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Milano | Centro Storico – Ampliamento Teatro alla Scala, via Verdi 3: gennaio 2022

Aggiornamento di metà gennaio 2022 dal cantiere di Via Verdi 3, il nuovo edificio progettato da Mario Botta che si aggiungerà e diventerà un’ala del grande Teatro alla Scala, rendendolo ancora più grande.

Gli scavi portati a compimento qualche mese fa, sono arrivati a ben 18 metri al di sotto del livello stradale (gli ultimi metri sono sotto il livello della falda acquifera). Una volta completata la nuova torre arriverà all’altezza dell’attuale torre scenica, realizzata sempre dal Botta (circa 36 metri fuori terra).

La struttura è giunta ora al livello di gronda col vicino edificio.

Un ringraziamento all’Arch. Carlo Corsi e all’Ing. Antonio Turco.

Referenze fotografiche: Duepiedisbagliati

Mario Botta, Teatro alla Scala, Piazza della Scala, Via Verdi, Cantiere, Centro Storico

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Centro Storico – Ampliamento Teatro alla Scala, via Verdi 3: gennaio 2022

    1. GArBa

      la prossima volta lo faranno di marzapane… Un minimo di cognizione di causa nel commentare sarebbe gradito. Ormai ciascuno esprime la propria opinione come se di stesse parlando di calcio. Lo stile di Botta può piacere o meno, rimane a mio avviso un fatto positivo l’aver affidato a lui il nuovo edificio come pure il ridisegno architettonico della ristrutturazione della Scala, per la quale ricordo inizialmente erano previsti volumi informi.
      Riguardo al cosiddetto “peso”, tutta la facciata originale del teatro su via Verdi era già “pesante”, intendendo con questo termine di impostazione severa e uniforme dettata dallo spazio a disposizione e dalla necessità di mascherare l’apparato scenico retrostante, tutte caratteristiche che si ritrovano in questo intervento. L’ambiente urbano che ne esce non è peggiorato, anzi migliora rispetto al preesistente edificio per uffici, il che è poi quello che conta maggiormente.

  1. Gianfranco

    Devo dire che una volta di più aveva ragione il compianto arch. Secchi che non aveva mai apprezzato l’intervento di Botta. Tanto per cominciare non si capisce a cosa serva l’ampliamento. Una nuova ala? E per cosa? Museo, esposizioni temporanee o affitto per eventi…. In ogni caso sono tutte cose che si potevano fare “altrove” senza trasformare lo storico teatro in un “cubo di cemento con facciata ottocentesca” perchè adesso questo sembra e questo è. Purtoppo…

    1. GArBa

      il volume aggiuntivo espande il palcoscenico e la torre scenica per cui non era possibile realizzarlo altrove. Di fatto qui come anche nel precendente intervento Botta si “limita” a riordinare e a dare un aspetto formalmente definito (che poi può esteticamente piacere o meno) a dei volumi che i tecnici del teatro avevano già definito in funzione delle esigenze sceniche (torre scenica) e spazi per il funzionamento del teatro stesso (volume “ovale”), che, aggiungo nei primi plastici erano per l’appunto mostrati come giustapposizione di volumi prismatici a cui poi l’architetto sarebbe stato chiamato a dare una forma.

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