Roma | Prati – L’ex deposito ATAC di Piazza Bainsizza rinasce con Stefano Boeri: una nuova agorà verde sopra la città

Roma, Prati.

Maggio 2026. Roma continua a interrogarsi sul destino dei suoi grandi vuoti urbani. Spazi industriali, infrastrutture dismesse, frammenti di città che per decenni hanno separato invece di connettere. Tra questi c’è anche l’ex deposito ATAC di Piazza Bainsizza, nel quartiere Prati-Delle Vittorie: un grande complesso di origine novecentesca, inutilizzato da quasi vent’anni, che ora si prepara a una nuova vita grazie al progetto firmato Stefano Boeri Architetti

L’intervento punta a trasformare un’ex infrastruttura del trasporto pubblico in un nuovo polo urbano multifunzionale, aperto al quartiere e alla città. Un progetto che Urbanfile legge come una delle operazioni più interessanti sul tema del riuso urbano in Italia, soprattutto perché sceglie di lavorare non sulla sostituzione, ma sulla reinterpretazione di una struttura esistente.

Credit: Diario Romano

Da rimessa tranviaria a nuovo pezzo di città

I Depositi delle Vittorie sorgono in Piazza Bainsizza, nel cuore del quartiere Prati, in un contesto fortemente residenziale e piuttosto compatto, caratterizzato da una densità edilizia elevata e da una presenza limitata di grandi spazi verdi pubblici.

Nato come infrastruttura tecnica per la mobilità urbana del primo Novecento, il complesso ha rappresentato per anni uno dei nodi logistici del trasporto romano. Poi, con il progressivo mutare delle esigenze della rete ATAC, l’area ha perso funzione e centralità, trasformandosi in un grande vuoto urbano.

Negli anni non sono mancate ipotesi di trasformazione. Alcune prevedevano quote importanti di residenziale, altre una più tradizionale valorizzazione immobiliare. Il nuovo progetto cambia radicalmente approccio: niente nuove abitazioni, ma una destinazione interamente pubblica e collettiva nelle funzioni.

Una scelta che appare coerente con il quartiere: in una zona già fortemente abitata, forse ciò che mancava davvero non erano altri appartamenti, ma nuovi spazi di relazione.

16.000 metri quadrati di rigenerazione urbana

L’intervento riguarda un’area di circa 16.000 metri quadrati.

Il progetto immagina un hub multifunzionale capace di ospitare:

  • spazi culturali
  • aree per creatività e formazione
  • commercio
  • coworking
  • attività ricettive
  • tempo libero
  • servizi per il quartiere

L’idea è quella di costruire un luogo vivo durante tutto l’arco della giornata, evitando il rischio di creare un contenitore monofunzionale destinato a svuotarsi in determinate fasce orarie.

Dal punto di vista urbanistico, il progetto cerca di trasformare una cesura in una connessione.

Il vero colpo di scena? Un parco pensile di 8.000 mq

L’elemento più scenografico è senza dubbio il grande giardino pensile previsto in copertura.

Parliamo di circa 8.000 metri quadrati di verde sospesi a 15 metri d’altezza.

Non semplicemente un rooftop garden decorativo, ma un vero spazio pubblico sopraelevato, pensato come estensione urbana e luogo esperienziale.

Il progetto immagina un percorso quasi labirintico tra:

  • boschetti geometrici
  • terrazze panoramiche
  • “stanze verdi”
  • installazioni artistiche
  • percorsi espositivi all’aperto

Una sorta di museo a cielo aperto immerso nel paesaggio vegetale, con visuali che dialogheranno con Monte Mario e con il tessuto compatto del quartiere.

Un’impostazione che richiama alcuni temi cari a Stefano Boeri: il verde come infrastruttura urbana attiva, non come semplice elemento ornamentale.

Due piazze, una a terra e una in quota

Interessante anche il sistema degli spazi pubblici.

Al piano terra, la corte interna dell’ex deposito verrà aperta alla città come una nuova agorà urbana: una piazza permeabile, dedicata a tempo libero, incontro e servizi.

In quota, invece, il giardino pensile costituirà una seconda piazza, più contemplativa e paesaggistica.

Il risultato è un doppio livello di spazio pubblico che prova a moltiplicare le occasioni di socialità in un quartiere dove gli spazi aperti di questo tipo non abbondano.

Un progetto che parla anche di clima urbano

In una città sempre più colpita dalle ondate di calore, il tema ambientale non è secondario.

L’inserimento di alberi, arbusti e vegetazione perenne punta a:

  • aumentare biodiversità urbana
  • migliorare il microclima locale
  • contribuire all’ombreggiamento
  • ridurre l’effetto isola di calore
  • migliorare qualità dell’aria

La scelta botanica guarda alla tradizione romana e mediterranea, ma adattata alle mutate condizioni climatiche contemporanee.

Urbanfile Verdict

Questo progetto sembra interessante soprattutto per una ragione: non usa la rigenerazione urbana come sinonimo di semplice valorizzazione immobiliare.

L’ex deposito non diventa l’ennesima operazione residenziale premium, ma prova a costruire una nuova centralità pubblica.

Molto dipenderà naturalmente dalla qualità finale dell’architettura, dall’effettiva accessibilità degli spazi e dalla capacità di mantenere davvero aperta e viva questa nuova “agorà”.

Sulla carta, però, il passaggio da infrastruttura chiusa a pezzo di città condiviso è una direzione che convince.

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

2 commenti su “Roma | Prati – L’ex deposito ATAC di Piazza Bainsizza rinasce con Stefano Boeri: una nuova agorà verde sopra la città”

  1. Assolutamente no: la Giunta ha approvato una “Memoria avente ad oggetto la rigenerazione urbana dell’Ex Rimessa A.T.A.C. Vittoria del 30 Aprile 2026” che riguarda un progetto presentato dalla proprietà, che “prevede un aumento della SUL superiore del 20% di quella preesistente, nonché un aumento della densità edilizia oltre i 3 mc/mq fino a 4,98 mc/mq” con “interventi demolizione e ricostruzione con diversa sagoma” e nel “mix funzionale” comprende “funzioni abitative pari al 60% del totale, ovvero 9000 mq e 242 nuovi abitanti”.

    Questo significa aumenti dei volumi per speculazione edilizia.

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  2. Inoltre lo spazio non sarà pubblico bensì privato, ma reso accessibile al pubblico in definite sezioni e durante gli orari concessi.

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