Milano, CentroStorico.
Giugno 2026. L’edificio realizzato nel 1932 e sito all’angolo tra via Meravigli e via Santa Maria Segreta, fu progettato dall’ingegnere e architetto Luigi Repossi, noto soprattutto per aver realizzato, insieme a Luca Beltrami, il Palazzo del Corriere della Sera in via Solferino. L’opera venne commissionata dalla società immobiliare La Milano Centrale, che tra il 1928 e il 1930 affidò allo stesso Repossi anche la realizzazione della vicina Galleria Meravigli.



Negli anni Trenta il quartiere del Cordusio fu interessato da un profondo processo di risanamento urbano che trasformò radicalmente una zona fino ad allora caratterizzata da edifici spesso vetusti e degradati. Per questo nuovo palazzo Repossi studiò una composizione particolarmente scenografica, pensata per valorizzare la prospettiva proveniente da via Dante e conferire all’edificio una forte presenza monumentale.
Lo spigolo d’angolo è infatti enfatizzato da un imponente ordine gigante di colonne, ripreso anche lungo il prospetto principale in corrispondenza della balconata, e culmina in un grande timpano sopraelevato, svincolato dalla struttura retrostante. Il basamento, rivestito in pietra e sviluppato su due livelli, è scandito anch’esso da un ordine gigante di colonne lungo i fronti di via Meravigli e via Santa Maria Segreta.






Pur essendo meno celebre dei vicini edifici storici della via, il palazzo rappresenta un interessante esempio dell’architettura monumentale milanese degli anni Trenta, con evidenti richiami al gusto déco e a un classicismo reinterpretato in chiave moderna.
A coronamento dell’edificio si trovano quattro sculture in marmo realizzate da Leone Lodi e collocate nell’ultimo registro appena sotto la linea di gronda. Due di esse, sul fronte principale, raffigurano una madre con bambino e un pastore che protegge una pecora nascosta dietro le proprie gambe; le altre due, sul lato di via Meravigli, rappresentano una donna con un’anfora e un uomo con un cesto di frutta.
I soggetti scelti, legati alla natura, alla famiglia e al lavoro, riflettono il classicismo che caratterizzò la formazione artistica di Lodi e il naturalismo derivato dalla sua ammirazione per Nicola e Giovanni Pisano. Le figure, animate da leggere torsioni e da un elegante dinamismo, sembrano affacciarsi al di sopra del cornicione osservando il flusso dei passanti.



Pur essendo stato realizzato negli anni del Razionalismo, l’edificio non aderisce ai canoni più rigorosi del movimento, preferendo un linguaggio rappresentativo e monumentale, tipico di molte architetture direzionali costruite nel centro di Milano durante il periodo fascista. Nel suo insieme può essere considerato uno dei più riusciti esempi di architettura déco presenti nell’area del Cordusio.
A pochi passi dal palazzo sorgeva l’antica chiesa di Santa Maria Segreta, fondata nel IX secolo e demolita nel 1911 nell’ambito delle grandi trasformazioni urbanistiche che interessarono il quartiere del Cordusio. La parrocchia venne successivamente trasferita nell’attuale sede di piazza Tommaseo.
Il palazzo oggi
Per molti decenni l’edificio è stato utilizzato prevalentemente come sede direzionale e per uffici. Recentemente è stato interessato da un’importante operazione di riqualificazione, conclusa alla fine del 2025.
L’immobile è stato acquisito e valorizzato da Prelios SGR attraverso uno dei fondi gestiti dal gruppo. L’intervento ha previsto il completo rinnovamento degli spazi comuni, il ridisegno della corte interna, la realizzazione di nuove reception, il recupero delle facciate storiche, la sostituzione dei serramenti, l’introduzione di una nuova illuminazione architettonica e l’ammodernamento degli impianti tecnologici.






Non siamo tuttavia riusciti a individuare con certezza gli autori del progetto architettonico di riqualificazione.
Oggi l’edificio è commercializzato con il nome di “Meravigli 3” e ospita principalmente uffici di alta rappresentanza, conservando però l’immagine monumentale concepita da Luigi Repossi nel 1932.





Si tratta senza dubbio di un intervento riuscito, anche se permane un piccolo interrogativo che ci è stato segnalato da alcuni lettori e al quale non siamo riusciti a dare una risposta definitiva.
La questione riguarda la nuova reception realizzata all’ingresso principale. Per ricavare uno spazio più ampio e rappresentativo è stato infatti modificato l’assetto originario dell’atrio, che in precedenza si presentava come un lungo corridoio con quattro accessi laterali.
Sopra ciascuno dei portali erano collocati altorilievi inseriti nelle lunette degli archi, probabilmente dedicati all’arte, alla medicina, al lavoro e all’agricoltura. A seguito dei lavori, due di queste opere risultano scomparse, mentre le altre due sono state conservate in loco, seppur interessate da un intervento di pulitura che ha notevolmente schiarito il marmo per uniformarlo al nuovo linguaggio architettonico degli interni.


Non sappiamo se questi rilievi siano anch’essi opera di Leone Lodi oppure di un altro artista attivo negli stessi anni. Ci auguriamo però che le due opere mancanti non siano andate perdute e che siano state semplicemente ricollocate in altri spazi del palazzo, in attesa di poterne rintracciare la posizione.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, CBRE, Pure Milano Photo Project – Sosthen Hennekam
- Centro Storico, Cordusio, Via Meravigli, Santa Maria Segreta, via Santa Maria Segreta, Deco, Razionalismo, Riqualificazione, via Dante, Leone Lodi, Scultura