Milano | Porta Magenta – Completata la riqualificazione e restauro di villa Borletti

Nel distretto di Porta Magenta, lungo la via Vincenzo Monti si trova, all’angolo con via XX Settembre, una graziosa villa eclettica da poco restaurata e riqualificata, Villa Borletti di via Giuseppe Rovani 2.

La villa dalle forme classiche dell’eclettismo, venne costruita tra il 1894 e il 1895 su progetto dell’architetto Francesco Solmi per la famiglia Scotti Martignoni, inserita in quel quartiere sorto per creare nuove dimore per l’alta borghesia milanese di fine Ottocento che lasciava i vecchi palazzi del centro che avrebbero lasciato posto a banche e uffici per abbracciare un nuovo stile di vita con tutti i confort del tempo in queste mirabolanti architetture appena completate.

Borletti nel 1917 acquistano la palazzina, avviando una prima ristrutturazione a opera di Piero Portaluppi, e a questa seguirà l’intervento di Ignazio Gardella nel 1936, quando Borletti, divenuto senatore, esprime il desiderio di ricavare dei nuovi ambienti all’interno della propria casa da dedicare al ricevimento e adeguati a contenere la collezione d’arte della famiglia. Così Ignazio Gardella creò uno spazio aperto e unico al piano terreno, aggiungendo un’ala moderna verso via Vincenzo Monti.

Nel dopoguerra la villa viene sottoposta nuovamente ad interventi di ristrutturazione seguiti dall’architetto Tommaso Buzzi (1945 – 1955). Nel 1975 per Finivest, il nuovo proprietario, viene incaricato Claudio Dini per ristrutturare la villa nuovamente.

In questa villa sono nati i primi uffici della Finivest, poi la casa personale della famiglia Berlusconi e quella dove sono cresciuti i figli avuti da Veronica Lario prima di trasferirsi a Macherio. 

Veniamo ai giorni d’oggi dove la villa passata di proprietà a Luigi Berlusconi è stata sottoposta ad un nuovo intervento edilizio, questa volta a cura di Asti Architetti.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Porta Magenta, via Vincenzo Monti, via Leopardi, via Venti Settembre, via Revere, riqualificazione,

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2 commenti su “Milano | Porta Magenta – Completata la riqualificazione e restauro di villa Borletti”

  1. Certamente, gli edifici eclettici o liberty tra fine otto e inizio novecento, vanno salvaguardati e restaurati, MA SOLO se riguardano i grandi ricchi del paese e solo nel centro di Milano, le altre zone invece no… le altre categorie di cittadini neanche: per loro è giusto trasformare gli antichi quartieri a misura d’ essere umano in una serie infinita di alveari umani.
    Poi se andate a vedere i prezzi delle case a Milano, già altissimi, diventano statosferici per le poche villette del periodo citato, tipo via Lincoln. Ma per i poveri p… vanno bene i condomini del delirio.

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    • Se dovessimo vivere tutti in ville o villette allora non basterebbe la superficie attuale, altro che salvaguardare il verde. Se vuoi la villetta, allora vai fuori da Milano (come hanno fatto molti amici, poi è questione di gusti… io personalmente preferisco l’appartamento).
      Poi non capisco perché in Italia ci si stupisca della crescita dei prezzi in una città che offre sempre di più, se quella crescita è giustificata dalla qualità e dalla riqualificazione delle zone. Come in tutte le situazioni ci sono spesso speculazioni, quando la marea sale, sale anche la cacca che galleggia, ma lì sta al mercato punire o premiare.
      Il brutto di Milano è che però i prezzi fluttuano al rialzo anche solo con uno starnuto che si riferisce ad una eventuale riqualificazione/apposizione di stazione della metro, anche se più o meno indefinita nel tempo e magari manco certa.
      Però è una città che offre molto, dove c’è grande richiesta, imparagonabile a tutte le altre città medio-grandi d’Italia.
      Mi fanno sorridere gli studenti che protestano perché gli affitti sono aumentati, a tutti piacerebbe vivere a pochi minuti dalle aule delle università, o lavorare dietro a casa, ma per la maggior parte non è così. E non è colpa dei prezzi. Andate a vedere come funziona a Parigi, rimanendo in Europa.

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