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Milano | Precotto-Adriano – Prolungamento Metrotranvia 7: febbraio 2022

Aggiornamento fotografico di fine febbraio 2022 dal cantiere di via Tremelloni e via Adriano per il prolungamento della metrotranvia 7.

Si tratta del prolungamento della linea tranviaria che dalla Bicocca proseguirà attraversando il distretto di Precotto per continuare attraverso il Quartiere Adriano, dove si attesterà a lato della via Adriano, predisposto per proseguire in futuro verso Cascina Gobba e la fermata della metropolitana M2. L’entrata in servizio sarebbe prevista per maggio/giugno 2022. Il costo dell’opera è di 3,4 milioni di euro, interamente a carico del Comune di Milano.

Partiamo da Precotto, dove in via Tremelloni il cantiere, verso i parchi e via Adriano è già a buon punto, mentre verso viale Monza e il raccordo con il resto della linea è ancora abbozzato. Il percorso delle foto è da Precotto verso via Adriano.

Passiamo alla via Adriano, dove anche qui sono già stati istallati i pali che reggeranno i cavi di alimentazione e sistemate le fermate. Verso Crescenzago i binari lasciano la via Adriano per trovarsi in un nuovo piazzale dove i tram faranno manovra di capolinea e dove le rotaie formeranno l’anello. Siamo di fronte a via Vipiteno.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Precotto, Quartiere Adriano, Crescenzago, Via Adriano, Metrotranvia, Tram, Tranvia, Via Tremelloni, Parco Franca Rame, Parco Sandra Mondaini e Raimondo Vianello

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


33 thoughts on “Milano | Precotto-Adriano – Prolungamento Metrotranvia 7: febbraio 2022

  1. Wf

    Che bella linea.

    Adesso veramente chi ha comprato le nuove case del parco Adriano Tremelloni ha fatto bingo.

    Collegati con la M1 PRECOTTO in 2 minuti.

  2. Anonimo

    Piccola riflessione: avremmo bisogno di decine di linee simili nelle periferie milanesi fino ai primi comuni dell’hinterland. Ma servono soldi, che arrivano con il contagocce.

    Invece per il settore dell’auto lo stato è pronto a buttare 8 miliardi di incentivi per un presunto rinnovo in chiavetta green. Quando capiremo che le auto, anche quelle interamente elettriche, non hanno nulla di green sarà già troppo tardi per frenare il cambiamento climatico.

    1. Anonimo

      Se non fai i progetti, i soldi non arrivano.

      Quanto al resto: la cosa più “green” del mondo è uccidersi e smettere di vivere. Poi ci sono una serie di step intermedi, tra cui – ma non solo – le auto elettriche e a basso impatto.

    2. Anonimo

      Che le auto elettriche non abbiano niente di green solo pochi disinformati non l’hanno ancora capito.

      Chi invece vorrebbe frenare il cambiamento climatico fermando le auto Euro 5/6 ,come i nostri geniali assessori milanesi , fa finta di non sapere che le principali fonti di inquinamento sono dovuti al traffico aereo, le centrali a carbone cinesi e TEDESCHE, ma soprattutto alle emissioni delle navi portacontainer:

      “Non è un segreto che le navi cargo inquinino come milioni di auto. Il tema è stato anche affrontato da Tv5 in Francia nel documentario Cargo, il volto nascosto del trasporto: se si confrontano le emissioni di una grande nave da carico con un’auto, in termini di zolfo e ossido di azoto, il danno procurato dalla prima è pari a 50 milioni di veicoli, ennesima conferma che le limitazioni sul traffico sono cerotti utilizzati per sanare l’equivalente di un’amputazione.

      Per fornire degli esempi concreti, le vetture a gasolio per essere omologate non devono emettere più di 10-15 ppm (parti per milione di zolfo) a seconda dell’area geografica, mentre alle navi sono concesse dalle 3.000 alle 3.500 ppm come stabilito dall’IMO (International Maritime Organization), l’istituto specializzato delle Nazioni Unite. Morale: bastano 15/20 di queste navi per inquinare quanto tutto il parco auto mondiale.”

      1. No benaltrismo

        Tutto corretto e documentato.
        Dobbiamo far circolare meno navi enormi e pure meno aerei. Hai perfettamente ragione su questo.

        Hai torto marcio quando lo usi come argomento per suggerire non tanto implicitamente che, il problema risiedendo altrove, non sia un problema avere centinaia di migliaia di auto nel raggio di una ventina di km perché in realtà sono altre le cause di inquinamento e cambi climatici.

        Tra l’altro, l’aria puzzolente che respiriamo tutti nella nostra città, dipende da gas prodotti localmente, riscaldamenti e autoveicoli.

      2. Anonimo

        Eh si, geniale anonimo, per fortuna che ci sei tu che guardi i documentari francesi e sai tutto!

        Chiediamo ai “geniali assessori” di fermare le navi cargo che solcano i mari milanesi, perché l’aria che respiriamo in città è inquinata dai loro scarichi nocivi.

        1. Anonimo

          Sì, caro ironico @Anonimo delle 12:54, se tu riuscissei capire ( ma la vedo dura) che l’aria che respiri non è solo quella che esce dai tubi di scappamento degli odiati SUV ma è inquinata anche e soprattutto dai loro esagerati scarichi nocivi che non si fermano certo nelle miglia che percorrono sui mari.
          Poi se questo è benaltrismo … avanti così.

          1. Anonimo

            Se tu ami tanto i suv e pensi che non inquinino, mettiti a annusare il profumo di margherite sprigionato dai loro potenti motori. Resterai sbalordito da quanto siano salubri e salutari.

            Veramente assurdo non riuscire a fare un ragionamento sensato. Ok che le navi e gli aerei inquinano, mi sembra ovvio. Dire che il settore auto lo fa in maniera trascurabile però è una falsità, basta cercare i dati, possibilmente da fonti attendibili, non da chissà quale documentario su una tv francese o chissà che.

          2. Anonimo

            Vuoi i dati?
            Guardati i livelli di Pm 10 a Milano durante il lockdown: uguali o superiori all’anno prima.
            Cuntent?

      3. Andrea

        Scusa una domanda, ma le Tesla mica vengono portate in europa usando le navi cargo che citi?

        Se è vero ciò che dici Tesla inquina come “milioni” di Fiat.

        1. Anonimo

          Ma che cazzo di domanda è?
          Chi inquina come milioni Fiat é la portacontaneir che le trasporta e in ogni caso non credere che le Tesla e le altre auto elettriche con le loro batterie che hanno bisogno di cobalto e altre terre rare estratte con sfruttamento nelle miniere di bambini in Africa e che poi andranno smaltite chissà dove siano così tanto ECOSOSTENIBILI
          come puoi pensare tu che ti informi solo su Repubblica o altri giornali del cazzo.

      4. Albe

        No, non hai capito niente. Lo stesso inquinante in un contesto è dannoso in un altro è trascurabile. Le navi hanno sistemi di trattamento fumi inesistenti e possono bruciare carburanti molto sporchi perché navigano in mezzo all’oceano e quel tipo di inquinanti ha effetti relativamente locali (particolato, dagli NOx o le piogge acide anni 80 dall’anidrida solforosa).
        Poi saranno anche motori poco efficienti e quindi sprecano tanto carburante ma non puoi fare parallelismi.
        Le auto a Milano sono un problema per l’ingombro e per le emissioni (perché viviamo in una cappa naturale senza ricambio d’aria).

        1. Anonimo

          Sei tu che non hai capito che si discuteva di cambiamento climatico e non della cappa sulla pianura padana.
          Anche un bambino poco sveglio saprebbe che a quegli inquinanti è dovuto l’effetto serra che non si ferma certo “in mezzo all’oceano.”

          1. Wf

            Qui si vogliono imbrogliare le carte per permettere alle automobili di continuare a i quinarw Milano.

            Le navi nell’oceano non centrano una mazza xon Milano o la pianura padana.

            I veleni che ci intossicano sono prodotti dalle nostre automobili milanesi e padane.

            A kilometro zero.

            È l’inquinamento che ti sta vicino al tupo di scappamento quello che ti fa ammalare.

            Non una nave cargo a timbuctù.

            Ma si fanno esempi a cazzo per confondere e sputtanare il discorso con il fine di voler continuare a inquinare con la propria COMODA automobile.

            Che poi sono gli stessi che non gli frega veramente una mazza dell’effetto serra nell’oceano. Figurati.

            Furbastri della domenica.
            Tana.

          2. Anonimo

            “Effetto serra nell’oceano di Timbuctu”👌
            Vai avanti con i Suv sui marciapiedi va, non ti allargare.

          3. Albe

            Sei un bambino poco sveglio, non è dovuto a quegli inquinanti l’effetto serra. Il cambiamento climatico lo causi con la nave cargo o con la tua macchina indipendentemente dal fatto che tu abbia o no un sistema di trattamento, la combustione genera CO2 e questa è climalterante.
            Se la nave cargo la fai andare a bioetanolo (quindi con un preventivo sequestro di CO2 su piante) teoricamente non è climalterante anche se emette NOx ed anidride solforosa per motori poco efficienti…
            Allo stesso modo se riempi la pianura padana di auto a bioetanolo non sei climalterante ma non hai risolto il problema che era ingombro e smog nella cappa padana.
            Poi se vuoi risolvere entrambi i problemi puoi valutare un’auto elettrica a nucleo familiare, con box sotterraneo ed utilizzo sporadico con tanto spazio sopra per girare con bici e mezzi pubblici.
            Poi devi risolvere la catena produttiva della macchina e soprattutto dell’elettricità con cui la fai andare ma facciamo un passo alla volta…

          4. Anonimo

            Girala come vuoi, sveglione solo tu, se una nave cargo inquina come 50 milioni di auto ed e’ documentato non da me, fai tuoi conti ed e’ inutile che continui a parlare della pianura padana.
            Il riscaldamento globale e il gas serra se ne fottono delle auto elettriche e dei box sotterranei e delle tue bici Milano.
            E se vogliamo aggiungerci il traffico aereo, le centrali a carbone , gli allevamenti intensivi ecc …mi risulta che la ns atmosfera sia unica.
            Vedi di non scendere al livello di Wf.

    3. Anonimo

      Magari quando tu avrai trovato dei nuovi posti di lavoro alle centinaia di migliaia di persone in Italia che dipendono dall’ automotive e dal suo indotto.

  3. Andrea

    L’auto è uno spreco folle, usare 100 cavalli per compiere la medesima distanza, negli stessi tempi, che si potrebbe compiere usandone solo uno è uno spreco folle.

    Anche un’automobile col motore a fusione nucleare sarebbe uno spreco folle per l’utilizzo che se ne fa oggi.

    Per entrare in città bisogna usare il tram o la bici, questo è sostenibile, non un cassone da 2 tonnellate per 100 cavalli di potenza.

    Per come la vedo io la generazione post-guerra non capirà mai, è stata educata a credere che l’auto sia il mezzo del futuro, che risolverà tutti i nostri problemi e che senza di essa rimane solo l’età della pietra. Quindi se usare tutti i giorni l’auto a benzina per fare ogni tipo di spostamento non va bene, allora necessariamente deve andare bene un’altro tipo di auto perché senza auto la vita non è degna di essere vissuta.

    Prima o poi quella generazione sparirà e spero che le successive sappiano apprezzare le nuove tecnologie per quello che realmente sono e non per ciò che promettono.

    La necessità dell’auto è principalmente culturale, non esiste alcuna limitazione fisica che impedisce di realizzare e abituarsi ad usare un efficiente sistema di mezzi pubblici o mezzi privati veramenre tarati per lo spostamento di una singola persona (e non l’equivalente di una mandria di 100 cavalli che permette il trasporto di 5 persone più altrettanti quintali di carico).

  4. Anonimo

    L’auto privata è il mezzo più comodo per certi e tanti spostamenti ma non tutt
    i.
    Tante volte, se hai la metropolitana e la fermata del tram vicina a casa e anche alla destinazione fai prima.

    Se poi ti piace andare in bici e la usi volentieri per postarti in città ben venga.

    Vi ricordate Catalano “il re dell’ ovvio” di” Quelli della notte”?

    Ecco

    1. Andrea

      Ciò che dici invece non è assolutamente ovvio.

      Sono moltissime le persone che ancora oggi pensano che il possesso e l’utilizzo dell’auto sia esclusivamente una questione di “necessità” e non di “comodità”.

      Se fosse veramente ovvio ciò che dici saremmo tutti d’accordo, per esempio, nel vietare l’uso dell’auto in centro città, esattamente come è vietato buttare i rifiuti per terra: e comodo ma non è necessario e crea danni.

    2. Anonimo

      Ma guarda un po’ :necessità’ vs comodità’.
      E chi lo decide, tu?
      Paragonare l’uso dell’auto privata con il buttare i rifiuti per terra… tu non stai bene, fatti vedere.

  5. Anonimo

    In tutto questo ci si dimentica che le auto, oltre a inquinare, fanno schifo per mille altri motivi. Sono grosse e ingombranti, costano un botto in benzina/assicurazioni/manutenzioni, creano traffico e ingorghi, occupano marciapiedi e strisce pedonali quando parcheggiano in modo abusivo, ammazzano e feriscono nei loro incidenti.

    E soprattutto, non sono democratiche. Perché non tutti ne possiedono una (es. minorenni o persone anziane) e non tutti le possono guidare (chi non ha la patente). Mentre investire in un buon trasporto pubblico è decisamente più intelligente perché può essere utilizzato da tutti.

    Quindi meglio 10, 100 linee di tram come questa che quegli odiosi incentivi al settore automotive (10 miliardi!) che poi ci riempie il cervello di quelle stupide pubblicità dove ti inculcano l’idea che solo guidare è libertà.

    Con 10 miliardi di euro costruiresti linee di tram per tutte le città italiane, come hanno fatto e fanno in Spagna e Francia. Solo noi italiani siamo ancora qua a buttare soldi in autostrade e tangenziali.

    1. Anonimo

      Allora, siamo tutti d’accordo sull’inquinamento generato da enormi motori diesel (navi, aerei, mezzi di trasporto pesanti). Penso sia patetico ignorare il contributo allo smog di veicoli a motore termico confrontandoli con fonti che ne producono di più.

      In più siamo così abituati che non ci rendiamo più conto di quanto spazio vitale le auto in movimento e parcheggiate ci sottraggono

      Basta guardare foto di zone pedonali attuali confrontate a foto di un qualche decennio fa quando il traffico (e il parcheggio) era consentito. Che so? Piazza Duomo, Vittorio Emanuele, Via Dante.

      C’è una sola persona che preferirebbe ritornare al passato? Certo poteva essere più comodo per qualcuno passare con il proprio veicolo privato sul sagrato, ma ci si è abituati e tutti ora ci vanno con mezzi pubblici o a piedi (in taxi chi proprio non riesce a fare diversamente).
      Se quarant’anni fa ci fossero stati i social si sarebbero sentiti gli stessi discorsi su queste decisioni “liberticide”.

      Fra vent’anni chi sarà ancora qui dai guarderà indietro sorpreso che Buenos Aires fosse ancora una bella autostrada

      1. Anonimo

        Esatto. Corso Buenos Aires andrebbe pedonalizzato domani.

        Nessuna pietà. Le auto ci stanno rubando troppe cose belle della vita: aria pulita, tranquillità, socialità, sostenibilità.

        Almeno spero vivamente che per le Olimpiadi si potrà andare da Loreto a San Babila fino al Castello su un percorso 100% pedonale. Sarebbe una svolta per Milano, una rivoluzione e un grande regalo per tutti.

          1. Anonimo

            Duomo-Darsena io faccio Dante, Castello, Cadorna, Carducci (con le auto che arrivano tranquille a 100 km/h), cantiere M4, ciclabile dissestata di via Olona, qualche minuto di inferno di Papiniano dove veramente si rischia la vita e ho raggiunto la destinazione.

            Servirebbe decisamente qualcosa di più diretto, o almeno una riqualificazione dell’autostrada Carducci e della tangenziale di Papiniano.

  6. Anonimo

    Molto bene, però la curva e contro curva di via tremelloni si poteva evitare, soprattutto dopo i disagi patiti dagli abitanti per lo sferragliamento dei tram diretti al deposito…
    La linea era prevista da non so quanti anni, mentre l’ampliamento a ridosso dei lavori si poteva ricollocare a costo zero con un piccolo allargamento verso il nuovo parco….

  7. Anonimo

    Sapevo che i lavori, in prossimità del deposito ATM, erano stati fermati a causa dell'(ulteriore) ritrovamento di amianto, per cui si sarebbe dovuto provvedere a rimuoverlo.
    L’intervento è già stato fatto, per cui i lavori della tramvia sono regolarmente ripresi?

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