Milano, Centro Storico.
Maggio 2026. Via Broletto è una delle strade più antiche del centro di Milano. Dalla Curia ducis, l’attuale Cordusio, si diramava verso Como attraversando l’antica Porta Comacina. Ancora oggi è affiancata da case a schiera tipiche della vecchia Milano, palazzi d’uffici tra Otto e Novecento e da edifici di grande valore storico, come la chiesa di San Tomaso in Terramara, dalle origini antichissime e con l’attuale facciata ottocentesca.
Per un periodo la via ospitò anche il Broletto Nuovissimo, sede municipale della città dal 1786 al 1861, anno in cui gli uffici comunali furono trasferiti a Palazzo Marino, dove ancora oggi si trovano. Insomma, una strada centrale, storica e dignitosa, che però oggi appare trasformata in una sorta di enorme parcheggio a cielo aperto per scooter e motocicli.
L’intera via è ormai occupata da motorini parcheggiati ovunque, spesso direttamente sui marciapiedi o in spazi che dovrebbero restare liberi per i pedoni. Una situazione che solleva inevitabilmente alcune domande: possibile che non esistano regole o controlli adeguati? È davvero inevitabile vivere in una città tanto caotica e disordinata?

A criticare questa situazione è stato anche l’architetto Leopoldo Freyrie, che in un’intervista al Corriere della Sera ha puntato il dito contro il degrado di piazza Ferrari e dell’area dietro al Teatro Filodrammatici, recentemente riqualificata grazie a un intervento del fondo Ardian insieme al Comune di Milano. Nonostante l’allargamento dei marciapiedi e la pedonalizzazione pensata per restituire spazio e decoro ai pedoni, l’area è tornata rapidamente a essere invasa da scooter, biciclette e mezzi in sharing parcheggiati in modo irregolare.
Secondo Freyrie il problema non riguarda soltanto piazza Ferrari, ma molti spazi pubblici milanesi recentemente riqualificati, da Piazza San Babila a Corso Europa, passando per Foro Bonaparte e Piazza San Sepolcro. L’architetto denuncia soprattutto l’assenza di controlli e di una vera strategia capace di proteggere le aree pedonali: senza barriere fisiche e senza vigilanza costante, gli spazi restituiti ai cittadini vengono rapidamente occupati dalla sosta selvaggia, dove prevale sempre la necessità di lasciare il motorino il più vicino possibile alla propria destinazione.
Per Freyrie, Milano continua a investire nella riqualificazione urbana e nell’ampliamento degli spazi pubblici, ma senza affrontare seriamente il tema della gestione e della tutela di questi luoghi. Il rischio è che, nonostante gli interventi e le spese sostenute, prevalgano ancora una volta cattive abitudini e comportamenti ormai consolidati.


















- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
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parliamoci chiaro: come avviene all’estero, alcune vie centrali devono essere limitate ai pedoni, tram e cicli. Il Comune deve individuare un paio di tracciati (uno inbound, l’altro outbound) per i taxi – togliendo però l’orribile stazione taxi da P.za Duomo. – e trovare qualche spazio per la sosta di motocicli (ma se anche i loro proprietari prendessero il tram, sarebbe meglio).
Vedi città tedesche e francesi, o Zurigo (città dove vivono dei maghi che – da decenni – riescono ad attuare la preferenziazione semaforica per i mezzi pubblici, qui ancora un sogno).
una schifezza
Leggo e sento dire… finalmente metteranno le targhe ai monopattini ma questi qui le targhe le hanno da un bel pò :-DDD
Io vorrei veramente capire quale danno enorme alle casse comunali viene fatto DOLOSAMENTE da parte della Polizia Locale… Una sola pattuglia in 6h di lavoro al giorno (3 verbali l’ora, proprio con comodo) farebbe 300.000 euro in un anno. Anche se NON si vuole risolvere non capisco perché almeno non battere cassa…
Purtroppo senza targa non verranno mai multati… 😀