Milano, Porta Vittoria.
Maggio 2026. Nuovo aggiornamento dal cantiere per la costruzione della BEIC – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura – in fase di realizzazione nell’area di viale Molise sempre a Porta Vittoria, partito nel novembre 2023.
La nuova struttura per la cultura è in fase di costruzione nel lotto sito tra viale Molise, via Monte Ortigara e Via Cervignano e non più come originariamente lungo viale Umbria e via Ortigara, dove è realizzato il nuovo parco dell’Otto Marzo.
Ricordiamo che il progetto è firmato da un gruppo formato dai progettisti: Angelo Raffaele Lunati (capogruppo con Onsitestudio), Manuela Fantini, Marcello Cerea, Giacomo Summa, Francesca Benedetto, Luca Gallizioli, Giancarlo Floridi, Davide Masserini, Antonio Danesi, dai consulenti Silvestre Mistretta, Giuseppe Zaffino, Fabrizio Pignoloni e dalla collaboratrice Florencia Collo.
Prosegue il montaggio delle vetrate che rivestiranno l’edificio, intanto sono ancora in corso gli interventi per realizzare le solette dei piani, in legno e i rivestimenti di alcune pareti.



























A Milano in questi giorni si è acceso il dibattito sul futuro della storica Biblioteca Sormani in vista dell’apertura della nuova BEIC, prevista nell’area di Porta Vittoria.
L’idea del Comune è quella di trasferire alla nuova grande biblioteca metropolitana gran parte delle funzioni centrali e delle collezioni contemporanee oggi ospitate alla Sormani, che da settant’anni rappresenta uno dei principali luoghi di studio e consultazione della città.
Proprio questo trasferimento ha però generato preoccupazioni tra bibliotecari, studiosi, studenti e frequentatori abituali della Sormani. Il timore è che lo storico Palazzo Sormani possa perdere la sua funzione pubblica di biblioteca, venendo trasformato in uno spazio culturale più generico, magari aperto anche a utilizzi commerciali o semi-privati. Per questo sono nati appelli, assemblee e richieste di maggiore trasparenza sul progetto.
Il Comune di Milano, attraverso l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e il sindaco Giuseppe Sala, ha però rassicurato sul fatto che Palazzo Sormani manterrà una destinazione culturale pubblica e accessibile, anche dopo il trasferimento delle principali attività bibliotecarie alla BEIC. Si parla di una possibile “complementarietà” tra le due strutture: la BEIC più contemporanea, digitale e internazionale, mentre la Sormani potrebbe conservare una vocazione storica, di studio, archivio e presidio culturale nel cuore della città.
Il nodo centrale del dibattito riguarda quindi non solo il destino dell’edificio, ma anche il ruolo stesso delle biblioteche pubbliche a Milano: molti cittadini chiedono che la Sormani non venga svuotata della sua identità e continui a essere un luogo vivo, gratuito e aperto a tutti.


- Referenze immagini: Roberto Arsuffi;
- Porta Vittoria, Calvairate, B.E.I.C. – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, BEIC, viale Molise, via Monte Ortigara, Via Cervignano, Architettura, Biblioteca, Passante ferroviario, OnSite Studio
Il problema è reale e le rassicurazioni dell’assessore non bastano
La Sormani non può essere solo un punto prestito
Nel centro storico le bibliiteche di pubblica lettura scarseggiano e non ha senso chiudere quella più amata e frequentata
Che fine faranno le sue raccolte? Quelle che Beic non potrà o non vorrà gestire?
E poi chi avrà la governance della nuova biblioteca ? Il Comune o la Fondazione Beic?
E in che forma sarà gestita?
Chi è quando farà le assunzioni ?
E in quale CCNL saranno inquadrati i nuovi assunti?
Oggi alle 10.30 è prevista una conferenza stampa a Palazzo Marino
Spero che qualcuno vogkia porre questi problemi
Gianni
Spero vivamente che le rassicurazioni del sindaco Sala, che gode della mia fiducia e dell’assessore Sacchi, abbiano seguito. La trasformazione del centro di Milano degli ultimi anni, preoccupano però, e fanno pensare al contrario. I cittadini hanno perciò fatto quadrato attorno alla Sormani, luogo centrale e non solo simbolico, ma vissuto da molti.
Io non sono né architetto né ingegnere, monto solo infissi… però una domanda mi viene spontanea
Chi ha progettato questa biblioteca, a Milano d’estate ci è mai stato?
Perché quei finestroni sono pure belli, eh… ma più li guardo più mi sembra una serra con i libri dentro. .. e non ditemi “esiste l’aria condizionata”, perché così poi é inutile parlare di risparmio energetico e sostenibilità.
Magari sbaglio io, però ho il sospetto che sia uno di quei progetti perfetti per le riviste: tanta luce naturale, linee pulite, rendering spettacolari…e poi nella realtà, con 35 gradi fuori, la gente dentro cuoce lentamente ma in modo molto elegante.
Forse è semplicemente archidesign: funziona benissimo tra studio, vernissage e aperitivi… un po’ meno quando ci devi passare un pomeriggio a luglio