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Milano | Porta Nuova – Rigenerazione urbana con aree pedonali e verdi attorno a piazza Einaudi, sempre più a misura d’uomo

Assessore Tancredi: “Un’altra parte di Milano che riusciamo a ricucire privilegiando verde e mobilità lenta, secondo il principio della connessione tra quartieri che è alla base delle nostre politiche urbanistiche”

Raccordare e ricomporre l’area di Porta Nuova secondo una visione unitaria e riconoscibile, il cui obiettivo è ampliare la fruibilità pedonale e ciclopedonale di un asset viabilistico centrale, estendere le zone di verde intorno al Parco Biblioteca degli Alberi, migliorando così l’offerta di servizi ai cittadini e favorendo l’accessibilità agli spazi pubblici. Riqualificare, con l’idea della continuità e dell’armonizzazione urbana, l’intera zona nei dintorni di via Melchiorre Gioia e piazza Luigi Einaudi, in modo da incentivare la mobilità lenta e da avere sempre più spazi a misura d’uomo, che incoraggino gli spostamenti pedonali eliminando le barriere architettoniche e garantendo la continuità dei percorsi. In particolare, l’ipotesi è quella di ampliare la già vasta area pedonale che, attraverso Porta Nuova, collega Porta Garibaldi con Corso Como a via Melchiorre Gioia.

È questo il contenuto della convenzione, della durata massima di 5 anni, che verrà sottoscritta tra il Comune e Coima SGR SpA per disciplinare la realizzazione di opere urbanizzative coordinate nell’ambito delimitato dalle vie Gioia, della Liberazione, Cardano, Bordoni e lungo le vie Sassetti e Pirelli; convenzione le cui linee di indirizzo sono state appena approvate con una delibera di Giunta.

“Il processo di rigenerazione degli spazi pubblici dell’area Garibaldi, Isola, Porta Nuova si estende anche verso la Stazione Centrale e l’asse di Melchiorre Gioia – spiega l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi – secondo una visione coordinata e unitaria privilegiando la pedonalità, il verde pubblico e la mobilità ciclabile, seguendo il principio della connessione tra quartieri che è alla base delle politiche urbane della nostra città. Un altro pezzo di Milano che riusciamo a ricucire e sistemare, rendendolo più godibile e fruibile da tutti”.

“La convenzione va nella direzione da sempre intrapresa da Coima sin dalla prima fase di sviluppo di Porta Nuova – interviene Manfredi Catella, founder e ceo di Coima -. Con l’obiettivo di promuovere una mobilità sostenibile, abbiamo generato 120mila mq di spazi ciclopedonali nella prima fase, ai quali si sono aggiunti oltre 12mila mq sull’asse che porta a Fondazione Feltrinelli e si aggiungeranno altri 20mila mq in Porta Nuova Gioia. Una ricucitura ampia di quartieri collegati fra loro da BAM – Biblioteca degli Alberi Milano – che ogni anno attiva quest’area con oltre 200 eventi gratuiti dedicati alla cittadinanza”.

Questi gli interventi previsti ad oggi, che verranno definiti nel dettaglio attraverso la convenzione e i progetti veri e propri:

  • estensione del Parco Biblioteca degli Alberi nella porzione di piazza Einaudi, che si trova al di là di via Melchiorre Gioia. Sono allo studio una risistemazione di via Gioia nel tratto che separa le due parti del Parco in modo da permetterne la connessione anche mediante un’ipotesi di predisposizione di viabilità lenta e mista (in coerenza con una possibile chiusura temporanea al traffico, ad esempio durante i weekend), la ripavimentazione complessiva e il riallestimento generale dello spazio pubblico – marciapiedi, piste ciclabili – con la posa di elementi di arredo urbano, di segnaletica e di nuove piantumazioni, in continuità e coerenza di disegno con il Parco. Lo stesso Parco verrà anche completato lungo la via Sassetti;
  • riqualificazione di via Bordoni tra le vie Galimberti e Viviani, con la ripavimentazione dei marciapiedi, inserimento di verde e prolungamento della pista ciclabile esistente;
  • completamento della pista ciclabile tra via De Castilla e via Confalonieri;
  • sistemazione dell’asse di via Pirelli verso la Stazione Centrale con la ripavimentazione dei marciapiedi, nuovi filari alberati e ciclabili;
  • sistemazione dei marciapiedi tra le vie Pirelli e Gioia e dell’ingresso alla stazione della metropolitana. Lungo via Gioia, inoltre, saranno introdotte aree alberate diffuse.

Gli interventi, il cui importo complessivo è stimato in circa 8,5 milioni di euro, verranno realizzati dai privati coinvolti a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alle opere private di via Pirelli 39 (l’ex edificio comunale), via Pirelli 35 (l’ex palazzo Telecom) e via Gioia 20. A seguito della stipula della convenzione, gli operatori avranno circa un anno di tempo per la presentazione dei progetti, che definiranno le opere nel dettaglio, mentre l’apertura dei cantieri è prevista nel corso del 2024.

Nel caso venissero individuate ulteriori risorse disponibili, verrà anche valutata l’ipotesi di realizzare una struttura di carattere culturale e ricreativo all’ingresso del Parco sul lato ovest, che dovrà comunque seguire un iter istruttorio adeguato alle eventuali verifiche e autorizzazioni.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano

Porta Nuova, Porta Garibaldi, via Melchiorre Gioia, viale della Liberazione, via Cardano, via Bordoni, via Sassetti, via Pirelli, Arredo Urbano,

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


27 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Rigenerazione urbana con aree pedonali e verdi attorno a piazza Einaudi, sempre più a misura d’uomo

  1. Anonimo

    Bello.
    Ma il bicchiere mezzo vuoto è che gli oneri di urbanizzazione di Porta Nuova rimangono a Porta Nuova per fare più bello il quartiere di Porta Nuova che l’operatore sta costruendo.

    Visto che parliamo di ben 8.5milioni di euro, dubito ne avanzi molto per interventi nel resto di Milano ma spero di sbagliarmi
    (qualcuno lo sa quale fosse il totale degli oneri che il privato doveva pagare al Comune come oneri per quegli interventi?)

    1. Andrea

      In realtà a leggere la descrizione degli interventi sembra che non siano solo opere estetiche che vanno a beneficio esclusivo del quartiere ma sono previste anche opere viabilistiche. Se si riuscisse a ricucire meglio la zona, che attualmente è spezzettata da stradoni automobilistici, salite con gradini ed aree private, ci guadagnerebbe gran parte del Nord di Milano.

      A me per esempio capita spesso di trovarmi in viale della Liberazione e dover andare a Maciachini, oppure dal Monumentale alla Stazione Centrale e non so mai quale sia il percorso più “intelligente” per fare ciò.

      1. Anonimo

        Ok, con gli 8.5 milioni ci fanno anche un pezzo di ciclabile, che è cosa buona.

        Ma la domanda era più ampia, ossia se gli oneri di urbanizzazione di progetti centrali e di pregio come questo, venissero spesi in toto a servizio della zona (centrale e di pregio) o se aiutassero anche altre zone più bisognose (non necessariamente solo le mitologiche “periferie” … ) ed in che percentuale.

        Insomma, i soldi che il Costruttore deve dare al Comune, sono solo questi 8.5 milioni oppure c’è un pochino di altro che viene usato altrove?

      2. Anonimo

        No, bel tomo, se anche si trattasse di “opere estetiche” (espressione che denota la tua scarsa dimestichezza con una prosa decente), sarebbe un beneficio per tutta la città, così come migliorare piazza Duomo o piazza Castello e dintorni apporti un beneficio all’intera cittadinanza ed, in aggiunta, ai turisti.

        Basta fare due passi al BAM durante un weekend soleggiato e si capisce che le centinaia di visitatori non sono solo i residenti di Porta Nuova.

        Ma nella tua avversione viscerale al privato ovviamente quest’area costituisce ai tuoi occhi un’opera di Satana.

        Per andare da Monumentale a Centrale, prova a fare il cavalcavia Bussa, costeggiare il BAM su via de Castillia e arrivare un Via Pirelli (in alternativa Via Farini sopra la ferrovia e qualche combinazione di via dell’Isola). Sua in bici che a piedi, evitandoti il tunnel di viale Sturzo

        1. wf

          Fare un quartiere giardino in Porta Nuova e’ cosa buona e giusta.

          Perche’?

          Perche’ i buoni esempi sono contagiosi.

          Soprattutto se fatti bene.

          Citta’ giardino per tutta Milano

        2. Anonimo

          Meno male che a Milano ci sono i grandi investitori immobiliari e i capitali internazionali.

          Qui però si sta discutendo dell’uso dei soldi che il Comune incassa a seguito delle concessioni edilizie.

          Ossia per vedere Corso Genova e Corso Cristoforo Colombo alberati e con un minimo di ciclabile, devo aspettare che ci costruiscano un mega grattacielo pure li oppure gli oneri di urbanizzazione di Porta Nuova potrebbero in parte andare a beneficio di un’area più vasta?

        3. Andrea

          Prima di tutto ti chiedo scusa se la mia prosa non è adeguata ai commenti del blog e ti ringrazio per i tuoi non-insegnamenti sull’uso dell’espressione “opere estetiche”.

          Come ti ho ripetuto più volte non ho alcuna avversione al privato, semplicemente faccio una distinzione tra l’opera privata, volta a soddisfare gli interessi del singolo privato e l’opera pubblica, volta a soddisfare gli interessi collettivi. Se alla corretta progettazione e realizzazione delle opere private ci pensano i privati, alla peogettazione e realizzazione delle opere pubbliche invece ci deve essere un coinvolgimento proattivo delle istituzioni pubbliche che ovviamente devono anche avere ben chiaro quali sono gli interessi pubblici. Il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche nella realizzazione del nuovo quartiere per me è mancato o comunque è risultato non adeguato alle mie aspettative. La critica che ho sempre fatto è alle istituzioni che non hanno fatto la loro parte, non ai privati che hanno giustamente fatto i loro interessi e svolto (in ampio ritardo) i compitini a scomputo di oneri.

          Il percorso che suggerisci è ragionevole ed infatti molto spesso passo proprio di li (magari sfruttando anche la ciclabile di via Restelli invece di fare il giro dell’oca di via Sassetti), ma il fatto che nel tuo suggerimento hai istintivamente esplicitato che il percorso mi consente di evitare viale Sturzo, rende ben chiaro che il percorso più logico per raggiungere Centrale sarebbe proprio viale Sturzo, dove nel XXI secolo è stato deciso addirittura di vietarmi l’accesso (unicum per le bici nel centro di Milano), e non quello di salire e scendere dal cavalcavia per aggirare (evitare) il nuovo quartiere (pubblicizzato come “ciclopedonale”).

          1. wf

            Esistono fortemente anche dei fatti simbolici.

            Ovvero trasformare un quadrante da grigio e cemento a verde ha un impatto sul sentire la citta’ in toto.

            Puo’ essere fortemente di esempio per tutti i quartieri

            Solo una riflessione

          2. Anonimo

            Sei grandioso: puoi andare a piedi dal Palazzo Lombardia al Duomo incrociando solo un paio di arterie maggiori con traffico sostenuto (BAM-Corso Como-Garibaldi-Brera) e ti lamenti se il traffico auto viene interrato ti viene richiesto di non passare da un tunnel autostradale, e ti lamenti?

            Ma io sarei felice se tutto il traffico fluisse sottoterra e io avessi la possibilità di godermi la città da pedone e ciclista senza autoveicoli a rappresentare un pericolo e una fonte di inquinamento.

            Ma per esprimere il tuo dissenso (e la tua visione manichea pubblico e versus privato) arrivi a queste follie. Complimenti

          3. Andrea

            No sotto terra, il traffico (traffico a due passi dal centro?) scorre a piano terra, tu invece devi scavalcarlo con rampe, scalinate e ponti. L’idea è questa e, sarò folle quanto vuoi, ma non la ritengo una bella idea.

            Il percorso Corso Como – Duomo lo conosco bene, non l’ha creato Cesar Pelli ma il Comune di Milano posando correttamente i marciapiedi come avviene in tutto il resto della città e “pedonalizzando” le vie del centro con le varie ZTL.

  2. Anonimo

    “Lungo via Gioia, inoltre, saranno introdotte aree alberate diffuse”. Niente, non capiscono che per un terzo circa sotto la via c’è la soletta di cemento armato a copertura del naviglio della Martesana, sulla quale gli alberi non attecchiscono. Del resto cosa si vuole pretendere, quando ai piani superiori dell’abortito ponte serra volevano piantare alberi di alto fusto. Poi parlano di partire con i cantieri nel 2024, mentre nel lungo periodo dovrà essere riaperto il naviglio. Questa è la richiesta dei cittadini che nel referendum del 2011 hanno votato per il 90% a favore, per non parlare delle promesse dell’attuale sindaco, che alla riapertura ha anche dedicato un libro.

  3. Anonimo

    Chissà se troveranno anche il tempo, la voglia, l’ispirazione di installare anche una toilette civile degna di un paese civile. Per l’amministratore italiano medio gli esseri umani non hanno bisogni fisiologici o devono trovare a pagamento un bar o contro un albero.

    1. Anonimo

      Obiettivamente quanta gente ha bisogno di un bagno in strada quando attraversa la città ? In caso di emergenza (non penso capiti tutti i giorni) uno può sempre ripiegare in un bar.

      1. Anonimo

        Sono tornata a Milano da poco, dopo 17 anni passati a Londra. Mentre di persona non sento l’assenza di un bagno, vedo che tanti ne gioverebbero. Abito vicino allo scalo Farini il cui muro viene usato come il bagno pubblico. Si fermano addirittura in macchina e scendono velocemente per soddisfare i propri bisogni. È scioccante…

  4. Anonimo

    Grazie in effetti sono piuttosto intelligente ma “genio” mi sembra eccessivo. Comunque avevo letto già quella notizia: benino, pochini 21 in più, e in ritardo dopo decenni di inciviltà. Scommetterei però che nessuno di quei 21 sarà posto in questa zona, troppo chic per pensare ai bisogni corporali.

  5. Anonimo

    Fantascienza! Il tratto di Melchiorre Gioia oltre il ponte di Pirelli 35, sembra un sentiero di campagna tutta alberata e con un tappeto verde dove adesso il traffico corre (non scorre). Abito a cento metri e mi commuoverei ad avere un panorama così bucolico sotto le mie finestre.

    Però un grammo di sano realismo mi fa nutrire qualche dubbio…

    Anche se rispetto a dieci/quindici anni fa l’intera zona è un paradiso rispetto al passato e gli ulteriori lavori ancora da completare (o iniziare) possono migliorarlo ulteriormente

  6. Wf

    Basta togliere asfalto e trovi la sana terra.
    E sulla terra Milano può rinascere città giardino.

    Come Amburgo in Germania.

    Canali e giardini e alberi.

    Sulla terra liberata dal cemento possono crescere alberi e arbusti

    Milano ha bisogno di tornare verde e umana

    1. Anonimo

      Che togliendo l’asfalto si trovi la sana terra non è completamento vero in via Melchiorre Gioia, sotto la quale, per buona parte, si trova il cemento armato che copre il naviglio, come si poteva notare fino a pochi mesi fa quando era aperto il cantiere per consolidare la copertura.

      https://blog.urbanfile.org/2021/12/13/milano-porta-nuova-terminati-i-lavori-per-il-risanamento-del-tratto-tombinato-della-martesana/

      Poi, il fatto che nel progetto che si presenta qui non si parli del naviglio sottostante dimostra la scarsa considerazione dell’amministrazione comunale di impegni e promesse fatte in precedenza. Ma è mai possibile che nell’unico tratto del percorso sotterraneo del naviglio nel quale sono in corso nuove (e imponenti) costruzioni, da una decina d’anni ormai, non sia mai stato fatto cenno alla sua riapertura? Capisco altrove che ci possano essere problemi, ma qui no.

  7. Bruno

    “un altro pezzo di Milano”… a me pare invece che si intervenga sempre sullo stesso pezzo di Milano.
    Pagano le tasse anche i milanesi che abitano fuori da Porta Nuova. Forse in Comune se lo sono dimenticato.

  8. Dan

    Ma chiudete completamente quei metri davanti al palazzo Versace e tirate fuori un pezzo di naviglio.

    I condomini dei palazzi in porta nuova pagano cifre esorbitanti per la cura del parco!

    Tirate fuori i soldi e fate un regalo alla città!

  9. wf

    Via Melchiorre Gioia chiusa al traffico ma solo nel week end: ipotesi mini-isola pedonale nei piani per Porta Nuova

    Il Comune detta le linee guida per ricucire con più verde e aree pedonali gli spazi tra i grattacieli di Porta Nuova e le strade che portano verso la stazione Centrale. E spunta la suggestione, ancora tutta da studiare, di una chiusura temporanea al traffico del tratto di via Melchiorre Gioia davanti alla Biblioteca degli Alberi, tra il Pirellino e viale della Liberazione

    https://milano.repubblica.it/cronaca/2022/03/22/news/via_melchiorre_gioia_chiusa_alle_auto_ma_solo_nel_week_end_spunta_lipotesi_nei_piani_per_ricucire_gli_spazi_di_porta_nuova-342310702/

  10. Anonimo

    Sarebbe bello iniziare a chiudere diverse strade nei weekend, benissimo Melchiorre Gioia ma anche Corso Buenos Aires, via Vigevano, Marghera sarebbero da pre-pedonalizzare in questo modo.

    Iniziamo a far vedere ai milanesi quanto sarebbero più belle pedonali, e poi saranno i milanesi stessi a pretendere pedonalizzazioni permanenti. Gli automobilisti andranno a sgasare in tangenziale, le nuove aree pedonali si riempiranno invece di gente che si muove, fa acquisti, pranza e cena fuori, e che soprattutto non butta i propri soldi in benzina.

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