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Milano | Rigenerazione urbana e extraurbana: le Nord ci provano con la proposta verde di Fili

Presentato lo scorso anno, Fili, uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana ed extraurbana in Europa, promosso da FNM, FERROVIENORD e Trenord insieme a Regione Lombardia, si presenta ai cittadini con uno stand in piazza Gate Aulenti a Porta Nuova.

Infatti attraverso un apposito tour, i cittadini potranno conoscere più da vicino i sei interventi che cambieranno il volto dell’asse Milano-Malpensa. L’itinerario conta 16 tappe nelle principali piazze lombarde e si svolge tra il 2022 e il 2023. “Fili è un progetto – ha spiegato il presidente lombardo Attilio Fontana – nel quale la Regione ha investito in modo importante, con un totale di risorse assegnate, attraverso vari strumenti, pari a oltre 210 milioni di euro”.

Il progetto di Fili, coinvolge con interventi di ammodernamento, rifacimento e rinnovamento le stazioni di Milano Cadorna, Milano Bovisa, Polo di Saronno e Busto Arsizio e le aree ad esse adiacenti, con un intervento che arriverà a interessare progetti per un totale di 2 milioni di metri quadrati all’interno della Lombardia.

FILI comprende inoltre la piantumazione di 800.000 alberi in circa 41.000 ettari attraverso 24 Comuni, la creazione di una “superstrada ciclabile” di 54 chilometri fra la stazione di Milano Cadorna e Malpensa e la realizzazione di una foresta sintetica pensile nella stazione Milano Cadorna (così definita dai relatori, ma crediamo che intendano verde da realizzare su una struttura appositamente costruita) .

Progetto che prevede la sua realizzazione entro il 2028 (molto ottimisti).

Porterà “a un’imponente riqualificazione” dei principali centri di connessione di Ferrovienord e interesserà l’asse Milano-Malpensa, corridoio fondamentale per le Olimpiadi invernali del 2026, che si presenterà come “un’intera arteria di nuovi scenari urbani verdi, moderni e ad alta vivibilità”.

Altre informazioni su: www.fili-fnmgroup.it 

Tag: Cadorna, Stazione Milano Cadorna, FNM, Castello, Porta Magenta, Progetto, Filo

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


32 thoughts on “Milano | Rigenerazione urbana e extraurbana: le Nord ci provano con la proposta verde di Fili

  1. Anonimo

    Quando leggi “foresta sintetica pensile” capisci la fuffa che c’è dietro.

    In pratica nelle coperture mettono erba e cespugli, mentre le alberature sono “tecnologiche” ovvero finti alberi con proprietà “catalitiche” diciamo così, che purificano l’aria.

    Finti alberi o proprio semplicemente strutture tecnologiche, come quelle che si intravedono nei render: spesso degli orrendi catafalchi.

    Questo purtroppo è il massimo che riesce a esprimere FNM e la giunta regionale che la supporta. Sono ancora all’età della pietra, ma cercano di darsi un aria green, viste le imminenti elezioni…

    1. Anonimo

      La foresta sintetica pensile sul tetto di Cadorna ha lo stesso valore dei “fiumi verdi” di Boeri….

      Invece resto del progetto, dalle ciclabili alle piantumazioni, mi sembra molto meglio di prima e in questo estremamente meneghino 😉

      1. Anonimo

        Faccio fatica a capire dove vedi il “meglio” nelle tavole da primo anno di progettazione presentate.

        Definirle un obbrobrio è davvero un eufemismo.

        Preliminari quanto vuoi, ad uso dell’elettorato capra quanto vuoi, ma ce la fanno a contattare un progettista decente e un renderista capace? No, non li hanno proprio in rubrica.

          1. Anonimo

            Se il progetto è fatto un tant’ar chilo, preferisco che resti com’è, in attesa che qualcuno (di qualsivoglia orientamento politico) presenti un piano serio.

            Anche perché un progetto come questo è destinato a restare per decenni, quindi meglio lasciar stare prima di far danni potenzialmente irreversibili.

            Detto ciò, Fili è una boutade politica senza capo né coda, pensata male e proposta peggio: magari qualche decina di migliaia di euro finiranno concretamente nelle tasche dei soliti amici degli amici, ma dubito seriamente che si faccia.

    2. Giorgio

      Solito commento politicizzato.
      mai criticare invece certe schifette partorite dal Comune di Milano negli ultimi 12 anni, vero?

      1. Anonimo

        Giorgio, se approvi questa proposta (di qualità veramente infima, con niente da salvare, ma proprio niente) mi sa che il politicizzato sei tu. Pensaci.

  2. Anonimo

    Non voglio entrare in merito al progetto ma non aveva più sento partire da Garibaldi visto il progetto di scalo farini e ricoprire quella distesa di binari ?

    Visto gli investimenti milionari magari ci usciva qualcosa di buono tra regione e privato.

  3. Anonimo

    Tutto molto bello, ma non avrebbe più senso destinare almeno parte di quei soldi a fare vere piste ciclabili in città? Almeno terminare la Molino Dorino – Assago, prevista come Eurovelo ma che di questo passo vedranno i nostri nipoti.

  4. Wf

    Ma davvero quei geni tarati dei leghisti vogliono metterci degli ALBERI DI PLASTICA?

    Al Fontana e al Capitone sono avanzati gli abeti di natale di plastica???

    Ma che pagliacciata è?

    Alberi di plastica?
    Ma che si fumano questi legaioli?

    Poi sono contro la droga… bha

    1. Maury

      Ma non ho capito, i binari che fine fanno?
      Saranno sotterranei tipo Bovisa?

      E poi questa pista ciclabile lunga 60 km….ma a che serve???!!!???

  5. Alberto

    Spesa inutile, con gli stessi soldi si potrebbero raddoppiare bubate o costruire altre linee per migliorare il servizio. I binari in quel tratto essendo in trincea non danno nessun fastidio. Piuttosto ci sono molti altri tratti urbani da interrare che fungono da barriera tra i quartieri.

  6. Maurizio

    Non riuscivo a commentare perché prima dovevo smettere di ridere. Un progetto più fumoso di questo non l’avevo mai visto. Non si parla di tempi, di costi, di coordinamento delle competenze (sarebbero almeno un centinaio gli enti coinvolti, tra comuni, utilities e altri). Esattamente dopo un anno ripropongono questa fuffa elettorale (destra o sinistra non c’entra nulla). Diamoci appuntamento per il prossimo articolo a luglio 2023.

  7. Anonimo

    si fa fa fatica a leggere: ma hanno scritto foresta sintetica pensile?! ma che roba è? ma da dove vengono questi? Siamo a LEGOLAND? ah ecco…certo…bello! o forse siamo nel Finder garten di IKEA? boh…

  8. P

    Certo inizia a porsi il problema di come fare a piantare tutti quegli alberi se non abbiamo più acqua.
    Puntiamo sui cactus?

  9. Anonimo

    Mi sembra un progetto senza capo né coda. Bella l’idea ma queste cose alla fine non si realizzano mai. È un po’ come la riqualificazione del cavalcavia Bussa con verde e panchine e attività varie.

    Mi viene da ridere solo a pensare come potrebbero coprire Cadorna, intervenendo su una stazione tanto congestionata per farne cosa? Un tetto di piante finto?

    Perché non pensare di far funzionare bene le linee S, creare ciclostazioni, lavorare per migliorare il servizio che è scadente e inaffidabile. Servono terreni che funzionano, non “foreste” pensili.

  10. Wf

    Si vede che qualchw cognato di Fontana produce alberi sintetici in plastica…

    Altre ragioni per fare questo progetto non ne vedo.

  11. Norrsken

    Ora nessuno venga a dire che Malpensa non è collegata bene! Finalmente si potrà andare in bici all’aeroporto, e chi l’avrebbe mai detto?
    E poi… “Superstrada ciclabile” non l’avevo ancora letto.

    1. Anonimo

      Le superstrade ciclabili esistono davvero in Olanda e Germania e sono anche usatissime.

      Sono delle larghe ciclabili separate dal traffico, senza interruzioni, cambi di corsie, interruzioni varie tipiche delle piste ciclabili a cui siamo abituati in Italia. E non sono ammessi i pedoni, almeno, non sono fatte per essere percorse dai pedoni come invece lo sono le ciclabili dei nostri Navigli martesana e Pavese (nei tratti fuori città) che sono la cosa che più, a mio parere, potrebbe avvicinarsi al concetto.

  12. F205Z

    Auguro ai tutti i simpatici lettori e commentatori una vita sufficientemente lunga da vedere realizzata quest’opera.
    Diciamo che a occhio sarà circa il 2050

  13. F205Z

    Auguro ai tutti i simpatici lettori e commentatori una vita sufficientemente lunga da vedere realizzata quest’opera.
    Diciamo che a occhio sarà circa il 2050

  14. CM

    Con la stessa cifra si sarebbe potuto garantire il prolungamento della metro a buccinasco, che invece rimarrà incompiuto chissà ancora quanto, per la gioia di tutti i pendolari e automobilisti che passeranno ancora parecchi anni in coda….
    Grazie regione lombardia…. sei utile come una forchetta nel brodo….

    1. Anonimo

      Beh a prescindere dalla fattispecie e dalla bontà del progetto, riqualificare la linea da Milano verso Malpensa e sistemare 4 stazioni (non c’è solo l’aspetto degli alberi sintetici…), ha effetto su molti più cittadini dei soli 26.000 di Buccinasco…

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