Milano | Viabilità – Al via la riqualificazione dei binari in via Bramante, via Torino e via Cesare Correnti

Milano.

Febbraio 2026. Prenderanno il via a breve due importanti interventi di riqualificazione della carreggiata e di rinnovo dei binari tranviari. Il primo cantiere sarà attivato mercoledì 4 marzo in via Bramante (Porta Volta); il secondo inizierà lunedì 9 marzo e interesserà via Torino e via Cesare Correnti (in Centro Storico).

Entrambi gli interventi si rendono necessari per risolvere criticità significative legate al deterioramento del manto stradale. Le problematiche derivano sia dall’usura causata dalla presenza contemporanea di binari e traffico veicolare, sia da un sistema di smaltimento delle acque meteoriche non più adeguato all’intensità delle precipitazioni. I lavori saranno inoltre l’occasione per riqualificare alcuni tratti della rete idrica.

La manutenzione straordinaria comprenderà il rifacimento completo della sede stradale e dell’armamento tranviario, affidato ad ATM, oltre alla sistemazione delle bocche di lupo, della rete fognaria e dell’acquedotto, a cura di MM.

Il cantiere di via Bramante, con conclusione prevista a settembre, interesserà circa 4.000 metri quadrati di pavimentazione, 1.400 metri di binari e il rinnovo delle caditoie lungo l’intero tracciato di 750 metri. A causa della conformazione particolarmente stretta della via, la strada sarà chiusa al traffico per tutta la durata dei lavori, che verranno comunque organizzati per fasi così da garantire, per quanto possibile, l’accesso ai passi carrai. Nei periodi in cui ciò non sarà possibile, l’Amministrazione metterà a disposizione dei residenti posti auto in un parcheggio nelle vicinanze, coprendone i costi per l’intera durata dell’intervento.

I lavori in via Torino e via Cesare Correnti si protrarranno dal 9 marzo fino a ottobre, con una riapertura parziale di via Torino prevista già da metà settembre. L’intervento coinvolgerà complessivamente 2.000 metri di binari e circa 9.000 metri quadrati di superficie stradale: il 65% sarà realizzato in asfalto rosso, mentre il restante 35% manterrà la pavimentazione in pietra esistente.

In accordo con la Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, i masselli saranno ricollocati in via Torino nell’area compresa tra piazza Duomo e il Civico Tempio di San Sebastiano, di fronte alla chiesa di San Giorgio a Palazzo e in largo Carrobbio. Parte del materiale recuperato sarà inoltre riutilizzato in strade meno trafficate e in prossimità di edifici di particolare valore storico e architettonico. Nell’area Correnti-Carrobbio sono previsti anche interventi sulla rete dell’acquedotto. Anche in questo caso la circolazione sarà consentita a tratti ai residenti e al traffico strettamente locale.

Durante i cantieri alcune linee del trasporto pubblico subiranno deviazioni: i tram 12 e 14 per via Bramante; le linee 2, 3 e 14 per via Torino. Tutte le informazioni di dettaglio e i percorsi alternativi saranno disponibili sul sito di ATM.

“Questi interventi – spiegano gli assessori alla Mobilità, Arianna Censi, e alle Opere pubbliche, Marco Granelli – hanno l’obiettivo di garantire sicurezza e maggiore efficienza del servizio, oltre a migliorare la qualità dello spazio pubblico a beneficio di cittadini, residenti e attività commerciali. Siamo consapevoli dei disagi che potranno derivarne, ma si tratta di opere indispensabili, attese da tempo, per risolvere in modo definitivo criticità che non possono essere superate con interventi parziali. Ringraziamo la Soprintendenza per la collaborazione che, nel caso di via Torino, ha consentito di raggiungere un equilibrio tra tutela storico-architettonica e sicurezza stradale, con particolare attenzione a ciclisti e motociclisti”.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano
  • Tram, Porta Volta, Centro Storico, Via Torino, Via Bramante, Binari, Riqualificazione
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

62 commenti su “Milano | Viabilità – Al via la riqualificazione dei binari in via Bramante, via Torino e via Cesare Correnti”

  1. Suggerisco ai tecnici della MM incaricati del rinnovo del manto stradale, di vedere come a Vienna (da oltre 40 anni) hanno risolto il logorio binari/asfalto con delle piastre in cemento armato che quando ci passi sopra sia in auto che in bici o moto non te rendi neanche conto da quanto inserite perfettamente e resilienti all’usura.

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      • Il problema dell’Italia è che pensiamo sempre di essere degli incapaci in tutto, scoraggiando il progresso. Secondo me dovremmo essere meno pessimisti e sperare invece che il lavoro venga svolto con velocità e precisione, alzando le aspettative su comune ed enti competenti.

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  2. Spero che questi interventi aiutino i tram ad andare più veloci e regolari.
    Ma servirebbe limitare meglio e con più efficacia il traffico automobilistico. Troppe auto entrano ancora in centro e parcheggiano male. Non conto le volte in cui degli arroganti incivili hanno bloccato il mio tram per parcheggiare alla cavolo il loro macchinone.
    Ottimo poi ridurre il pavé, giusto relegarlo in piazze pedonalizzate o vie da chiudersi al traffico.

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    • In effetti il pavè anceh se “facile” da sostituire è un problema per tutti, dalle auto alle bici. Poi, de gustibus non disputandum est, ma secondo me il pavè che abbiamo a Milano è anche abbastanza bruttino.

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  3. Continua la stupida guerra al pavé.
    Questo sindaco è pazzo!
    In questi ultimi anni la città è stata sfigurata in diversi modi: ad esempio la demolizione della villa neorinascimentale in via Crema e poi la demolizione della ex clinica in via Lamarmora ma la lista purtroppo è lunga.
    Anche la rimozione del pavé sta snaturando Milano.
    La città sta diventando sempre più anonima ed omologata alle tante altre metropoli in giro per il mondo.
    Vergogna!

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  4. Verissimo, altrimenti tra 10 anni siamo daccapo, e tutti noi cittadini dovremo sborsare di nuovo per pagare il privilegio di pochi di muoversi in auto in posti facilmente raggiungibili coi mezzi.

    L’accesso dovrebbe essere consentito solo ai resodenti della via.

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        • Questa è una iperbole. Peraltro a Milano i Navigli sono già quasi tutti tombati e il traffico ci passa sopra: la ex Fossa Interna lungo la circonvallazione, il Tombone di San Marco, l’Olona Ramo Darsena, il Seveso, un ampio tratto del Naviglio Martesana per buona parte, Rogge e corsi idrici minori a gogò.

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  5. Procedo col ragionamento precedente integrando alcuni dati. Posto che lo studio delle strade è complesso ed oggetto di valutazioni elaborate, fornisco alcuni dati generali per aiutare ad inquadrare il problema con un minimo di riferimenti tecnici. La resistenza di una pavimentazione stradale in pietra deve rispettare le prescrizioni di posa e manutenzione della Norma UNI 11714-1 del 2018, che prevede nove condizioni ambientali e di esercizio; noi prendiamo in considerazione la più alta, la P9: TRAFFICO VEICOLARE INTENSO.
    La classe di carrabilità P9 prevede strade in pietra quali: strada urbana, strada con corsia preferenziale di mezzi pubblici o con percorsi obbligati, strada a forte percorrenza, rotatorie, dossi e dissuasori di velocità.
    Le caratteristiche normate sono:
    ■ natura del supporto;
    ■ qualità della progettazione;
    ■ qualità dei prodotti;
    ■ qualità della posa.
    Le strade in pietra sono più resistenti di quelle in conglomerato bituminoso, come peraltro anche solo il buon senso può suggerire. Fatte bene e come si deve, in pietra sono migliori; fatte male, sono pessime entrambe.
    Le pavimentazioni in pietra naturale come granito, porfido o basalto offrono un’estetica gradevole e una resistenza all’usura e al gelo, ma risulta una delle opzioni più costose (capito perché non si vogliono fare?). Si capisce anche come sia la manodopera specializzata a rappresentare un’importante incidenza di costo e di buon livello qualitativo dell’opera.
    Le pavimentazioni in pietra, definite “rigide”, resistono più a lungo a carichi più forti e frequenti delle pavimentazioni flessibili (asfalti), che si possono più facilmente deformare sotto carichi pesanti e ripetuti nel tempo.

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      • Perché i progetti sono mal redatti, le imprese esecutrici non qualificate, le direzioni lavori incapaci. Insomma, i lavori non sono fatti bene. Provi a fare una passeggiata in via Torino ed osservi i marciapiedi. Sono pieni di buche, piastrelle in pietra rotte e sfondate, staccate, traballanti, rappezzi successivi mal fatti. E lì sopra al massimo passano le biciclette. Non è un problema di scelta della tipologia della pavimentazione ma di lavori fatti più che male.

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          • Perché sono del mestiere e so di cosa sto parlando. E non mi pare di accanirmi su nulla, anzi cerco con calma ed educazione di dare informazioni a chi parla senza conoscere compiutamente l’argomento immaginando possa apprezzare. Per me la questione non é affatto complicata. O sta parlando per sé stesso?

          • Intendo dire se la manutenzione è così complicata e necessita di ditte esperte maestranze e manutenzione continua… perché accanirsi a mettere il pavè.

            Che tra l’altro è un problema per le biciclette.

            Non certo per la sua pazienza educazione a voler spiegare la parte tecnica.

    • @Tipetto: tutto bene detto e condivisibile. I lavori fatti male sono pieni di buche, siano in asfalto o in pavé. I lavori fatti bene hanno questo difetto: costano. E quindi Milano, che è la città più ricca di Italia, butta via lo storico, gradevole ed ecologico pavé per mettere asfalto, che si riempirà di buche comunque. Mi stupisce invece la soprintendenza, che ha accettato la soluzione a “toppe” o a “spizzichi e bocconi”: un po’ pavé, un po’ asfalto. Così non si ottiene nessun risultato, si perde bellezza e continuità e le bici soffriranno sul pavé mal messo. Siamo governati da pagliacci, questo è il punto

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  6. Dalle fofotografie pubblicate si riscontrano gravi anomalie in prossimità dei binari dove già c’è pavimentazione in asfalto. Ciò dà ragione a chi dice che non è questione di scelta del tipo di pavimentazione, ma di come viene eseguita. La situazione dell’asfalto è quasi peggio di dove c’è il pavè, che se non altro è lì da molto più tempo. E chi dice “e allora perchè le pietre del pavè sono tutte sconnesse e sollevate con spigoli vivi?” perchè non fa lo stesso commento sulla pavimentazione in asfalto che è messa uguale? Secondo ragionamento: in piazza Cordusio hanno appena concluso i lavori di ripavimentazione, guarda tu con pavè. Se non va più bene perchè inadatto al traffico moderno eccetera, eccetera, perchè l’hanno fatto? Perchè così tra dieci anni lo si rifà? Quindi hanno buttato via i soldi? L’hanno fatto perchè si può fare, basta farlo bene.

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  7. Se non sei appoggiano i binari su una base di cemento, l’asfalto dopo pochi mesi si sgretola al contatto degli stessi, specie quando passano i pesantissimi Jumbo. All’estero fanno così

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  8. Forse non sono riuscito a rendere il concetto più semplice. Se il lavoro è fatto come si deve non c’è nessun problema per le biciclette né per altri tipi di transito, compresi i tacchi alti delle signore. Guardi le fotografie di via Bramante vicino ai binari dove c’è già l’asfalto (mal fatto e mal mantenuto) e mi dica che differenza c’è con il pave’, fatto male uguale e ugualmente mal mantenuto. Per di più se i lavori sono fatti bene, la manutenzione successiva si riduce ai minimi termini.

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    • Ok.
      Allora per onestà intellettuale come valuta il fatto che sul pavè oggi circolano bisonti di auto di qualche tonnellata superiore alle vecchie automobili anni 60?
      Non sono un problema per i masselli?
      Che tipo di manutenzione impongono i nuovi suv con gomme larghe e trazione asse ruota di questi autotreni?

      Consideriamo le cause dellammaloramento del pavè.
      Senza polemica stavolta

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      • Lei ha questa ossessione dei suv e delle automobili, che vede come causa di ogni male. Ma se non riesco a farmi capire la colpa è solo mia. Se i progetti ed i lavori sono eseguiti nel rispetto delle norme UNI 11714-1 del 2018, sul pave’ ci possono passare i carri armati. Ed insisto, guardi le foto allegate di come è ridotto l’asfalto in via Bramante prima di dire che è meglio del pave’.

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        • “…se non riesco a farmi capire la colpa è solo mia” Uah!!! Mi perdoni lettore Tipetto, perchè mi ha divertito davvero molto…ma lei pensa davvero che sia colpa sua?
          Le assicuro che si è spiegato benissimo; si può solo ricordare che l’ amministrazione comunale, dal “lettore” sempre sostenuta, ha incentivato nel modo più spudorato l’ ingresso e l’ aumento costante, negli anni, nel centro storico, di automobili sempre più pesanti o ingombranti o tutte e due le cose messe assieme. Sono le automobili elettriche, infatti, a pesare molto, ma molto di più dellle auto convenzionali, la differenza arriva tranquillamente anche al 30% in più.
          Per fare un esempio, una comune utilitaria a benzina resta sotto la tonnellata, la versione elettrica , va vicino alla tonnellata e mezza, per non parlare dell’ aumento di peso di una berlina o di un suv, rispetto alla versione a carburante sono come panzer della seconda guerra mondiale, ma sono “ecologici”!!!
          A completare il discorso del lettore Tipetto, va aggiunto che non sono pochi i comuni di zone alpine che ripavimentano le loro strade di paese soggette a maggior traffico turistico propio con il pavè, perchè più duraturo e resistente a tutto, compreso il periodo invernale, rispetto all’ asfalto. L’ asfalto non è stato inventato per sostituire il pavè nei centri storici, ma per asfaltare quelle che un tempo erano strade sterrate, “bianche” e per incrementare le prestazioni velocistiche delle vetture, c’ entrato mai nulla il discorso della durata e della resistenza migliori.

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          • Rispondo a chi ha le ossessioni verso le automobili; come si dimostra ancora, il problema non è come spiega, tra l’ altro bene e precisamente, il lettore Tipetto…
            La logica del mio discorso era, come capisce chiunque, tranne uno, a favore dell’ utilizzo di piccole auto a benzina piuttosto che di pseudo gipponi “ecologici” che sono tali solo nella mente dei globalisti fintoecologisti.

            E” inutile fare il triplo salto carpiato e pure il tonneau dello chauffeur per sostenere che un gippone elettrico sia più ecologico di una piccola utilitaria a benzina.

            Per non parlare delle famigerate ibride plug in, che nessuno poi ricarica perchè scomode, ma che pesano comunque di più e che dunque consumano come un carro pesante sovietico (questo gli andrà bene…); queste macchinacce sono quelle usate dai radical chic finte ecologiche che però ti fanno entrare in centro, col rolex al polso e il che guevara attacato dietro o sui calzini.

          • Sei disonesto intellettualmente a far finta di dimenticare come la stragrande maggioranza del numero dei megasuv sia a benzina e diesel…

            Come mai questa dimenticanza nel tuo ragionamento?
            Numbers count

          • Quello che attribuisci a me circa i suv lo capisce chiunque che te lo sei sognato soltanto tu… ad ogni modo i gipponi e i suv che percorrono il centro di Milano, come mai prima d’ ora, lo fanno solo perchè sono autorizzati dal tuo sindaco e dal tuo sindaco sono considerati ecologici, ora vai chauffeur, che è l’ ora.

          • No, i Suv non pesano come una Panda del 90 però se sono euro 6 possono entrare in area b/c, le Panda del 90 no.
            L’ha deciso Sala Giuseppe e poi anche i bambini lo sanno

        • Aggiungo inoltre che il peso enorme delle macchine elettriche le rende ancora più letali nelle città, dove si confrontano, inevitabilmente, con un numero maggiore di persone; se un’ auto a benzina investe un pedone, all’ aumentare del peso della vettura, in condizioni analoghe del sinistro, come velocità, dinamica dell’ incidente, tutti possono capire, si spera, che si riduce ancora di più la soglia di sopravvivenza della persona, all’ aumentare del peso dell’ automobile. Ovviamente si spera che adesso il tipo (inteso non come auto, ci mancherebbe che poi si offende…) non venga a dire che sto elogiando le amcchine a benzina perchè anch’ esse non sono causa di incidenti mortali.

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          • Che poi questi tuoi numeri da salto del trampolino di Milano cortina per confutare cosa?

            Il problema sono le megasuv mega auto ipertrofiche che scassano le strade non il vettore di alimentazione.

            Certe vie di Milano dovrebbe essere vietata a qualunque automobile indipendentemente dal motore.
            Sempre detto.
            Perdi colpi su queste tematiche.
            Stai più attento la prossima volta e segnatelo negli appunti

          • A chi non ha i numeri restano solo le frasi sconclusionate, il bla bla senza dati concreti e di confondere un blog che parla della città con il suo pianerottolo e con il chiacchiericcio degli chauffeur, appunto, il fare polemiche per il gusto di farle, l’ hanno capito tutti, inutile rispondere ancora.

      • Wf prova a camminare nella zona pedonale della Ripa ai Navigli. Il pavè rifatto nel 2015 è in condizioni miserande, coi blocchi tutti disallineati. E li di auto non ce ne passano. Il problema è chi scrive i capitolati di appalto, chi fa i lavori e chi controlla come vengono eseguiti.

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  9. L’esempio migliore per rappresentare quanto descritto da Tipetto è via della Spiga.
    La percorro frequentemente in bici e il pavé (tenuto benissimo) non dà alcun problema. Lo stesso per i tacchi alti delle signore, del resto molto frequenti in quella via.
    Poi, provate a immaginare via della Spiga con l’asfalto invece del pavé… un orrore.

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    • Come mai 8n via della spiga allora il pavè è perfetto e in altre no se le ditte che fanno i lavori sono le stesse?

      (Un suggerimento: In via della spiga non sfrecciano le automobili ma vanno molto pia o ndr)

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      • Sei stato a vedere il nuovo villaggio olimpico, nella zona che si chiama corso Lodi/piazzale Lodi? Ecco, chiunque vada in ‘sto piazzale, troverà una zona a scorrimento di traffico mostruoso, incessante, un caos perenne continuato h24, eppure ci sono i lastroni di pavè e sono tutti al loro posto, certo, le han posate bene e stop, finito lì. D’ altra parte ci sono vie del centro storico dove non passano le auto, dove il pavè è sconnesso.

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  10. Decisione abbastanza incomprensibile.

    Giusto agevolare le bici che sul pavè soffrono, ma per andare da Duomo a Navigli c’erano millemila altri modi per creare un percorso ciclabile sicuro e piacevole. Via Torino con le rotaie, tre linee di tram e la strada stretta non è sicuro, col pavè o senza.

    Oltre al fatto che visto come appaltano i lavori a Milano, le immancabili buche saranno su tutti i giornali quando ci sarà la campagna elettorale per il nuovo Sindaco e non sarà piacevole.

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