Un progetto che interpreta la sanità contemporanea attraverso architettura, sostenibilità e un nuovo rapporto con lo spazio pubblico. Il nuovo polo degli Spedali Civili di Brescia sarà il primo tassello di una trasformazione destinata a ridefinire uno dei più importanti complessi ospedalieri italiani.

Ci sono progetti che non si limitano a sostituire un edificio esistente, ma hanno l’ambizione di ridefinire il rapporto tra una funzione pubblica e la città. È il caso del nuovo Main & Children Hospital degli Spedali Civili di Brescia, il cui progetto vincitore è stato sviluppato da un raggruppamento multidisciplinare guidato da Park Associati, mandataria e co-responsabile architettonico, insieme a CRA-Carlo Ratti Associati, co-responsabile architettonico, e Politecnica Building for Humans, responsabile dell’ingegneria e del layout sanitario.
A completare il gruppo di progettazione sono Openfabric, per la progettazione paesaggistica, Dotdotdot, per UX, digital e wayfinding, e Studio Mattioli, per le prestazioni geologiche e ambientali. Una squadra ampia, coerente con la complessità di un intervento che non riguarda soltanto l’architettura, ma l’organizzazione funzionale, l’esperienza degli utenti, il paesaggio e la sostenibilità tecnica del nuovo polo ospedaliero.

Con un investimento di 274 milioni di euro, il nuovo ospedale rappresenta il primo tassello di una trasformazione destinata a cambiare il volto del principale presidio sanitario della Lombardia orientale. Un intervento che colpisce non solo per le dimensioni, ma soprattutto per la qualità della proposta architettonica, capace di affrontare un tema estremamente complesso con grande equilibrio.

Un campus della salute aperto alla città
Il progetto nasce dal concorso internazionale promosso da ARIA Lombardia per conto degli Spedali Civili e interpreta il tema dell’ospedale come una vera infrastruttura urbana.
L’impianto storico del complesso viene mantenuto e reinterpretato attraverso una nuova organizzazione degli spazi, dove edifici, percorsi, corti e aree verdi costruiscono un sistema aperto e leggibile. Il risultato è quello di un vero e proprio campus della salute, nel quale la funzione sanitaria dialoga con gli spazi pubblici anziché separarsene.
Fulcro dell’intervento sarà una grande piazza d’accesso che accompagnerà cittadini e visitatori verso una hall completamente trasparente, pensata non solo come spazio distributivo ma come luogo di incontro, orientamento e accoglienza. Una scelta progettuale che restituisce all’ospedale una dimensione più umana e meno esclusivamente tecnica.

Architettura che mette al centro le persone
Uno degli aspetti più convincenti del progetto è la capacità di superare l’immagine tradizionale dell’ospedale come macchina funzionale, senza rinunciare all’efficienza.
La composizione dei volumi evita il grande monoblocco compatto a favore di edifici articolati, collegati tra loro da percorsi e spazi aperti. La luce naturale diventa protagonista degli ambienti interni grazie ad ampie superfici vetrate, mentre il verde entra nel progetto come elemento fondamentale del percorso di cura.
Le camere di degenza privilegiano il rapporto con il paesaggio circostante, offrendo viste verso le Prealpi bresciane e garantendo condizioni ambientali pensate per migliorare il benessere di pazienti, personale sanitario e visitatori.
Anche l’orientamento all’interno della struttura è stato studiato per risultare intuitivo, riducendo la complessità degli spostamenti e contribuendo a rendere l’esperienza ospedaliera meno stressante.
Il nuovo Main Hospital e il Children’s Hospital
La prima fase dell’intervento interesserà oltre 60.000 metri quadrati di nuove costruzioni e comprenderà il nuovo Main Hospital, il Children’s Hospital dedicato all’assistenza pediatrica e il nuovo Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA).
Complessivamente saranno realizzati circa 745 posti letto, destinati a sostituire progressivamente alcuni degli edifici oggi presenti all’interno del complesso ospedaliero.
Particolare attenzione è stata riservata alla flessibilità distributiva. La struttura è infatti progettata per adattarsi nel tempo all’evoluzione della medicina, consentendo future riconfigurazioni senza interventi invasivi, una caratteristica ormai indispensabile per edifici destinati a rimanere operativi per decenni.




Sostenibilità come parte integrante del progetto
La sostenibilità non rappresenta un elemento accessorio, ma costituisce uno dei principi guida dell’intero intervento.
L’ampio utilizzo della luce naturale contribuisce alla riduzione dei consumi energetici e al miglioramento della qualità degli ambienti interni. Il sistema del verde, oltre a qualificare gli spazi pubblici, svolge un’importante funzione microclimatica, mentre la distribuzione compatta dei volumi e la modularità costruttiva sono pensate per garantire efficienza gestionale e adattabilità nel lungo periodo.

È un approccio che guarda all’intero ciclo di vita dell’edificio, con l’obiettivo di realizzare un’infrastruttura sanitaria resiliente, capace di evolversi insieme alle esigenze della comunità.



Una trasformazione destinata a proseguire
Il nuovo Main & Children Hospital rappresenta soltanto la prima fase di un piano molto più ampio di riqualificazione degli Spedali Civili di Brescia.
L’obiettivo finale è quello di trasformare progressivamente uno dei principali ospedali italiani in un campus sanitario contemporaneo, capace di integrare assistenza, ricerca universitaria, innovazione tecnologica e qualità degli spazi.
Si tratta di un percorso che richiederà diversi anni, ma che già oggi lascia intuire la direzione intrapresa: quella di una sanità pubblica che investe non soltanto nella tecnologia, ma anche nell’architettura come strumento capace di migliorare la vita delle persone.

Il punto di vista di Urbanfile
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente attenzione verso la qualità architettonica delle nuove strutture sanitarie, ma il progetto per gli Spedali Civili di Brescia sembra fare un passo ulteriore.
Ci convince la scelta di evitare qualsiasi monumentalità autoreferenziale, preferendo un linguaggio sobrio ma estremamente raffinato, nel quale ogni soluzione appare al servizio del funzionamento dell’ospedale e del benessere di chi lo vive quotidianamente. Colpisce anche il rapporto con la città: non un edificio che si chiude su sé stesso, ma un luogo permeabile, attraversabile, nel quale piazze, percorsi e verde diventano parte integrante dell’architettura.
È un progetto che dimostra come la qualità dello spazio costruito possa contribuire alla qualità della cura. Se saprà mantenere le promesse anche nella fase realizzativa, il nuovo Main & Children Hospital non sarà soltanto uno degli ospedali più avanzati del Paese, ma anche un esempio di come l’architettura pubblica possa tornare a essere protagonista nella costruzione delle città contemporanee.
Committenti: ASST Spedali Civili di Brescia, ARIA – Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti
Stato: Realizzazione in corso
Superficie: 60.000 m²
Team di progettazione
- Park Associati – Mandataria del Raggruppamento e co-responsabile architettonico
- CRA-Carlo Ratti Associati – Co-responsabile architettonico
- Politecnica Building for Humans – Responsabile dell’ingegneria e del layout sanitario
- Openfabric – Progettazione paesaggistica
- Dotdotdot – UX, digital e wayfinding
- Studio Mattioli – Prestazioni geologiche e ambientali
Park Associati – Design Team
- Founding Partner: Filippo Pagliani, Michele Rossi
- Project Leader: Alessandro Rossi
- Creative Leader: Vincenzo Salierno
- Design Development Leader: Ciro Capasso
- Architects: Enrico Sterle, Viola Micchi, Leonardo Forcignanò, Costanza Croce
- Graphic Designer: Caterina Aquili
- Visualizations: Stefano Venegoni, Antonio Cavallo, Carmine Renalto
Crediti
- Visualizzazioni: Park Associati e CRA-Carlo Ratti Associati
- Video: Emme Works