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Milano | Porta Nuova – Aggiornamento torre Unipol: dicembre 2021

Aggiornamento di metà dicembre 2021 dal cantiere per la costruzione della Torre Unipol. Parliamo del grattacielo di circa 120 metri, progettato dallo studio di Mario Cucinella Architects in costruzione a Porta Nuova, in via Melchiorre Gioia.

Proseguono i lavori per il completamento delle facciate della torre più complessa in costruzione a Milano (e sicuramente in Italia).

Tra gli appassionati c’è grande polemica a riguardo della fascia a lamelle che copre la parte tecnica della torre e che permette ai locali interni di avere una giusta aerazione, fascia che secondo molti rovina l’estetica dell’insieme.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Torre Unipol, Mario Cucinella Architects, Porta Nuova, via Melchiorre Gioia

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


19 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Aggiornamento torre Unipol: dicembre 2021

  1. GArBa

    a me piace, l’unico commento che le grate di ventilazione dei locali tecnici avrebbero potuto essere meglio mimetizzate nella facciata se le si fosse realizzate in una tinta scura a imitazione della tonalità dei vetri.

    1. Anonimo

      Non esageriamo…
      E’ solo una splendida idea che strada facendo sembra essere sempre più vittima di compromessi estetici e tecnici. Ma non è male.

  2. Ale

    Tralasciando i pannelli bianchi che secondo me verranno sostituti con pannelli simili ma più trasparenti questo grattacielo mi piace.

    A tutti i designer di questo blog chiedo se vorrebbero un banale cubetto di vetro come ce ne sono in tutte le grandi metropoli europee.

    Se la risposta è no allora non vi lamentate per ogni singola cosa avvenga in questo comune

    1. Anonimo

      Beh in questo caso il Comune non c’entra un tubo, mica stiamo parlando di piste ciclabili o di pali, graffiti o gestione dei parcheggi o del verde o dell’arredo urbano.

      Ci sono critiche a mio parere immotivate ma perlomeno si torna alle origini di UF, che era parlare di edifici e non di quel che fa (o generalmente non fa) il Comune di Milano 🙂

    2. Fabrizio

      Signor Alessio,

      Io, che designer lo sono davvero, ti dico che tra un grattacielo fatto male e un “cubetto” fatto bene, preferisco il secondo. Per esempio la Willis Tower di Chicago è fatta di cubetti, ma è uno dei più bei grattacieli del mondo secondo me. Anche la più recente 432 park avenue di New York un cubetto migliore di questa porcheria. https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/ba/Sears_Tower_ss.jpg
      https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1b/432_Park_Avenue%2C_NY_%28cropped%29.jpg/1200px-432_Park_Avenue%2C_NY_%28cropped%29.jpg

      1. Anonimo

        de gustibus non est disputandum ⟨… ġùstibus …⟩. – Frase lat. («sui gusti non si può discutere»), di origine non classica, assai frequente nel linguaggio com. (spesso anche nella forma ellittica de gustibus) per affermare che i gusti sono soggettivi e ognuno ha diritto ad avere i suoi, per quanto strani possano sembrare ad altri.

    3. silvio altobello

      Confermo, i pannelli bianchi, non fanno cche tagliare la linea di struttura, che perde lo slancio che avrebbe dovuto avere se avessero rispettato il rendering iniziale

  3. Anonimo

    A Fabrizio piacciono i grattacieli di New York che copiano il Burj Khalifa di Dubai, che poi non sono un cubo ma sono filiformi come uno spaghetto e sproporzionati in altezza perché sfruttando gli ‘air right’ di altri palazzi che hanno venduto lo spazio sopra i loro tetti. Il solo modo in cui sono concepiti fa tristezza.

    Per fortuna questo non succede in Europa, e se vivessi a New York all’ombra di quei mostri architettonici per soli straricchi che stonano col resto dello skyline sono sicuro non ti piacerebbe molto. I newyorkesi doc non sembrano apprezzare…

    Sears Tower invece è un classico ed è stupendo, ma anche quello non è un cubo e non è stato costruito nel 21mo secolo, e non in una città europea. Entrambi esempi non centrerebbero niente nel contesto milanese.

      1. Anonimo

        Grazie per tuo contributo alla discussione, capisco che non hai tempo per argomentare perché devi andare al centro commerciale a prendere il regalo per tua suocera.
        Magari più tardi, lo speriamo tutti.
        A presto.

  4. Anonimo

    Centrerebbero è un bel verbo, ma non C’ENTRA nulla con la frase… però anche a me capitano delle correzioni automatiche involontarie per cui non scaglio la prima pietra

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