Milano.
Gennaio 2026. Qualcuno se ne sarà già accorto, altri forse non l’hanno nemmeno notato, ma da alcuni giorni, in diversi incroci della città, i pali dei semafori sono stati verniciati di un bel giallo intenso. Questa sembrerebbe essere la grande novità portata dai giochi olimpici che a breve cominceranno ad animare Milano.
Da anni, infatti, i semafori erano lasciati con i pali “al naturale”: semplici tubi zincati, dal tipico colore grigio maculato del metallo. Un tempo, soprattutto tra gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, molti semafori venivano dipinti di giallo; poi si è preferito lasciare il metallo a vista, fino ad arrivare a questi giorni. Per ora abbiamo visto i pali gialli dal Cordusio al Castello, ma anche in piazza Oberdan, a Porta Venezia, e in piazza della Repubblica. Va detto che qualche semaforo giallo esisteva già, installato un po’ a caso (come spesso succede a Milano), sicuramente riciclato da quelli più vecchi.








Peccato però che non siano state utilizzate vernici granulose, come avviene in altri Paesi — ad esempio nel Regno Unito — che impediscono l’applicazione di adesivi e manifesti. Anche perché, va detto, il Comune non pulisce praticamente mai questi elementi di arredo urbano.
Fa sorridere pensare che Milano sia stata la seconda città al mondo a installare un semaforo per il traffico: era il 1925, all’incrocio tra via Orefici, via Torino e via Mazzini. Sarebbe stato bello se il Comune avesse colto l’occasione per riproporre un semaforo “storico” che ne ricordasse la memoria proprio in quel punto strategico.
Forse avremmo preferito un colore più scuro, come succede a Roma o a Torino, ad esempio che sono i un bel verde scuro, o come sono a Londra, di un bel nero antracite, sicuramente più eleganti e meno disturbanti.




- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Comune di Milano, Semafori, Semaforo, Arredo Urbano, Pali, Imbrattamuri, Adesivi,
Ma perché gialli?! Visti dal vivo sono un pugno in un occhio. Troppo difficile scegliere un colore elegante tipo verde scuro o antracite
Sono più “visibili”
Sì, cinquant’anni fa quando d’inverno c’era la nebbia…
Hai ragione sono orribili. Quelli in acciaio con il supporto plastico nero sono molto più “razionali” ed eleganti.
Perchè buon gusto e sinistra sono due rette parallele.
Mi trovo d’ accordo con la perplessità esposta da Urbanfile, circa il colore di questi pali semaforici; appare evidente come siano disarmonici, in termini cromatici, nel contesto urbano di una città come è Milano.
Pensiamoci: quanto ci è voluto a capire che i tram potevano anche essere di un colore diverso dall’ arancione e i taxi potevano essere anche più discreti e “urbani” in livrea bianca…chissà forse tra circa un secolo (due-tre?) anche qui da noi avremo un sindaco che riesce a capire. Spiace, anche perchè l’ asse Duomo-Castello aveva finalmente ritrovato, va riconosciuto, una sua dignità perduta, a parte le baracche dei fast food che deprimono via Dante e le tolgono la sua bellezza.
Gratta gratta sotto il fascista si nasconde sempre l’assassino.
Lo vediamo a Minneapolis come a Voghera
ANTRACITE???? basta grigio per carità! ma che cavolo avete contro i colori saturi? fate i beccamorti di mestiere?
95 minuti di applausi
Lei voleva forse dire “colori sgargianti”? Perchè anche il colore antracite può essere saturo o desaturato. La risposta è poi nella sua domanda…ogni oggetto di arredo urbano ha la sua razionale ed estetica colorazione, i colori vivi e luminosi i milanesi li vorrebbero grazie ai fiori, in aiuole, vasi lugo le vie ecc. e invece ce li abbiamo sui pali dei semafori…
La questione sicurezza poi non c’ entra nulla, come si vede anche dalla foto, a fianco di un semaforo giallone c’è il paletto della segnaletica e così accade in tutta la città.
Tuutavia ora abbiamo almeno una spiegazione di certe scelte che appaiono immotivate, han messo al bando tutti questi semafori fascisti.
Assolutamente in disaccordo con voi, in una città come Milano che presenta a livello generale una mancanza di colore, usare un colore accesso, anche solo per identificare elementi di segnaletica verticale è un “elemento di disturbo” che secondo me funziona benissimo.
Vi prego, basta grigio.
Siamo già abbastanza disturbati a Milano, mi sembra eh…non c’è da aggiungere disturbo secondo una concezione anni settanta – provocatoria e nient’ altro – dell’ estetica urbana; lei non fa diventare allegra ed estetica una area ex industriale, abbandonata in un certo quartiere, verniciandola di rosa fucsia, viceversa può dare bellezza alla città se riconverte l’ area in un giardino (non un grattacielo).
Puoi scrivere quanti messaggi di pare, ma se ci sono opinioni differenti dalla tua, che accolgono positivamente il ritorno dei semafori gialli – lo stesso colore che adotta New York, per fare un’esempio – rassegnati e accettale anziché impancarti giudice supremo dei colori di Milano…. 😂
Anche tu puoi scriverne quanti ti pare, sai? Le opinioni altrui non mi creano alcun problema, dovresti però essere più logico nei tuoi post: hai decretato più di un ora e mezza di applausi a clementina che a sua volta ha definito “beccamorti” coloro i quali “osano” pensare che i pali gialli dei semafori in centro storico, a Milano, siano semplicemente antiestetici; quindi, i giudici supremi li trovi dalle tue parti.
Seconda cosa, New York non è proprio tutto questo esempio di bellezza urbana da prendere come riferimento, eh! Sicuramente non secondo i canoni che dovrebbero valere nei centri storici europei.
Poi, per farti capire meglio, che ogni oggetto ha il suo giusto colore..non so se hai presente che periodicamente le note industrie giapponesi ci provano a produrre reflex o mirrorless di colori diversi dal nero, ad es, rosse o bianche o rosa ecc,…risultato: non le compra nessuno. Oppure: certi colori di carrozzeria auto, prova a rivendere dal concessionario la tua automobile giallo taxi, com’ era un tempo…infatti anche per questo i tassisti hanno preferito passare al bianco.
A molti il giallo piace.
Stacce
Ma per piacere, il giallo nooo🤮 Per carità, piuttosto il beige, va con tutto.
Stacci lei.
Mah, mi pare che la logica della tua “logica” torni molto poco. Ho applaudito Clementina perché ha avuto il coraggio di esprimere un’opinione non allineata, punto.
Tu invece non vuoi ammettere queste opinioni fuori dai tuoi rigidi schemi. Se una città non ti gusta, allora non è un esempio, se fanno le macchine fotografiche colorate decreti che non le compra nessuno.
Insomma, sei il conformista per eccellenza 😅
Lettore Ale, Il conformismo è una virtù globalista e insieme allo schematismo, è tipico delle ideologie. I “decreti” pure…dunque il tutto non mi riguarda e poi, più banalmente, esistono i dati di vendita. Piccola osservazione: approfondisci il concetto di logica.
Ma se è bella la città “colorata” (in senso malinteso, eh) perchè è stato rimosso il bel pavè storico, rosso porfido, dalle strade – quello sì che dava colore e bellezza alle vie – e ora c’è l’ asfaltone?..Perchè mettere cubetti grigi nelle piazze da rinnovare al posto di aiuole fiorite…viene un magone a passarci…, e allora come la mettiamo con l “colori” da “beccamorti? Almeno si poteva riciclare questo pavè per le nuove piazze come san Babila e invece c’è il nuovo grigiume totale, appaiato al precedente pavè. Perchè demolire gioiose e graziose palazzine stile liberty per costruire tristi alveari umani? Per non parlare dei nuovi giardini… secondo molti milanesi più che altro ricordano cimiteri (beccamorti)… Ma basta mettere pacchiani paletti gialli dappertutto e la città l’è ‘na meraviglia!
Ormai caro lettore senza nome, ti stai avvitando su te stesso in ragionamenti che si possono anche apprezzare in parte, ma le cui conclusioni sono vacue e – ribadisco – senza alcuna logica.
Essere verboso non aiuta, al contrario 😉
Il giallo aiuta a non andare a sbattere quelli che camminano guardando il telefonino.