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Milano | Morivione – Cantiere stazione Tibaldi – Bocconi: gennaio 2022

Aggiornamento dal cantiere per la costruzione della nuova stazione ferroviaria di viale Tibaldi ( in questo articolo, il progetto) all’altezza di Viale Tibaldi e via Fedro, vicino all’Università Bocconi nel distretto di Morivione/Porta Lodovica. Gli ingressi principali alla nuova stazione saranno uno in via Fedro e l’altro in via Carlo Bazzi. Mentre la stazione entrerà in servizio, se tutto andrà bene, nel 2023 come fermata della linea suburbana S9.

Cominciamo con uno sguardo da via Carlo Bazzi, lato campus Bocconi.

Sempre dal lato di via Carlo Bazzi ma oltre il ponte ferroviario di fronte al borgo antico di Morivione (la tazione l’avrebbero potuta chiamare col nome dell’antico nucleo abitato). Qui si trova anche uno stabile in abbandono, chissà mai se la nuova stazione porterà rinnovo anche qui.

Passiamo al lato di via Fedro, dove anche qui ci saranno gli accessi coperti dalla struttura metallica. Lato meridionale, verso il parco Mauro Capponi e il Centro Sportivo Enrico Cappelli – Savorelli.

Mentre questo è il lato di via Fedro che da su Viale Tibaldi e il Quartiere Tibaldi.

Qui alcune immagini dei lavori effettuati sui tetti della struttura.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Valter Repossi

Viale Tibaldi, via Fedro, Università Bocconi, Morivione, Porta Lodovica, via Carlo Bazzi, Ferrovia

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


18 thoughts on “Milano | Morivione – Cantiere stazione Tibaldi – Bocconi: gennaio 2022

  1. Anonimo

    Ma chi abita in zona cosa se ne fa della linea suburbana S9? Non era meglio convertire in metro leggera per spostarsi in città ? Mah!

    1. Anonimo

      Sentiamo, espertone di trasporto pubblici, ha senso buttare almeno mezzo miliardo di euro per trasformare un’infrastruttura esistente e funzionante per creare un nuovo ibrido?

      Cambiare segnalamenti, comprare materiale rotabile, costruire un deposito per questo nuovo materiale rotabile e soprattutto perdere completamente la possibilità di utilizzare i binari per treni di altre linee? Per cosa, una “metro leggera” che nemmeno sai cosa sia probabilmente?

      Sparare stupidaggini senza sapere niente di niente è proprio l’anima del web. Mah. Fortuna che a me hanno insegnato che se non so nulla di un argomento è meglio stare zitti per non fare figuracce.

      1. Anonimo

        @ Anonimo delle 13.16:

        Hai mai sentito parlare di tram-treno?
        Sono molto diffusi in diverse parti d’Europa, sono tram che possono viaggiare anche sulla rete ferroviaria.

        NON bisogna cambiare sistemi di segnalamento e NON si perde la possibilità di usare i binari per i treni (è il veicolo che si adatta all’infrastruttura, non il contrario). Ovvio, bisogna comprare il materiale rotabile, ma anche per fare la Circle Line ferroviaria bisognerà comprarlo, mica si potranno usare gli attuali baracconi della S9.

        Con il vantaggio che dove non c’è la linea ferroviaria il tram-treno può proseguire su strada come un normale tram. Nel caso della Circle Line, a piazzale delle Milizie il tram-treno potrebbe immettersi con una rampa sulla circonvallazione e proseguire in corsia riservata fino alla Ghisolfa, dove potrebbe riprendere la linea ferroviaria e utilizzare il raccordo di Villapizzone per tornare sulla linea di cintura.

        Con un investimento contenuto (basterebbe molto meno di mezzo miliardo!) avremmo una Circle Line VERA (e non solo di nome, perché la ferrovia non copre tutto il quarto occidentale della città!), molto più capillare, con materiale rotabile molto più adatto al trasporto urbano e una frequenza molto maggiore, soprattutto sulla parte ferroviaria dove i treni continuerebbero a circolare alternandosi tranquillamente ai tram-treni.

        Il sistema non mi consente di mettere il link, ma prova a guardare la voce su Wikipedia. Anche se, come dici tu, sparare stupidaggini senza sapere niente è l’anima del web.

      2. Anonimo

        caro anonimo delle 13.16, guarda che i tram-treni funzionano senza cambiare nulla dell’infrastruttura. Leggere la voce Wikipedia per credere

    2. Anonimo

      Innanzitutto la potranno usare per muoversi ad est, verso altre stazioni giò esistenti, senza dover raggiungere la lontana Romolo, per non parlare degli studenti del vicino campus della Bocconi che prendono già la S9 che ne saranno sicuramente grati. Inoltre vorrei ricordare il progetto della Circle Line, che con la sua (sperem) alta frequenza collegherà la maggior parte dei quartieri lontani dal centro, Tibaldi incluso.

    3. Anonimo

      Ma almeno lo sai qual è il percorso della S9 e che tipo di servizio fa? E la metro leggera da te proposta che giro dovrebbe fare? E non parlarmi di crcle line che è soltanto una leggenda metropolitana a Milano

    4. Anonimo

      Ho una breaking news per te: a Milano non esiste solo “chi abita in zona”.

      La S9 permette anche a chi abita nell’hinterland nord e sudovest di raggiungere tante zone della città dove altrimenti sarebbe difficile arrivare. E’ un servizio essenziale per l’area metropolitana, anche se ancora non utilizzato abbastanza per via dei treni obsoleti e della bassa frequenza.

      Per spostarsi localmente “chi abita in zona” ha già un’infinità di mezzi, dalla 90/91 per spostarsi in senso trasversale al 15 per andare in centro.

      1. Anonimo

        Bene, allora dato che questa linea arriva a Corsico/Trezzano a sud e a Monza a nord la trovo ancora più inutile in vista dei prossimi prolungamenti delle varie metropolitane in quelle zone.

  2. Vietnamita

    Sbaglio, o quel simpatico signore in giaccone nero non indossa casco e attrezzature di sicurezza? Solita Italia da terzo mondo!

  3. Anonimo

    E però, caro vietnamita, forse nel terzo mondo tanto citato a sproposito, non ci sei mai stato…

    Con il che l’operaio dovrebbe indossare il necessario, nel suo interesse soprattutto, ma ovunque nella cara vecchia Europa non è questa favola che ti racconti…

  4. Vietnamita

    Ciao, purtroppo parlo con cognizione di causa. Sono stato in diversi paesi una volta definiti del terzo mondo, quali Suriname, Arabia Saudita, Indonesia, Tailandia e Fiji e altri paesi da “Secondo mondo”. Quindi sì, il comportamento irresponsabile del soggetto, del collega che gli sta vicino, della ditta appaltatrice e di tutti coloro che osservano e non agiscono è il linea con la mentalità terzomondista.

    1. Anonimo

      L’Arabia Saudita è da un bel po’ che non è più terzo mondo.

      Come in tutto il Golfo se ne fregano delle misure di sicurezza perché tanto i lavoratori immigrati li considerano sacrificabili.

      1. Vietnamita

        Quello che dici è giusto, però in Italia se il simpatico signore in giaccone nero scivolasse, si spaccasse la testa e meritatamente morisse il cantiere verrebbe sospeso a tempo indefinito causando ritardi ed extra costi facilmente evitabili. Ergo, o ci atteggiamo come l’Arabia Saudita e facciamo finta di niente (quindi da terzo mondo) o come la Danimarca, bella multa alla ditta e sospensione del simpatico signore (quindi da primo mondo).

  5. Anonimo

    caro anonimo delle 13.16, guarda che i tram-treni funzionano senza cambiare nulla dell’infrastruttura. Leggere la voce Wikipedia per credere.

    1. Anonimo

      Tram-treni, certo. Acquistiamo tram-treni per fare, male, quello che già fanno i treni che già abbiamo.
      Molto intelligente, chissà perché non lo fanno anche a Berlino o a Monaco di Baviera o a Parigi con la RER ma lo fanno poche piccole città che non hanno nulla di paragonabile a Milano, con il potenziale trasportistico di una S9 davvero ben gestita.

      Investiamo piuttosto nell’aumento delle frequenze, in comunicazione, in servizi per i viaggiatori e smettiamo di sparare stupidaggini senza essere informati

      1. Anonimo

        Per aumentare le frequenze devi rifare la linea e togliere le interferenze, non è questione di treni o tram.. Ma i quattro soldi ottenuti con l’accordo scali non bastano. Basta andare a ripescare la presentazione del Comune di qualche anno fa con le frequenze attese a regime 🙁

        In ogni caso a regime sarà molto meglio di adesso.

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