Città Studi?

        Non è l’arguzia, l’intelligenza, la fine mente intellettuale e la capacità di spaccare il capello in quattro quello che manca a Milano…. 🙂

    2. Ale

      Beh per quanto abbiano tolto “grandi monumenti”, mi sembra che a livello storico/sociale non siano state delle brutte idee, dato che hanno aiutato tutta la regione a rialzarsi dopo un periodo di grande depressione.

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