Roma | Flaminio – Museo della Scienza: depositato il progetto definitivo per il nuovo polo culturale

Roma, Flaminio.

È stato depositato nei giorni scorsi il progetto definitivo del Museo della Scienza di Roma che sorgerà negli spazi delle ex caserme di via Guido Reni, nel cuore del quartiere Flaminio. Un passaggio decisivo nel percorso di trasformazione dell’area, destinata a diventare un grande distretto dell’arte e dei saperi contemporanei accanto al MAXXI e all’Auditorium Parco della Musica.

Come dichiarato dall’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, l’obiettivo è avviare le procedure di gara nel 2026 e aprire il cantiere nel 2027, portando a compimento un progetto che unisce architettura contemporanea, sostenibilità ambientale e fruizione pubblica.

Un intervento di rigenerazione urbana e culturale

Il Museo della Scienza si inserisce nel più ampio piano di riqualificazione dell’ex Stabilimento Militare di via Guido Reni che complessivamente interesserà oltre 19.000 metri quadrati. All’interno, saranno destinati circa 9.000 mq a spazi espositivi e oltre 1.100 mq ad attività di ricerca scientifica.

Il progetto è il risultato di un concorso internazionale di progettazione indetto nel 2022 e articolato in due fasi. A vincere è stato lo studio romano Adat Studio, con la proposta intitolata “Science Forest”, selezionata da una commissione presieduta dall’architetto Daniel Libeskind.

Tra gli obiettivi principali: integrare il museo nel tessuto urbano, favorendo la continuità tra interno ed esterno, e preservare le preesistenze storiche dell’ex caserma.

Un’architettura trasparente e flessibile

L’edificio occuperà un’area di circa 18.000 mq e si svilupperà fino a un’altezza di 23 metri. Sarà racchiuso da una grande teca trasparente di griglia metallica graduata che dialogherà con il contesto circostante e filtrerà la luce naturale. Gli spazi interni ruoteranno attorno a una corte urbana, delimitata dal recupero e valorizzazione delle mura esistenti in muratura. Le aree museali saranno organizzate in volumi opachi “a capsule”, collegati da passerelle vetrate e parzialmente sospesi sopra il parco interno.

I materiali scelti — cemento armato, strutture in legno e facciate vetrate — rispecchiano l’attenzione a una composizione architettonica ibrida e modulare, pensata per garantire la massima flessibilità allestitiva e la possibilità di ospitare esperienze immersive, mostre temporanee e percorsi interattivi.

Spazi pubblici e permeabilità urbana

Uno degli elementi centrali del progetto è la piena apertura del piano terra alla città. Il museo non sarà solo un contenitore di collezioni scientifiche, ma un luogo di incontro e socialità.

Sono previsti:

  • un ampio foyer a doppia altezza;
  • una caffetteria;
  • un bookshop;
  • un ristorante con affaccio su via Guido Reni;
  • un parco aperto fruibile dai cittadini.

Sostenibilità e innovazione energetica

Grande attenzione è riservata al tema della sostenibilità ambientale. La copertura e l’intera facciata sud saranno rivestite da celle fotovoltaiche integrate, in grado di produrre una quota significativa di energia elettrica per alimentare l’edificio.

Inoltre, le strutture interne in calcestruzzo verranno demolite e riciclate mentre le facciate storiche saranno conservate e valorizzate. Una scelta progettuale che unisce la tutela della memoria storica alla volontà di ridurre l’impatto ambientale.

Referenze immagini: Roma si trasforma

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