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Milano | Quarto Cagnino – Cantiere Via Engels “Qui La Mia Casa”: completato

Completato il piccolo intervento residenziale di nuova costruzione in via Federico Engels nel distretto di Quarto Cagnino.

Si tratta di un nuovo edificio residenziale composto da 24 appartamenti con ampi terrazzi e spazi comuni con giardino. L’edificio rimane distribuito in due parallelepipedi di diverse altezze, uno di 9 piani e l’altro di tre. Il nome del complesso è Qui La Mia Casa.

L’edificio di 9 piani si trova a due passi dal Parco del Fanciullo e dal ben più vasto parco di Trenno. Il palazzo residenziale è abbastanza dignitoso e ricorda molto le costruzioni in voga negli anni Cinquanta.

Nel 2019 era stata completata, nel lotto adiacente (via Novara 197), un altro intervento residenziale, anch’esso un po’ anonimo.

Referenze fotografiche: Duepiedisbaglaiti

Quarto Cagnino, via Federico Engels, Residenziale, Via Novara

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


3 thoughts on “Milano | Quarto Cagnino – Cantiere Via Engels “Qui La Mia Casa”: completato

  1. Maribello

    Santo cielo che schifezza! Milano non è mai stata bella come Parigi o Vienna, ma se vogliamo renderla pian piano più bella per competere con le altre capitali europee, questi errori non vanno fatti!

    1. B76

      Ormai ho il sospetto che i lettori di urbanfile frequentino questo sito per colmare i tempi morti tra l’uscita di un numero di Architectural Digest e l’altro.

      Questo progetto si chiama “Qui la mia casa”. Il “qui” è la periferia di una media città europea. L’oggetto è “una casa”, non una reggia, un palazzo, o chissà quale altro prodotto altisonante.

      Quindi stiamo parlando di una casa di periferia, pensata per persone probabilmente non ricche, che hanno per diritto a un tetto sulla testa e un balcone abbastanza largo da riuscire a mangiarci o a coltivare una pianta diversa dai soliti gerani.

      La maggior parte di noi abita in case anonime, nel senso che non si distinguono, che non brillano per originalità, che si integrano nel tessuto urbano, ma che non sono nemmeno brutte, e magari sono fatte per durare più delle mode del momento.

      Qui avrebbero potuto fare il solito parallelepipedo, invece si sono sforzati di pensare due volumi affiancati, disposti in maniera tale da massimizzare la luce e la distanza dal dirimpettaio.

      Hanno pure realizzato un giardino che al momento pare ben curato. E non hanno abbassato la qualità architettonica della zona, semmai il contrario.

      Tutto può essere fatto meglio. Basta avere a disposizione risorse economiche, tecnologiche e progettuali illimitate. Ma finché non vivremo tutti nel mondo di AD, forse conviene pensare che esiste anche un’edilizia residenziale non gridata, non brutta, non cara che consente a qualche famiglia in più di tornare in un posto in cui sentirsi a casa.

      Ed è vero, all’estero come in Italia, potete citare infiniti progetti migliori di questo, progetti che si distinguono per bellezza e ingegno, ma quale è la qualità media dei progetti residenziali nelle periferie di Roma, Parigi o Vienna? Siete sicuri che la media (non i progetti belli) sia migliore di quanto si è costruito qui?

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