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Milano | Trasporti – M4: dal prossimo settembre Linate-Dateo, il resto slitta all’autunno 2024

Per la M4, la nuova linea blu della metropolitana milanese, i tempi si allungano ancora. Il primo tratto, Linate-Dateo entrerà in funzione a partire dal 30 settembre 2022, il secondo tratto sino a San Babila sarà operativo entro la primavera 2023. Mentre l’intera tratta sino a San Cristoforo (Lorenteggio/Giambellino) sarà in funziona da settembre-ottobre 2024.

Come già ben sappiamo, le prime tre stazioni, Linate, Repetti e Forlanini FS sono già pronte dall’estate scorsa, ma attivarle in questo periodo sarebbe stato un costo troppo alto, con l’aeroporto dimezzato nel traffico e la mancanza di turisti causata dal covid. Meglio attivarla con un tratto più consistente comprendendo anche le stazioni di Argonne, Susa e Dateo (già a buon punto), così da collegare la linea anche a due stazioni FS.

I ritardi (previsti altri 15 mesi), son dovuti principalmente a due fattori, la pandemia e il conseguente lockdown, e i ritrovamenti archeologici rinvenuti in centro, soprattutto nei cantieri presso le stazioni De Amicis e Sant’Ambrogio.

Qualche oggetto è stato rinvenuto anche dalle parti di San Babila e largo Augusto, ma i ritardi maggiori son stati causati dal ritrovamento del muro e ponte medievale in via De Amicis, la necropoli davanti alla Basilica di Sant’Ambrogio e soprattutto dal ritrovamento nella piazza antistante la Basilica di San Vittore dei resti del mausoleo di Massimiano, l’imperatore romano che nel IV costruì qui il monumento funerario di famiglia. Il terreno è stato passato alla Sovrintendenza che sta setacciando e catalogando il manufatto, portando altri ritardi.

Quindi i cittadini e soprattuto i commercianti che si trovano lungo il percorso e i cantieri della seconda tratta, da San Babila a San Cristoforo, dovranno pazientare ancora due anni circa.

Intanto a breve partirà un bando, dal nome Arte 4, che vedrà la concessione di alcuni spazi per opere e contributi decorativi a giovani artisti.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi, Skyscrapercity

via Cardinale Mezzofanti, Forlanini, Viale Corsica, M4, Metropolitana, Trasporti, via Roberto Ardigo’, Viale Forlanini, Linate, Aeroporto, Quartiere Forlanini, Via Cavriana, Via Repetti, Dateo, Argonne, Susa, Acquabella

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


38 thoughts on “Milano | Trasporti – M4: dal prossimo settembre Linate-Dateo, il resto slitta all’autunno 2024

    1. Anonimo

      In realtà no, però agli italiani provinciali piace sparare le solite cavolate giusto per lamentarsi. I ritardi sono di 15 mesi, quindi ci sarebbero voluti circa 9 anni, ovvero il ritardo non è così elevato. La invito inoltre a vedere i tempi di realizzazione previsti e quelli effettivi (già che c’è si vada a vedere anche i costi come sono lievitati) di opere come la Elizabeth line a Londra, la grand Paris express, la Second Avenue line a New York City, e ce ne sarebbero molte altre. Purtroppo creare infrastrutture così complesse sotto grandi città è complicato e dei ritardi possono avvenire. Sarebbe giusto scandalizzarsi se i ritardi fossero maggiori o se i costi fossero lievitati esponenzialmente ma così non è.

      1. Massimiliano

        È una vergogna. 2 anni e mezzo è il ritardo complessivo. L intera tratta era prevista per aprile 2022. Via lorenteggio e via foppa son chiuse dal 2016 e rimarranno così fino alla fine 2024? Almeno dicessero qualcosa.

        1. Anonimo

          Dicono le cose, basta informarsi. Purtroppo è vero, la costruzione di una metro porta tanti disagi ma i benefici una volta conclusi i lavori saranno nettamente superiori. Gli abitanti delle tratte interessate non hanno subìto più disagi rispetto a chi ha vissuto i lavori delle metro precedenti.

      2. infastidito

        Eh si questi italiani provinciali che si rendono conto che la M4 misura ben 15 Km contro i 117 Km della Crossrail1-Elizabeth line di Londra e i circa 200km della Grand Paris Express.
        Certo la capacità di spesa ed intervento di Londra e Parigi non è paragonabile a quella di Milano ma mi sembra che siano opere di una scala ben diversa.

        P.S. per la second avenue line di circa 14 km di NYC è in effetti un bello scandalo 😉

        1. Anonimo

          Ma lei ha presente quando sono iniziati gli scavi? O scrive solo perché si annoia? I lavori sono in corso da 10 anni, quando hanno iniziato a scavare si sapeva già che non sarebbe mai stata pronta per l’expo, tanto è vero che le tratte centrali le hanno scavate dopo in modo tale da non deturpare le aree più visitate dai turisti durante il periodo expo.

        2. Francesco

          Provinciale è paragonare crossrail (ER II Line) con stazioni sotterrane con banchine lunghe 200 metri, a un brucomela come la M4. È un paragone pizza e fichi.

          1. Anonimo

            Crossrail è 21km in galleria, non 120.
            Però ha una sezione da treni ferroviari ed infatti ci hanno lavorato 6 talpe e non due come da noi.

    2. gaetano

      la costruzione della tratta Forlanini – San Cristoforo è iniziata dopo il 2016, i dieci anni proprio non ci sono…
      Comunque basterebbe pensare alla storia del nuovo aeroporto di Berlino (sempre Berlino è un ottimo esempio di operare fatte male) o della nuova metropolitana di San Francisco (praticamente da rifare) o all’alta velocità in California per evitare di gridare inutilmente al lupo…

  1. Anonimo

    > I ritardi (previsti altri 15 mesi), son dovuti principalmente a due fattori, la
    > pandemia e il conseguente lockdown, e i ritrovamenti archeologici rinvenuti
    > in centro, soprattutto nei cantieri presso le stazioni De Amicis e Sant’Ambrogio.

    Posso capire la pandemia, ma davvero quando si progetta un metro non si pensa che forse sotto terra, in centro a milano, nelle vicinanze di una chiesa antichissima ci si trovi qualcosa? Se adducessi una scusa del genere per dei ritardi su un lavoro qualsiasi verrei licenziato in tronco.

    1. gg

      Si ma non puoi metterlo in conto, è imprevedibile in quanto non sai mai cosa troverai esattamente e come reagirà la sovrintendenza.

  2. Anonimo

    @ Anonimo 10.25

    Dieci minuti di applausi.

    Aggiungerei la linea Noord-Zuid di Amsterdam, ci hanno messo 20 anni e si sono “accorti” solo in corso d’opera che, essendo la città costruita sull’acqua, le case lungo il percorso cedevano.

    La 2nd Avenue line era stata progettata addirittura ai primi del 900!

    La linea U5 di Berlino: ci sono voluti più di 10 anni, forse 15, per fare tre stazioni. E per carità di patria (tedesca) non parliamo delle infinite inaugurazioni annunciate e rimandate dell’aeroporto Berlin-Brandenburg.

    Hai riassunto perfettamente: solito provincialismo esterofilo dell’italiota medio.

  3. Luca

    Ma sapendo già (perché lo si sapeva da sempre) che sotto De Amicis e Sant’Ambrogio c’erano resti romani, non si poteva avviare gli scavi lì sotto con largo anticipo rispetto alle altre stazioni, così ci si portava avanti con la parte archeologica del lavoro?

    E poi, se il tunnel è stato comunque completato, non si può attivare la linea saltando la fermata De Amicis, e finire quest’ultima successivamente?

  4. Lorenzo

    Il ritardo è 15 mesi sull’ultimo rinvio… ricordo a tutti che doveva essere pronta per Expo 2015 inizialmente. Sono 9 anni di ritardo accumulati tra una posticipazione e l’altra.
    La pandemia poi non è per niente una scusa plausibile, anzi, in molti stati si è sfruttatto il blocco delle attività per portare avanti quelle opere straordinarie impattanti per la cittadinanza.
    I cantieri erano tra i servizi che potevano essere continuati anche durante il momento peggiore del lockdown (che ricordiamoci è durato solo 3 mesi scarsi).

  5. Anonimo

    Ma che imprevisto è trovare dei reperti storici nel centro di Milano? non sarebbe neanche da gestire come fattore di rischio, avendo probabilità 100%
    Spero che almeno riducano il più possibile l’ingombro dei cantieri di superficie

  6. Andrea

    Ma quanto tempo prima iniziano i lavori di ripristino delle delle piazze interessate, rispetto all’inaugurazione della fermata?

    Lavoro vicino in San Ambrogio ed è un incubo!
    Quindi non vedo l’ora che venga liberata!

    3/ 4 mesi prima iniziano ad allestire il parterre della fermata ?

  7. Saverio

    Doveva essere pronta per EXPO 2015, chissà se riusciranno per le Olimpiadi del 2026… Tempistiche ridicole, soprattutto per la tratta più lontana dal centro

  8. Federico

    I lavori della U5 a Berlino sono iniziati nel 2009, conclusi nel 2021.
    I lavori di Crossrail a Londra sono iniziati nel 2009 e si concludono quest’anno
    Le linee U9/U10 di Barcellona hanno problemi per essere completate.
    Mi sembra che siamo in buona compagnia anche all’estero con i tempi lunghi ed i ritardi.
    15 mesi sono nulla.
    Fare una linea intera comporta tempi normalmente più lunghi di un semplice prolungamento: sono richiesti tutti i collaudi e prove di sicurezza che estesi su 14 km richiedono fino a 2 anni visto che non si possono fare contemporaneamente su tutta la linea per ovvie ragioni di personale.
    Ed è solo uno dei fattori di incertezza.
    Più scandaloso è il prolungamento di M1 verso Cinisello, senza nessuna scusante.

  9. Federici

    I lavori della U5 a Berlino sono iniziati nel 2009 conclusi nel 2021.
    I lavori di Crossrail a Londra sono iniziati nel 2009 e si concludono quest’anno
    Le linee U9/U10 di Barcellona hanno problemi per essere completate.
    Mi sembra che siamo in buona compagnia anche all’estero con i tempi lunghi
    ed i ritardi
    15 mesi sono nulla.
    Fare una linea intera comporta tempi normalmente più lunghi di un semplice
    prolungamento: sono richiesti tutti i collaudi e prove di sicurezza che estesi su
    14 km richiedono fino a 2 anni visto che non si possono fare
    contemporaneamente su tutta la linea per owie ragioni di personale.
    Ed è solo uno dei fattori di incertezza.
    Più scandaloso è il prolungamento di M1 verso Cinisello, senza nessuna
    scusante

    1. Anonimo

      Esatto. Finalmente un commento sensato.
      Poi ci sono quelli che leggono chissà dove che M4 doveva essere aperta per Expo, e ci credono, li definirei analfabeti funzionali.

  10. Amedeo

    Il problema in queste situazioni sono le promesse ridicole della classe politica. Se si fossero offerte delle previsioni di completamente realistiche, e non propagandistiche (per intenderci quelle legate ad Expo), ci sarebbero state meno reazioni negative.

    1. Anonimo

      Non è vero.
      Dire che la M4 doveva essere pronta per Expo è semplicemente falso. Basta spendere qualche minuto del proprio tempo per leggere la storia di questa infrastruttura.

      Altre inesattezze lette nei commenti di decerebrati sopra:
      – il crossrail di Londra è lungo 120 km: no. È come dire, quando si è costruito il passante qua a Milano, che il passante era lungo 200, sommando tutte le tratte afferenti
      – quando si costruisce una metro ci si devono aspettare reperti archeologici: ovvio, ma solo quando effettivamente si scava si può capire l’entità di cosa c’è sotto e non si può prevedere tutto prima
      – solo in Italia servono 10 anni per una linea di metro: no, è così praticamente ovunque tranne nelle fortunate città con un sottosuolo che crea pochi problemi, senza strati archeologici e con poche interferenze, o dove si fanno pochi problemi a chiudere tutto e/o espropriare

      1. Anonimo

        Esatto. Crossrail non è una metropolitana, ma un passante ferroviario

        Il tunnel costruito è lungo 21 km, due tunnel per un totale di 42 km. Il resto è formato da linee ferroviarie preesistenti che sono state ‘adeguate’, e incorporate nel progetto, proprio come il passante di Milano. Le stazioni fuori dal centro sono di superficie e sono state semplicemente ridipinte, alcune ancora non hanno un ascensore o accesso disabili.

        https://www.crossrail.co.uk/project/tunnelling/railway-tunnels/

        Doveva aprire nel Dicembre 2018 e stiamo ancora aspettando, oltre tre anni di ritardo e forse si apre quest’anno. La stazione di Bond Street è ulteriormente in ritardo e aprirà chissà quando, pur essendo in pieno centro i treni non si fermeranno. Per non parlare poi del budget ultra sforato: dai £14.8 miliardi iniziali ai £18.9 miliardi finali. Non male!

        https://news.sky.com/story/londons-16315bn-crossrail-project-to-miss-december-opening-date-11486333

        Milanesi provinciali informatevi e smettete di lamentarvi, perché la differenza con altri paesi è spesso meno lamentele e più pazienza.

        1. _

          “La stazione di Bond Street è ulteriormente in ritardo e aprirà chissà quando, pur essendo in pieno centro i treni non si fermeranno.”

          Beh almeno la stazione c’è… Da noi la stazione di interscambio con la MM3 e quella per il Tribunale ce le siamo dimenticate 🙂

  11. GABRIELE F.

    Mi limito a un paragone impietoso. Per costruire la linea 12 di Madrid (non Berlino, Londra o Shangai), 40 km di gallerie per 28 stazioni, hanno impiegato 3 anni.
    Peraltro, i ritrovamenti archeologici erano facilmente prevedibili. Soprattutto sotto alla stazione di S. Ambrogio, dove già erano stati ritrovati resti dei primi martiri cristiani allorché scavarono per realizzare il parcheggio sotterraneo accanto alla basilica.

  12. anonimo

    In tutta questa grande opera, troppe verità non emergono per esprimere un giudizio congruo alle effettive tempistiche necessarie.
    Rimango stupito , nonostante tutto , nella mia limitata visibilità , vedere nel cantiere persone che girano senza fare nulla o stanno semplicemente a guardare gli operai , macchinari che vengono utilizzati senza un fine logico quasi come dovessero essere utilizzati per giustificare chissà quale lavoro.
    Secondo un mio punto di vista il vero male di tutto questo dilemma sta nelle tempistiche che si decidono a tavolino ancora prima di iniziare i lavori , gli imprevisti si possono limitare utilizzando appositi macchinari per rilevare ancora prima di scavare cosa c’é sotto il terreno.
    Tutto questo per esprimere il mio giudizio da non esperto dei lavori ma posso sicuramente fare presente alcune inesattezze espresse precedentemente , non parliamo di imprevisti , parliamo di mezzi tecnologici che , a mio avviso , andavano utilizzati.
    Esperienze e professionalità del personale addetto nel utilizzare queste nuove tecnologie sarebbero state la soluzione ideale per risolvere questi imprevisti poi esistono molte altre problematiche che io non mi dilungo a commentare perché non mi sento , da inesperto , di esprimere.

  13. anonimo

    In alcuni casi , l’ostinata convinzione di tecnocrati di dare più importanza ai costi sui benefici, porta a prendere delle decisioni prive di visibilità prospettica.

  14. Anonimo

    Il nuovo ritardo è causato … “soprattutto dal ritrovamento nella piazza antistante la Basilica di San Vittore dei resti del mausoleo di Massimiano, l’imperatore romano che nel IV costruì qui il monumento funerario di famiglia. Il terreno è stato passato alla Sovrintendenza che sta setacciando e catalogando il manufatto, portando altri ritardi.”

    Non voglio fare a tutti i costi l’espertone da tastiera di cui è pieno il web

    Ma:
    I resti del mausoleo sono a un metro di profondità sotto il sagrato della Basilica di San Vittore basta vedere le foto.

    San Vittore è una basilica paleocristiana.
    Tutte le basiliche paleocristiane avevano un vasto portico davanti per i catecumeni, lo si studia al Liceo.

    Era impossibile immaginare che subito sotto la piazza ci fosse qualche resto archeologico?

    E visto che i lavori sono iniziati nel 2015, bisognava aspettare 7 anni per togliere il selciato e guardare se per caso c’era qualcosa sotto?

    Io sarò pure un ignorante che sa solo scrivere messaggi e li ci saranno il fior fiore dei tecnici e degli esperti, ma io questa storia non la capisco proprio.

  15. anonimo

    Non é mia intenzione sostituirmi alle persone che hanno dedicato molto impegno , nonostante tutto.
    Volevo solo fare un appunto nel rilevare alcune tecniche , magari inutilmente , che sarebbero state utili per limitare gli imprevisti , devo però fare un sincero elogio a tutto il personale nel avere realizzato questa complicata opera , affrontando le inevitabili problematiche che si sono presentate durante la realizzazione.

  16. anonimo

    Scusate la mia sfacciataggine nel evidenziare alcuni aspetti a me poco chiari, nonostante la mia limitata visibilità dei problemi , la partecipazione alla realizzazione di questa METRO ci coinvolge in modo significativo come cittadini.
    Vi auguro di proseguire i lavori seguendo le direttive da voi prestabilite magari adottando delle procedure più efficaci .
    Tolgo il disturbo !!!

  17. Bruno

    Ma il ritrovamento dei resti romani davanti a San Vittore cosa c’entra con i ritardi?
    Le gallerie corrono ben al di sotto. In superficie gli unici lavori sono quelli di sistemazione superficiale. Dubito che un ritardo nel piantare gli alberelli previsti o installare la pavimentazione si ripercuota sulla data di entrata in funzione della nuova linea.

    1. anonimo

      I ritardi sono causati dalla burocrazia annessa a cui , in questi casi , é necessario attenersi per procedere con i lavori.

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