Milano | Piano Casa – Una nuova partecipata per gli affitti calmierati: fino a 1.000 appartamenti per partire

Milano.

Settembre 2026. Il Comune di Milano prova a mettere un nuovo tassello nella strategia per affrontare uno dei problemi ormai più pressanti della città: quello della casa e degli affitti sempre meno accessibili per una larga fascia della popolazione.

La Giunta di Palazzo Marino ha approvato le linee guida per la costituzione della “Società della Casa”, una nuova società interamente pubblica che avrà il compito di acquisire, recuperare e gestire immobili da destinare prevalentemente alla locazione a canone calmierato. Il provvedimento, proposto dall’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa Emmanuel Conte, rappresenta un nuovo capitolo del Piano Straordinario per la Casa Accessibile avviato dal Comune nel 2024.

Una società pubblica per il patrimonio abitativo

L’obiettivo è creare una struttura stabile che possa occuparsi nel tempo del patrimonio destinato all’housing sociale, con una forte regia pubblica. La proprietà degli immobili dovrebbe infatti rimanere prevalentemente in capo al Comune, mentre la nuova società avrebbe il compito di recuperarli, valorizzarli e gestirli.

La struttura sarà sviluppata integrando o partendo dalle competenze di MM, la partecipata comunale che già gestisce, tra le altre cose, gran parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica della città. Alla società potranno essere conferiti immobili comunali già esistenti, edifici oggi vuoti e beni che Palazzo Marino acquisirà in futuro da altri soggetti pubblici o privati. È inoltre previsto un contributo comunale in conto capitale.

Secondo quanto emerso in queste ore, la dotazione iniziale potrebbe essere tutt’altro che trascurabile: l’obiettivo indicato dall’assessore Conte è partire con circa 500-1.000 appartamenti. Nel patrimonio potrebbero confluire alcuni immobili attualmente inseriti nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari (PAVI), oltre a 170 appartamenti tornati nella disponibilità del Comune dopo la conclusione dei fondi immobiliari 1 e 2 e ad alcuni immobili legati al progetto metropolitano Sistema Abitare, che coinvolge anche Cologno Monzese, Gorgonzola e Gessate.

A questi si potranno aggiungere nuovi acquisti: il Comune ha già previsto 50 milioni di euro per acquisire abitazioni e immobili da destinare alla politica della casa accessibile.

Case per chi guadagna troppo per l’ERP ma troppo poco per il mercato

La nuova società non dovrebbe sostituire l’attuale sistema delle case popolari, ma affiancarlo occupandosi soprattutto di quella fascia di cittadini che oggi si trova in una sorta di terra di mezzo: persone che non possiedono i requisiti per accedere all’ERP, ma che allo stesso tempo incontrano crescenti difficoltà a sostenere gli affitti del libero mercato milanese.

Il Piano Casa aveva già individuato come riferimento lavoratrici e lavoratori con redditi indicativamente compresi fra 1.500 e 2.500 euro al mese. L’obiettivo dichiarato dal Comune è mantenere il costo dell’abitazione entro livelli sostenibili rispetto allo stipendio.

In altre parole, si pensa soprattutto a giovani, famiglie, insegnanti, infermieri, impiegati e lavoratori che negli ultimi anni hanno visto crescere enormemente il peso della casa sul proprio reddito e che rischiano sempre più spesso di essere espulsi dalla città.

Un altro tassello del Piano Straordinario Casa

La “Società della Casa” andrebbe ad affiancare gli altri strumenti messi in campo negli ultimi due anni da Palazzo Marino.

Il Piano Straordinario Casa mantiene infatti l’obiettivo di arrivare, nel lungo periodo, a 10.000 nuovi alloggi accessibili in dieci anni. Nella primavera del 2026 sono già stati pubblicati i primi tre bandi relativi alle aree comunali di via Sant’Elia, nell’area dell’ex Palasharp, via San Romanello a Quinto Romano e via Bovisasca, con concessioni in diritto di superficie per 90 anni e l’obbligo di realizzare abitazioni destinate all’affitto calmierato.

Per questi interventi il Comune ha fissato inizialmente un canone medio massimo di 90 euro al metro quadrato all’anno, equivalente, per fare un esempio, a circa 375 euro mensili per un appartamento di 50 metri quadrati, per almeno i primi trent’anni.

La nuova società dovrebbe agire su un fronte complementare: non soltanto costruire su aree pubbliche, quindi, ma soprattutto recuperare edifici esistenti, rimettere in circolo appartamenti vuoti e acquistare nuovo patrimonio, evitando che gli immobili pubblici potenzialmente utili alla politica abitativa vengano semplicemente alienati.

I prossimi passaggi

Per ora si tratta ancora delle linee guida e la Società della Casa, dunque, non è ancora formalmente costituita.

Gli uffici comunali dovranno completare gli approfondimenti tecnici, giuridici, fiscali ed economico-finanziari, individuando anche un primo gruppo di immobili da conferire alla società. Entro ottobre 2026 è prevista la definizione della struttura societaria e del piano economico-finanziario, che dovranno poi essere sottoposti al Consiglio comunale. L’obiettivo indicato dall’Amministrazione è arrivare alla costituzione della società entro la fine dell’anno.

Si tratta quindi di un progetto ancora tutto da verificare nella sua concreta applicazione: saranno soprattutto il numero e le condizioni degli immobili conferiti, le risorse disponibili per recuperarli e l’effettivo livello dei canoni a determinare la portata dell’operazione.

L’intenzione di Palazzo Marino è comunque quella di trasformare la politica dell’affitto accessibile da insieme di singoli interventi a strumento permanente della città, costruendo progressivamente un patrimonio pubblico destinato alla locazione calmierata e sottratto alle oscillazioni del mercato.

Un obiettivo sicuramente ambizioso per una città come Milano, dove il costo dell’abitare è diventato negli ultimi anni una delle questioni più delicate. Ora bisognerà vedere quanto velocemente questa nuova “Società della Casa” riuscirà a passare dalle linee guida agli appartamenti realmente disponibili.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi
  • Edilizia pubblica, ERP, Società della Casa, canone calmierato, Piano Straordinario per la Casa Accessibile, Comune di Milano
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