Milano, Porta Nuova.
Aprile 2026. La firma che ha finalmente “liberato” il cantiere del P39 — noto ai milanesi come Pirellino ed ex UTC — è arrivata negli uffici di Coima lo scorso mercoledì, segnando un passaggio decisivo dopo anni di attese, ricorsi e revisioni progettuali. Il rilascio del titolo edilizio, ovvero il permesso di costruire, sancisce ufficialmente l’avvio del piano di restauro dell’edificio, mettendo fine a un lungo e complesso iter amministrativo e giudiziario iniziato nel 2019, quando la società guidata da Manfredi Catella si aggiudicò l’immobile con un’asta record da 193 milioni di euro.
L’intera vicenda ha rappresentato uno dei casi più emblematici dell’urbanistica recente milanese, intrecciando aspetti normativi, politici e giudiziari. In una prima fase, il progetto si è scontrato con un acceso confronto sul Piano di Governo del Territorio (Pgt), in particolare sulla quota di interventi da destinare all’edilizia sociale. Un nodo che ha dato vita a un vero e proprio braccio di ferro tra operatori e istituzioni, risolto infine dal Consiglio di Stato con una decisione favorevole a Coima. Parallelamente, si è aperto anche un fronte penale, con accuse di induzione indebita che hanno ulteriormente rallentato il percorso del progetto.





Su questo versante, la Procura della Repubblica di Milano ha recentemente deciso di non ricorrere in Cassazione contro la sentenza del Riesame, che aveva respinto l’appello dei pubblici ministeri in merito alle misure interdittive richieste per l’ex assessore Giancarlo Tancredi e per lo stesso Catella. Una scelta che contribuisce a sgomberare il campo dalle principali incertezze giudiziarie e consente, di fatto, la ripartenza concreta dell’intervento.
Nel frattempo, anche il progetto architettonico ha subito una significativa evoluzione rispetto alle ipotesi iniziali. Sono stati accantonati alcuni degli elementi più ambiziosi e visionari, come la Torre Botanica firmata da Stefano Boeri e la suggestiva “High Line” prevista a ponte su via Melchiorre Gioia. Il piano attuale si concentra su un approccio più essenziale e pragmatico: il P39 verrà restaurato e rifunzionalizzato con destinazione esclusiva a uffici.

Una scelta che riflette anche le dinamiche del mercato immobiliare locale: negli ultimi dieci anni, infatti, i rendimenti degli spazi direzionali in quest’area di Milano sono cresciuti fino al 75%, rendendo l’investimento particolarmente attrattivo. Con il via libera definitivo, il Pirellino si prepara dunque a tornare protagonista nello skyline cittadino, inserendosi nel più ampio processo di trasformazione urbana che sta ridisegnando il volto della città.
Il progetto rivisitato non è stato ancora divulgato, esistano solo queste due suggestioni che ritraggono il vecchio edificio “ripulito”.



- Referenze immagini: Coima, Roberto Arsuffi
- Coima, Via Pirelli, Pirellino, Botanica, Riqualificazione, Porta Nuova, Via Melchiorre Gioia, Stefano Boeri Architetti, Diller Scofidio + Renfro (DS+R)
Ma perché non fare un grattacielo degno di uno skyline sui 200 m minimo? Perché Milano non cresce in altezza e brucia solo opportunità di avere uno skyline?
Speriamo almeno che sia bello e accattivante il nuovo progetto rivisitato..
Che vergogna il ponte verde era bellissimo.
Ma adesso coima oltre la torre residenziale che abbiamo capito che è cancellata per sempre, recupererà i mq a “zainetto” che aveva progettato sul retro del pirellino in un altra struttura ? O anche quelli sono persi?
Ma il pirellino in stile Boeri?
Senza Torre Botanica e, aggiungerei, senza Ponte Serra… Quindi l’ennesimo scheletro che verrà rivestito di nuova pelle (vetro acciaio?) senza architettura e senz’anima. Ora immagino una raffica di insulti al mio pensiero…
VERGOGNA un altro grattacielo in meno a causa di questa giunta sinistroide, incluso un altro grattacielo nel nuovo stadio a San Siro.Sono un cancro della società occidentale.VERGOGNA.
Progetto terrificante
Occasione persa, la passerella sarebbe stata un bellissimo spazio per la gente e la torre un landmark del parco. Peccato.
Occasione persa
Pessimo.
Andava abbattuto questo obbrobrio.
La torre botanica no…troppo verde, la High line no….troppi alberi da piantare….facciamo il solito grattacielo tutto vetro e cemento e non se parli più.
Ma sul serio???
Posso dire di essere contento, forse sono uno dei pochi estimatori dell’edificio com’era. La Torre Botanica piazzata in mezzo al parco sarebbe stato secondo me “pesante”
Occasione persa, peccato.
Progetto terribili
Che scempio rispetto al progetto con torre botanica e ponte.
posso dire, che schifezza e che delusione, occasione persissima.