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Milano | Porta Garibaldi – Torre Womb: il bosco di lecci a 88 metri dal suolo

Passato un mese ed ecco che sono stati pubblicati in rete altri rendering o suggestioni del nuovo grattacielo che prenderà forma a Milano, in Porta Garibaldi.

Si tratta della Torre Womb, un edificio per uffici di circa 88 metri d’altezza che diventerà la nuova sede di Reale Immobili. Sarà costruita al posto del palazzo anni cinquanta, sempre per uffici, di Reale Mutua, posto in Via Massimo D’Azeglio e via Tito Speri 8.

Nel bando vinto dallo studio romano di architettura, Labics, c’erano richieste precise tra cui: maggiore attenzione ai comfort ambientali degli spazi di lavoro, risparmio energetico, flessibilità nell’utilizzo degli ambienti e, infine, il rapporto con il contesto urbano della zona.

Il nome Torre Womb è l’acronimo di Wellness Over Milan Bureaus, e in inglese significa “grembo materno”.

La forma sarà quella di una guglia o piramide molto alta, di 15 piani, realizzata in vetro e calcestruzzo. Mentre la caratteristica del progetto, oltre alla forma particolare, sarà l’abbondanza di verde che troveremo al piano terra, con una piccola oasi, che salirà ad ogni piano con una serie di alberi posti su terrazzi ad ogni due piani e un vero e proprio bosco realizzato sul terrazzo di copertura, posto a 88 metri d’altezza dal suolo stradale. Le alberature del nuovo “bosco verticale” saranno formate da piante di leccio.

Una torre che respirerà con la città e ne diventerà elemento vivo. Un concept pensato dallo studio romano Labics e studiato con Arup e Gad, e accolto con grande favore da Reale Immobili che lo ha selezionato attraverso un concorso privato ad inviti.

Immagini: Labics

Porta Garibaldi, Torre Womb, Via Massimo D’Azeglio, via Tito Speri, Reale Mutua, Reale Immobili, Labics

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


17 thoughts on “Milano | Porta Garibaldi – Torre Womb: il bosco di lecci a 88 metri dal suolo

  1. aldo

    “un vero e proprio bosco”………

    forse sarebbe ora di piantarla (sic) con l’abuso della lingua italiana (con evidenti fini di green washing, manco fossimo tutti dei babbei).

    bòsco s. m. [dal germ. occid. busk o bosk; cfr. lat. mediev. buscus o boscus] (pl. -chi). – 1. a. Associazione vegetale di alberi selvatici di alto fusto (e inoltre di arbusti, suffrutici ed erbe, che più propr. costituiscono il «sottobosco») su una notevole estensione di terreno.

    e basta con questi comunicati stampa da imbecilli patentati!
    il palazzo va anche bene, ma non c’è bisogno di prendere per i fondelli.

    1. Anonimo

      Certo non è un bosco e nemmeno qualcosa di similare, ma la torre merita, a me piace molto, in particolar modo per come si integra nello stile architettonico del nuovo isolato.
      Dovrebbero approfittare per riqualificare inoltre la piazzetta antistante!

    2. Anonimo

      Quanta inutile pedanteria.

      Se si sta parlando di alberi in cima a un palazzo, siamo tutti (?) abbastanza intelligenti per capire che “un vero e proprio bosco” è un’iperbole per dire “alberi più fitti di quanto ci si potrebbe aspettare in cima a un palazzo” e non certo un riferimento alla Foresta Nera.

      Hai mai sentito parlare del concetto di contesto?
      Già che stai sfogliando il dizionario, prova a cercarlo.
      È sotto la C.

      1. Anonimo

        Secondo me invece fa un punto giusto:

        L’ORIGINALE di Boeri era un bosco nel senso di tante specie di alberi studiate per tutte le condizioni di luce dei 4 lati e per avere particolari giochi di colore con l’alternarsi dele stagioni.

        Nella versione “grembo materno in Inglese” (questa) abbiamo un po’ di alberi, tutti belli uguali. Ovviamente sempreverdi. Così non c’è nemmeno la scocciatura delle foglie che cambiano colore e cadono. Poi chiamiamolo come vogliamo, al limite anche bosco, tanto vale tutto…. 🙂

    1. V

      Dove sono le sedi a Milano di reale mutua per capire se una volta trasferiti i dipendenti nella nuova sede saranno liberate e riqualificate?

  2. Ale

    Bellisimo progetto! Non esistono solo le grandi torri, la città si rigenera anche con progetti di dimensione ridotta ma originali e di qualità. Non vedo l’ora di vederlo completato

  3. Woland

    La torre onestamente mi piace (almeno nel rendering, vedremo poi lo sviluppo). Concordo però sull’uso delle parole: i boschi torniamo a farli davvero e non solo a parole…

  4. Anonimo

    Uno dei migliori progetti di recente memoria. Prendessero ispirazione Citterio & Viel invece di quell’obbrobrio di Gioia 20 che hanno partorito.

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