Milano | Centro Storico – Terminato il restauro del palazzo della Chase Manhattan Bank

Il palazzo oggetto di restauro è studio di un gruppo di architetti che scrivono la storia dell’architettura contemporanea nella città di Milano. Ne nasce un punto di riferimento per la cultura milanese e propagazione della cultura progettuale italiana. Nel 1932 Gian Luigi Banfi (1910 – 1945), Lodovico Barbiano di Belgiojoso (1909 – 2004), Enrico Peressutti (1908 – 1976) e Ernesto Nathan Rogers (1909 – 1969) iniziano il loro viaggio professionale con la mitica sigla di BBPR.

La storia della BBPR, iniziali dei quattro architetti che fondarono lo studio, si svolge durante il periodo drammatico della seconda guerra mondiale. Era forte il desiderio di esprimere il proprio stile a stretto contatto con la storia contemporanea. I quattro architetti sono ricordati nella storia come espressione perfetta del funzionamento di un team operativo sul fronte artistico e culturale. Le loro difficoltà principali erano collegate alle tristi conseguenze delle leggi razziali che divise il gruppo fino alla morte di Gianluigi Banfi in un lager nazista. Le espressioni progettuali furono partecipate e affrontate congiuntamente per raggiungere risultati d’avanguardia, considerando soprattutto una Milano duramente colpita dagli eventi bellici ed in totale evoluzione. “…qualsiasi progetto fatto in quattro è comunque migliore di quello che avrebbe potuto essere prodotto singolarmente da ciascuno (…) e non riveleremo mai la singola paternità di un’idea, ogni idea è sempre la nostra idea”

IL PALAZZO DELLA CHASE MANHATTAN BANK.

Nel 1958 i nostri architetti lavorano ad un progetto di ricostruzione di un lotto sito in piazza Meda nel Centro Storico di Milano: disegnato per ospitare gli uffici della Chase Manhattan Bank

Il particolare progetto, che ancora oggi si può contemplare in tutte le sue peculiarità, stimola la ricerca sia di un linguaggio che rispetti la storia antica, rappresentata dall’abside ed il tiburio della vicina chiesa di San Fedele, sia la storia moderna, con il palazzo adiacente in via Hoepli degli architetti contemporanei Figini e Pollini. Sugli altri lati della piazza sorgono grandi palazzi novecenteschi: Palazzo Bolchini, di Pier Giulio Magistretti, Palazzo Crespi, di Piero Portaluppi, e la Banca Popolare di Giovanni Greppi, tutti costruiti tra il 1928 e il 1931. 

Per la soluzione devono insistere per una modifica al PRG vigente e poter così costruire un edificio dal fronte curvo e non lineare com’era previsto.

La scansione geometrica della facciata riecheggia astrattamente le paraste e le aperture degli edifici vicini. Le travi utilizzate per definire il portico raccontano le esigenze dell’architettura contemporanea a livello di materiali e di geometrie, ma non si slegano dalle aperture regolari e dagli archi neoclassici del contesto urbano in cui si trovano. L’edificio è perfettamente attinente con il tessuto urbano esistente.

Erigere un’architettura moderna in grado di mantenere il dialogo secolare della città e che non induca ad interruzioni.

Su queste tracce si sono poi imposte generazioni di progettisti successivi che hanno contribuito ad evolvere l’architettura tenendo conto dell’importanza fondamentale della storia, simbolo indiscusso dell’identità sociale. Nel caso si fa riferimento alla «teoria dell’ambientamento» formulata negli anni ’50.

RIVA e la conservazione del patrimonio costruito italiano.

Il modus operandi progettuale del restauro del patrimonio culturale contemporaneo dev’essere sul binario parallelo dello storico. Le buone pratiche d’investimenti in ricerca hanno permesso di progettare operazioni che rispettino il primo pensiero progettuale dei piu grandi architetti del 900. Abbiamo perfezionato, con decenni d’ esperienza, tecnologie esclusive innovative, come il triplice consolidamento strutturale del rivestimento lapideo e l’utilizzo di laser di nuova generazione senza intaccare la materia. Negli ultimi decenni abbiamo realizzato opere sul patrimonio contemporaneo intrecciando le storie progettuali di palazzi iconici di Giuseppe Luraschi, Piero Portaluppi, Giovanni Muzio, Giò Ponti, Gian Domenico Salotti, Antonio Tagliaferri lo studio BBPR e moltissimi altri. La missione è cercare sempre, dopo la diagnostica, “la cura giusta” atta alla conservazione di valori e idee, da tramandare alle generazioni presenti e future. Anche con queste informazioni, divulghiamo il più possibile la conoscenza affinché altre realtà costruite simili, non vengano svilite o distrutte. Riva difende da sempre, ove opera, i valori del patrimonio costruito italiano.

Testo: Dott. Enzo Medardo Costantini – Arch. Laura Gropallo

Milano – Centro Storico – Via Ulrico Hoepli 7 – Ex Chase Manhattan Bank (oggi ospita diversi “tenant”) –

Cronologia:

  • progettazione: 1958
  • esecuzione: 1969
  • data di riferimento: 1958 – 1969

Committenza: Immobiliare Cagisa

Autori:

  • progetto: BBPR ; Studio Coluccini e Paciosa
  • esecuzione: Gadola
  • progetto strutture: Masi Fausto

Uso: ufficio

Condizione giuridica: proprietà privata

Cartello Restauro:

  • Committente: Condominio via Hoepli 7/ via Catena, Studio Ferrarini srl – Maura Ferrarini
  • Progettista RL, DL, CSP e CSE: Arch. Michele Falcetta
  • Riva Impresa Restauri Italia Srl
  • Direttori di cantiere Impresa Riva: Dott. Enzo Medardo Costantini, Arch. Laura Gropallo, Geom. Liborio Presti, Preposto sig. Angelo Montaperto
  • Studio Planning – Consulenza Termotecnica: Ing. G. Marazzi, Ing. Giorgio De Cani Engineer – Windows and facades specialist designer

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Archivio BBPR

Chase Manhattan Bank, BBR, Riva Restauri, Restauro, piazza Meda, Via Hoepli

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

12 commenti su “Milano | Centro Storico – Terminato il restauro del palazzo della Chase Manhattan Bank”

  1. Tutti in ginocchio davanti ai progetti di BBPR

    La migliore Architettura di Milano a cui dovremmo sempre fare riferimento per il modus operandi dello Studio.

    Architetture oggi inarrivabili rispetto a quel livello di soluzioni, di lusso, di ricerca dei materiali.

    Rispondi
    • Assolutamente. BBPR, insieme a Gio Ponti e Franco Albini inventarono il linguaggio dell’architettura italiana moderna, ancora oggi insuperata a livello nazionale.

      Rispondi
  2. Come tante architetture del Dopoguerra la sedimentazione temporale gli rende pieno merito. Storicizzandosi , come i contigui palazzi della Piazza. Nel dialogo tra stili ed epoche diverse. Uno dei tratti determinanti del paesaggio urbano di Milano.

    Rispondi
  3. Concordo su lo stile molto bello.
    Peccato per il portico… È molto sciatto, andrebbe allestito con verde e vasi con piante. Anche dei tavolini fuori, del bar sotto renderebbero molto più vivace, quel colonnato spoglio.

    Rispondi
  4. Un moderno che ben si integra col passato. Ora gli architetti di oggi non ne sono più capaci . Per questo si deve tornare all’architettura classica/ tradizionale

    Rispondi

Lascia un commento