Milano | Porta Vittoria – Parco 8 marzo, il nostro sopralluogo

Lo scorso 8 marzo 2023 è stato inaugurato il parco dedicato a tutte le donne e realizzato dove doveva sorgere la prima versione della famosa BEIC (Biblioteca europea di informazione e cultura) a Porta Vittoria. Il parco-giardino si unisce (anche se con non poche difficoltà, visto gli scarsi attraversamenti di viale Umbria in quel puto) col vicino Parco Formentano in largo Marinai d’Italia.

La storia travagliata di questo parco ha visto finalmente la fine con l’apertura al pubblico dopo anni di stallo e di lavori. Qui trovate un po’ di storia riassunta in poche righe.

Il parco copre un’area delimitata da viale Umbria, via Monte Ortigara e via Cervignano, di circa 30mila metri quadri, dove al suo interno hanno trovato spazi con attrezzature per bambini, per lo sport e passeggiate, oltre ad aree per il relax e il picnic. Il progetto è stato curato da Laura Gatti, progettista architettonica, paesaggistica e agronomica.

Noi abbiamo fatto un giretto con reportage fotografico in questi giorni di fine inverno. Siamo giunti sul posto tramite il comodissimo passante ferroviario, sbucando in Via Cervignano, via che in questi giorni si è colorata di bianco per le fioriture delle piante presenti nella via. Qui siamo ancora un po’ nella via di mezzo, dove Via Cervignano e viale Molise. Da questo punto, inoltre, si può notare il tratto di parco confinante col complesso residenziale e ricettivo realizzato sul lato di via Giovanni Cena e che dopo 8 anni ancora non è stato consegnato ma solo completato.

Entriamo nel parco. Naturalmente perché gli alberi siano alti e facciano ombra ci vorranno ancora alcuni anni, ma l’effetto è certamente molto belo.

Nell’area centrale è stata ricavata una sorta di piazza con questi “bizzarri” tasti da computer che fungono da podio o seduta.

Altri blocchi in pietra o cemento, muri in acciottolato e strane chiocciole o S son state posizionate un po’ ovunque.

Sul lato meridionale, verso via Monte Ortigara piccoli dossi “isolano” un pochino dal traffico il giardino.

Tr ai bizzarri oggetti inseriti nel giardino si trovano anche questi dossi fumati da una rete metallica. Ci chiediamo quanto dureranno?

Dobbiamo dire che il parco ci è piaciuto, ma lo troviamo anche troppo attraversato dai dialetti in cemento drenante o in pietra che, verso le case e l’area dell’Esselunga, appare, secondo me, eccessivo. Avrei preferito vedere più prato e meno strade.

Altra nota che troviamo poco attenta, e che procurerà sicuramente col tempo la creazione di diversi “sentieri spontanei”, vista la mancanza di connessioni in verticale tra i vialetti che corrono in parallelo con via Monte Ortigara.

Carina la panca lunga e i portali in corten.

Eccoci giunti all’incrocio con viale Umbria.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi;

Porta Vittoria, Calvairate, B.E.I.C. – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, BEIC, viale Molise, via Monte Ortigara, Via Cervignano, Architettura, Biblioteca, Passante ferroviario,

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

23 commenti su “Milano | Porta Vittoria – Parco 8 marzo, il nostro sopralluogo”

  1. Raggiunge a malapena la sufficienza. Dato che non vedo tutti questi giochi né attrezzature e/o campi sportivi.. E neppure una banale fontanella!

    Rispondi
  2. Chi ha fatto quella piantina? Ci sono inesattezze. Es. Via Cena non è assolutamente indicata e quel tratto di strada è contrassegnato come Via Piranesi

    Rispondi
  3. A me piacciono di più i parchi “vivi”, dove ti sdrai sull’erba dove capita con le coperte o ti raduni sotto un albero un po’ a caso.

    Questo giardino invece mi sembra troppo “direttivo”: decide lui dove cammini, in che direzione, dove ti siedi ecc ecc. In più le piazzette con tante sedute a Milano non funzionano bene perchè diventano zona di bivacco e non mi pare proprio ci siano cestini dei rifiuti a sufficienza.

    Detto questo, ben venga il parco che è di certo meglio della schifezza che c’era prima e speriamo solo di fare di meglio col prossimo.

    Rispondi
      • Tipo il parco (Largo Marinai D’Italia) che c’è già a 100mt e di cui questo è la naturale estensione.

        Dialogo e preesistenza non sono necessariamente concetti da applicare solo agli edifici?

        Rispondi
        • Esatto, non dev’essere applicato necessariamente anche agli edifici, altrimenti sai che città monotona…

          Sono proprio la varietà e il contrasto che creano interesse e sviluppano la creatività! 😉

          Rispondi
          • Verissimo ma in questo specifico caso mi sembra un argomento molto simile alla proverbiale edera che serve a mascherare gli errori degli architetti 🙂

  4. Freddo, cervellotico, innaturale, bisognava creare diversi livelli di terreno simulando, almeno in parte un ambiente naturale che invitasse a scoprirlo. Credo che non rispecchia il desiderio di evasione e visione di chi andando a passeggiare cerca un po’ di dimenticare cemento ed edifici cubici e tratti troppo geometrici. Giudizio negativo! Quando si vuole stupire, è peggio…….

    Rispondi
  5. Nel settembre 2020 sono iniziati i lavori, fisicamente intendo, dopo
    le lunghe dispute giuridiche. Terminati (quasi!) 8 marzo 2023. Sempre
    visto solo pochi o niente operai e macchine al lavoro. Condivido tutto
    quanto detto: troppi inutili vialetti paralleli, ma poi perchè di 3 o
    4 pavimentazioni diverse, per “farlo strano”? Benissimo invece i
    tavoloni. Ben detto freddo, cervellotico, innaturale, immagino che
    l’architetto si sia spremuto molto le meningi, ecco la prossima volta
    un po’ meno. La strana area con bizzarri tastoni da computer cioè con
    sedute scomode, senza alberi, area inutile, vuota, inutilizzabile.
    Troppe cosette “strane” che non si capiscono quindi inutili. Sarebbe
    stato meglio più semplici prati per giochi liberi al pallone come
    negli annni 60 (però…i cani e le loro deiezioni? è entrata libera
    per i cani?) Dulcis in fundo un piccolo particolare però assurdo: su
    viale Umbria i due vialetti terminano con un assurdo inutilissimo
    gradino (ultima foto) e quindi una persona in sedia a rotelle (vista
    personalmente) costretta a fare il giro.

    Rispondi
    • Puoi essere il più pravo a progettare e a vincere concorsi e a prendere commesse, ma se poi quello che fai non piace a chi lo deve usare o non è pratico…

      Rispondi
    • Meno male che la gente non rinuncia a ragionare come fa lei, invece; pensi se la sua logica venisse accettata riguardo all’ utilità o meno di fare le guerre, affidandoci al giudizio di produttori di armi e di generali; saremmo sempre in pace e prosperità…eccome!

      Circa il cosiddetto “giardino” vorrei complimentarmi con i cosiddetti paesaggisti, che riescono sempre a fare in modo che anche un giardino urbano susciti sentimenti come malinconia, tristezza e anche un po’ di angoscia e che porti a pensare: “ma dove sono capitato? Dov’è l’ uscita? “

      Rispondi
  6. No semplici utilizzatori del parco. Il parere di chi atro conterebbe di più? Per chi è su una sedia a rotelle il parere conta doppio. Idem il parere del prode Roberto Arsuffi.

    Rispondi
  7. Che peccato avrebbero potuto prendere spunto da city life invece hanno voluto fare cose nuove senza mettere prati, avrei fatto più zone collinari è più isolate della strada. E poi come dico sempre di notte vanno chiusi i parchi. Quindi un bel recinto per tenerlo pulito. Come a city life. E non iniziate a dire chi paga. Paghiamo noi cittadini due cazzo di guardie che lavorano tutto l’anno con i turni, e costa meno che ripulire tutte le mattine le schifezze che lascerà la gente di merda che di notte va nei parchi anziche dormire

    Rispondi
    • A me sembra invece proprio la copia di CityLife: poca natura e tante amenità.

      Almeno in questo parco, quando gli alberi saranno cresciuti, ci saranno buone probabilità di avere visuali prive di dildi giganti in primo piano.

      Rispondi
  8. Meno male che dopo anni di lavori finalmente sia stato completato… ad alcune perplessità espresse da altri utenti aggiungo che i giochi per bambini ci sono, ma sono strutture alte con reticoli da arrampicare non proprio facili da utilizzare per i bambini piccoli.
    Anche per arrivare allo scivolo della struttura non c’è la classica scaletta, ma i bambini si devono arrampicare.
    Mi sembra una moda recente quella di fare queste strutture “da arrampicata” (v. viale argonne o parco forlanini) che non comprendo molto: mi viene il sospetto che si voglia fare qualcosa dal design accattivante, ma si pensa poco alla funzionalità (come per altri aspetti del parco sottolineati da altri).
    Mia figlia alla fine gioca meglio con i più classici castelli e casette in legno di piazza grandi.

    Mi rimane poi il mistero del destino di tutta la parte di immobili accanto (il mall, l’hotel ecc.ecc.) in cui mi sembra non si muova una foglia.

    Rispondi
  9. Meno male che dopo anni di lavori finalmente sia stato completato… ad alcune perplessità espresse da altri utenti aggiungo che i giochi per bambini ci sono, ma sono strutture alte con reticoli da arrampicare non proprio facili da utilizzare per i bambini piccoli.
    Anche per arrivare allo scivolo della struttura non c’è la classica scaletta, ma i bambini si devono arrampicare.
    Mi sembra una moda recente quella di fare queste strutture “da arrampicata” (v. viale argonne o parco forlanini) che non comprendo molto: mi viene il sospetto che si voglia fare qualcosa dal design accattivante, ma si pensa poco alla funzionalità (come per altri aspetti del parco sottolineati da altri).
    Mia figlia alla fine gioca meglio con i più classici castelli e casette in legno di piazza grandi.

    Mi rimane poi il mistero del destino di tutta la parte di immobili non terminati accanto (il mall, l’hotel ecc.ecc.) in cui mi sembra non si muova una foglia.

    Rispondi

Lascia un commento