Milano, Arzaga.
Giugno 2026. Torniamo in via Marcello Nizzoli, all’Arzaga, tra le stazioni M1 Bande Nere, M1 Primaticcio e M4 Gelsomini, dove da alcune settimane è stato completato anche l’intervento di riqualificazione dell’edificio al civico 8.
L’immobile di via Nizzoli 8 rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura postmoderna a Milano, quel linguaggio progettuale che ha caratterizzato gli ultimi due decenni del Novecento e che qui trova probabilmente una delle sue espressioni più riuscite.
Realizzato nel 1981 su progetto di Nizzoliarchitettura (architetti G. Mario Oliveri, Paolo Viola e Giusi Giuliani) come edificio per uffici, si presenta come un volume imponente impostato su una base ottagonale incompleta: sul lato occidentale, infatti, tre lati dell’ipotetico ottagono appositamente non vennero mai costruiti, lasciando spazio a una grande apertura verso il giardino interno. Le facciate, lisce e scandite da finestre pressoché quadrate, erano concluse da una gronda molto aggettante che ne accentua il carattere monumentale.
(di seguito alcune immagini del vecchio aspetto dell’edificio)





L’elemento più distintivo è senza dubbio la facciata principale affacciata sulla rotatoria di via Gio Ponti. Qui trova posto una sorta di arco trionfale reinterpretato in chiave contemporanea: un grande portale sovrastato da due figure femminili che sorreggono un medaglione di ispirazione classico-greco romana. Le figure, tuttavia, non sono né sculture né bassorilievi, ma semplici sagome incise e disegnate sulla superficie dell’edificio, una soluzione tipicamente postmoderna che richiama il repertorio dell’architettura storica reinterpretandolo in maniera astratta e sintetica. Alla base del portale compaiono inoltre due grandi volute di gusto barocco, anch’esse appena accennate nell’intonaco, quasi fossero un disegno più che un elemento plastico.
L’edificio è stato ora trasformato in un complesso residenziale grazie a un progetto firmato da Asti Architetti.




Va riconosciuto allo studio guidato da Paolo Asti il merito di aver sviluppato negli anni un approccio particolarmente efficace nel recupero di edifici datati che necessitano di una profonda rigenerazione, senza però cancellarne l’identità architettonica. Un metodo già apprezzato in altri interventi, come quello realizzato in via Melzi d’Eril 34.
Nel caso di questo iconico edificio di quartiere, il risultato appare particolarmente riuscito. Asti Architetti ha saputo restituire dignità e nuova vitalità a una struttura che, per molti, sembrava destinata a una radicale trasformazione o addirittura alla demolizione. Non deve essere stato semplice valorizzare un apparato decorativo tanto ingombrante e caratterizzante come quello della facciata principale, ma il progetto è riuscito a mantenerne il carattere senza snaturarlo.
L’esterno è rimasto sostanzialmente fedele all’originale: alcune aperture sono state ampliate per ricavare piccole logge, è stato aggiunto un nuovo piano arretrato con ampie terrazze e sono stati aggiornati i colori degli elementi decorativi, passati dalle tonalità beige-rosate originarie a un più sobrio grigio chiaro.











La trasformazione più significativa riguarda invece il cortile interno. In precedenza le facciate si presentavano come semplici superfici in mattoni scandite dalle sole aperture quadrate degli uffici. Oggi, pur mantenendo il rivestimento in laterizio, sono state arricchite da nuove finestre di dimensioni maggiori e da balconi e terrazzi che hanno conferito all’insieme un carattere decisamente più domestico e accogliente, trasformando un ambiente un tempo austero e quasi astratto in uno spazio pienamente residenziale.
(di seguito il vecchio cortile)





Un dettaglio interessante del progetto originario, correttamente conservato, è rappresentato dai cosiddetti “finti ruderi” in mattoni che suggeriscono idealmente il completamento dei lati mancanti dell’ottagono. Sono invece scomparsi alcuni elementi ornamentali del giardino che richiamavano il lessico neoclassico, come colonne e statue decorative, sostituiti da una sistemazione a verde più semplice e contemporanea.

Nel complesso, non possiamo che apprezzare la scelta di conservare gran parte del carattere originario dell’edificio. Per quanto il postmodernismo continui a dividere opinioni e gusti, esso rappresenta comunque una stagione importante della storia dell’architettura milanese e la sua cancellazione totale avrebbe costituito una perdita (già avvenuta per le due torri FS Garibaldi e per il palazzo del Verziere1). Il risultato finale è un intervento di rigenerazione equilibrato e rispettoso, capace di adattare l’edificio alle esigenze dell’abitare contemporaneo senza rinunciare alla sua forte identità architettonica.






Milano – Arzaga – Via Marcello Nizzoli 8 > Nizzoli8 (nella mappa Urbanfile codice: ARZ8) (residenziale) (ristrutturazione) (riqualificazione) (manutenzione straordinaria)
- inizio cantiere: 02-2024
- conclusione cantiere: 02-2026
- committente: Investire SGR SpA
- progetto architettonico primitivo: Nizzoliarchitettura (1981)
- progetto architettonico: studio Asti Architetti
- Direttore lavori: SPI Societa Progettazioni Integrali S.r.I.
- Coordinatore in fase di esecuzione responsabile lavori: Global Assistance Development S.r.l.
- Progetto impianti meccanici-elettrici: Rethink Energy S.r.l.
- Progettazione strutturale: Ing. Marco Redaelli
- Impresa appaltratrice: ASECO S.R.L.
Risulta ancora incompleto e non sappiamo come sarà risolta (anche perché non conosciamo la natura di questo misterioso spazio) l’area verde che dal palazzo va verso via Primaticcio. Quest’area era lasciata a verde ma un po’ abbandonata, come se nessuno se ne occupasse. Qui in precedenza vi era una quinta del complesso di via Nizzoli 8 e un murale oggi quasi scomparso che colorava la parete cieca del confinante Via Francesco Primaticcio 154.





- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Arzaga, via Primaticcio, Via Nizzoli, Via Gio Ponti, Riqualificazione, Postmoderno, Asti Architetti