Milano, Precotto, Crescenzago e Cascina Gobba.
Aprile 2026. Nuovo aggiornamento dal cantiere per la realizzazione della Metrotranvia 7 “Interquartiere Nord” coprendo, nell’area Nord-Ovest i territori di Precotto, Quartiere Parco Adriano in via Tremelloni, Quartiere Adriano con l’omonima via, dove era stato creato il primo capolinea, seguito poi dal cantiere, ancora da completare della tratta che porterà la metrotranvia a Crescenzago passando da via San Mamete e poi sul nuovo ponte sulla Martesana, per poi attestarsi nell’apposito capolinea creato a Cascina Gobba in via Angelo Rizzoli.
In totale sono tre i tratti delle metrotranvia finanziati dal Pnrr per complessivi 86,3 milioni di euro a cui si aggiungono 120 milioni di fondi Foi e comunali.

PRECOTTO
Il tratto di via Roberto Tremelloni completato e inaugurato nell’ottobre scorso (2025) sino al capolinea di via Adriano, che comprendeva in un tratto di 1,5 chilometri, 5 fermate, è ora sospeso sino all’attivazione dell’ultimo tratto in costruzione, tratto che dovrebbe entrare in funzione tra inizio e primavera 2027.





CRESCENZAGO
Segue poi il tratto di via Roberto Tremelloni, fino all’ultima fermata di via Adriano, entrata in funzione soltanto lo scorso ottobre e rimasta attiva fino alla fine di febbraio di quest’anno.


A nord di via Adriano era stato infatti realizzato l’anello di capolinea per i tram tradizionali, utilizzato però solo per pochi mesi. Una soluzione temporanea resa necessaria dai consueti ritardi nei lavori: inizialmente l’infrastruttura avrebbe dovuto rimanere operativa per più di un anno, ma i tempi di operatività si sono drasticamente ridotti.
Nonostante ciò, l’intervento era già stato finanziato e si è quindi proceduto comunque alla realizzazione dell’anello, destinato però a essere presto smantellato per lasciare spazio al nuovo tracciato curvilineo che condurrà i tram verso via Trasimeno e Cascina Gobba. Una scelta che inevitabilmente solleva qualche interrogativo sull’opportunità di un investimento così effimero.





Via Trasimeno
Ed ecco la nuova strada, ancora priva di denominazione, che da via Adriano si estende fino a via privata Trasimeno, correndo parallelamente al campo sportivo di Crescenzago. Il tracciato attraversa poi via Trasimeno per proseguire in direzione dell’incrocio con via San Mamete.
Curiosa, infine, la scelta progettuale dei cordoli, che seguono un andamento non rettilineo: una soluzione apparentemente voluta, le cui motivazioni però non risultano del tutto chiare.








Via San Mamete
Ci spostiamo ora in via San Mamete, dove si trova l’antico borgo, un tempo frazione di Crescenzago. Qui la strada risulta interrotta da alcune settimane per consentire la posa dei binari tranviari che l’attraverseranno.
Nel frattempo è in fase di completamento il tratto adiacente della nuova viabilità, che prevede la realizzazione di una sede tranviaria protetta, affiancata da una carreggiata per il traffico veicolare e da una pista ciclabile.
Proseguono anche i lavori per la rampa ciclabile che consentirà di raggiungere la diramazione di via San Mamete verso Cascina Bosco — edificio che meriterebbe un intervento di restauro e valorizzazione — e il piccolo borgo con la cappella di San Mamete, situati a una quota inferiore rispetto alla strada principale.
Sullo sfondo prende forma il nuovo ponte sul Naviglio della Martesana, mentre ai lati della nuova arteria è prevista la creazione di un’area verde pubblica che si collegherà al sistema del canale. Un intervento atteso, che consentirà finalmente di collegare direttamente via Idro a via San Mamete, evitando il lungo percorso alternativo oggi necessario.













CASCINA GOBBA
Via Idro.
Il nuovo ponte si mostra da via Idro e lungo il Naviglio della Martesana, inserendosi nel paesaggio del canale. Non mancano, purtroppo, i segni del passaggio degli immancabili “scarabocchiatori” seriali, già entrati in azione sulle nuove superfici.
Osservando il fondo del canale, si nota inoltre la presenza di una maglia metallica posta a protezione di un letto in mattoni: una soluzione tecnica di cui, al momento, non è del tutto chiara la funzione.








Via Padova.
Spostiamoci ora in via Padova, all’altezza della rotonda in arrivo dalla tangenziale, punto in cui il tracciato tranviario proveniente dal nuovo ponte sulla Martesana si innesterà nella viabilità esistente. Qui è prevista anche la realizzazione della fermata “Mulini”.
Nel frattempo sono già state posate le rotaie nel tratto compreso tra il ponte e la rotonda, mentre i lavori proseguono anche oltre, sotto il cavalcavia di via Palmanova, segnando un ulteriore avanzamento dell’infrastruttura.






Cavalcavia di via Palmanova.
Via Padova si intreccia, passando sotto via Palmanova e così fanno anche i binari della nuova linea tranviaria.





Via Rizzoli.
Eccoci infine al futuro capolinea, attualmente in fase di realizzazione lungo il tratto terminale di via Angelo Rizzoli, subito oltre l’incrocio con via Padova.
Resta però qualche perplessità sulla scelta progettuale: non si è infatti optato per portare la fermata della metrotranvia direttamente nel piazzale della stazione della metropolitana, soluzione che avrebbe evitato la realizzazione di un ponte-passerella sul fiume Lambro e l’installazione di ascensori, la cui efficienza nel tempo resta sempre un’incognita.
La necessità di inserire una passerella a lato del ponte, peraltro in uno spazio già fortemente condizionato dalla presenza delle infrastrutture esistenti, rischia inoltre di appesantire ulteriormente l’impatto visivo dell’area, già oggi caratterizzata da una certa complessità e disordine.






Passerella ascensori.
A seguire, si iniziano a intravedere le prime strutture della nuova passerella pedonale, pensata per collegare il capolinea tranviario con la stazione della metropolitana di Cascina Gobba (linea M2), facilitando così l’interscambio tra i due sistemi di trasporto.




- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, ATM, Comune di Milano, Comune di Milano, Tommaso Aiello
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