Milano, Centro Storico.
Uno degli ambienti più affascinanti e rappresentativi del Museo Poldi Pezzoli si prepara a ritrovare parte del suo antico splendore. Ha preso infatti il via il restauro del celebre Salone Dorato, il cuore della storica casa-museo di via Manzoni, uno degli spazi più iconici del collezionismo milanese dell’Ottocento.
L’intervento, sostenuto dal World Monuments Fund, rappresenta il primo progetto promosso dal nuovo ufficio italiano dell’importante organizzazione internazionale dedicata alla tutela del patrimonio culturale. L’obiettivo è ambizioso: recuperare quanto più possibile l’aspetto originario concepito da Gian Giacomo Poldi Pezzoli e dai suoi collaboratori nella seconda metà dell’Ottocento, restituendo al salone la volumetria e la ricchezza decorativa perdute dopo i bombardamenti del 1943 e le successive ricostruzioni del dopoguerra.
Le indagini preliminari hanno infatti consentito di individuare elementi storici rimasti nascosti per decenni, tra cui la grande serliana * decorata con marmi e bronzi progettata da Lodovico Pogliaghi e realizzata con il contributo del bronzista Giuseppe Speluzzi. Questi apparati decorativi erano stati celati negli anni Cinquanta e Settanta da controsoffitti e modifiche che avevano alterato sensibilmente la percezione dello spazio originale.
Il Salone Dorato non è una sala qualsiasi: rappresenta il culmine del percorso museale e custodisce alcuni dei maggiori capolavori del Rinascimento italiano presenti nella collezione del Poldi Pezzoli. Qui trovano posto opere di Antonio del Pollaiolo, Piero della Francesca, Sandro Botticelli, Giovanni Bellini e Andrea Mantegna, in una sorta di straordinaria “mappa tridimensionale” del Rinascimento italiano.
Il Salone Dorato, in stile rinascimentale, fu progettato come salone d’onore, destinato a contenere alcune delle opere più importanti della collezione. Gian Giacomo Poldi Pezzoli non riuscì a vederlo ultimato e Bertini ne continuò la decorazione dopo la morte del fondatore del museo.
Il salone, così chiamato per un soffitto a cassettoni dorato ora distrutto, era decorato da affreschi di Giuseppe Bertini mentre le pareti erano tappezzate di stoffa damascata; tutto andò distrutto nel 1943.






Per consentire l’esecuzione dei lavori il museo ha programmato una breve chiusura straordinaria dall’8 al 16 giugno. Successivamente il Poldi Pezzoli riaprirà regolarmente al pubblico, mentre le opere normalmente esposte nel Salone Dorato saranno temporaneamente trasferite e riallestite in altri ambienti del museo, continuando quindi a essere visitabili durante tutto il periodo del cantiere.
L’intervento dovrebbe concludersi entro la metà di settembre 2026, quando il pubblico potrà finalmente tornare ad ammirare uno degli ambienti più suggestivi della Milano ottocentesca, recuperato nella sua dimensione storica originaria e valorizzato secondo i più moderni criteri di conservazione.
Per il Museo Poldi Pezzoli si tratta di un nuovo importante tassello nel percorso di valorizzazione della propria sede storica, una delle case-museo più celebri d’Europa, fondata nel 1881 secondo le volontà del grande collezionista milanese Gian Giacomo Poldi Pezzoli e ancora oggi custode di una delle raccolte artistiche più prestigiose della città.




* La serliana è un elemento architettonico composto da un arco a tutto sesto affiancato simmetricamente da due aperture sormontate da un architrave.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi; GoogleMap, Touring Club Italiano, ARCHIVIO PUBLIFOTO INTESA SANPAOLO, Milano Sparita
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