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Zona Porta Romana – Le Mura Spagnole

La fortificazione cinquecentesca della città di Milano avvenne soprattutto per volere di Ferrante Gonzaga, governatore della città all’epoca in cui questa era dominata dagli spagnoli. Gonzaga nel 1548 fece predisporre le Grida di appalto ed incaricò l’ingegner Gian Maria Olgiati di dirigere i lavori, anche se non va dimenticato che sin dal 1542 l’ingegnere militare risulta già alla direzione dei cantieri delle mura cittadine esistenti.

Milano_1600

Mappa Milano 1600 Circa

Questa realizzazione si collocava all’interno di un generale riassetto delle piazzeforti dello Stato e si presentava come la maggior opera difensiva europea dell’epoca, che comprendeva l’area del Castello Sfrorzesco, trasformato in una cittadella fortificata, cuore del sistema difensivo.

Il primo tratto di mura realizzato fu quello che va dal Castello a Porta Comacina (Garibaldi), in seguito battezzato “Tenaglia”, per la forma a “forcipe”.

In seguito si realizzò il tratto del bastione tra porta Romana ed il baluardo di porta Lodovica. Nel 1552 venne costruito il bastione dal Castello verso porta Vercellina.

Le aperture o Porte della cinta muraria non erano concepite come architetture con particolare intento rappresentativo, ma solo come passaggi che svolgevano funzione daziaria.

La prima porta ad essere realizzata con intento monumentale fu Porta Romana costruita soltanto nel 1598 secondo i canoni degli archi trionfali per celebrare l’ingresso di Margherita d’Austria.

La cinta venne completata nel 1560 e si trattava di un muraglione in mattoni e pietre di circa undici chilometri, lunghezza che la rendeva all’epoca il sistema di mura più esteso d’Europa. In alcuni punti le mura erano dotate di fossati, ricavati dai numerosi canali presenti attorno alla città, come il Redefossi a est, ricavato dal fiume Seveso, mentre a sud-ovest vi era la Vetra e a Ovest l’Olona.

L’ulteriore evoluzione delle tecniche di guerra portò i bastioni ad essere considerati molto presto obsoleti, tanto che già al passaggio dalla dominazione spagnola a quella austriaca (1714) si iniziò a pensare ad una sistemazione degli stessi a scopi civili, realizzando una spianata e trasformandoli in viali piantumati per il passeggio della nobiltà cittadina.

Negli anni compresi tra il 1783 e il 1786 iniziò la sistemazione dei giardini pubblici che nei primi decenni dell’800 interessò anche i tratti di Porta Romana, Porta Ticinese e Porta Vercellina. Da ogni punto del camminamento era possibile vedere il Duomo, mentre dalla parte settentrionale delle mura si potevano osservare anche le Alpi e la campagna circostante, all’epoca priva di ogni urbanizzazione.

Successivamente il bastione di Porta Romana divenne “il Monte Tabor”: una pista di discesa, tipo parco giochi, pare molto apprezzata dalla cittadinanza.

Le trasformazioni ottocentesche interessarono anche le porte, che mantenendo la funzione di sedi amministrative per la riscossione del dazio, proprio a partire dai primi dell’Ottocento furono reinterpretate come elementi di rappresentanza della città, dando inizio alla realizzazione di sei nuove porte che, a differenza delle mura, in generale si sono conservate all’interno del tessuto architettonico cittadino.

Le porte aperte nelle mura sono ed erano: Porta Romana; Porta Tosa, ora Porta Vittoria; Porta Orientale, dal 1860 Porta Venezia; Porta Nuova; Porta Comasina, dal 1860 Porta Garibaldi; Porta Volta; Porta Tenaglia, ora Piazza Lega Lombarda; Porta Sempione, già Porta Giovia, corrispondente al Castello e poi all’Arco della Pace; Porta Vercellina, dopo il 1859 ribattezzata “Porta Magenta”; Porta Ticinese, nota sotto Napoleone come “Porta Marengo”; Porta Lodovica; Porta Vigentina e per ultima Porta Volta.

porta_volta porta_volta 2 Bastioni in Piazzale Aquileia 1930

Purtroppo le oramai inutili mura vennero abbattute dalla metà dell’Ottocento – sopratutto nel periodo 1884-89 con il Piano Beruto – quando iniziò la lottizzazione che portò a demolizioni e alla costruzione di abitazioni. Questo è un vero peccato, perché oggi potremmo avere ancora un anello verde attorno al centro storico di Milano,  oltre al ricordo storico dei bastioni.

Attualmente rimangono ben pochi tratti delle mura: i bastioni a porta Venezia; il baluardo di Porta Romana; tratti tra piazza Medaglie d’Oro e Porta Lodovica e qualche resto lungo Viale Emilio Caldara.

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Foto satellitare di Milano, si vede il segno delle Mura pagnole

Oggi il tratto Romana-Lodovica funge (in parte) da muro di cinta ai palazzi lungo Viale Beatrice D’Este e Viale Angelo Filippetti, mentre ha mantenuto la funzione di “passeggiata” lungo il tratto a Porta Venezia, anche se ultimamente il degrado imperversa (forse anche perché è diventato un luogo dove si radunano i profughi purtroppo senza dimora).

Fino agli anni Trenta vi erano dei tratti molto belli anche a Porta Volta, ma vennero demoliti per creare spazio per posare i binari delle linee tranviarie extraurbane. Stessa sorte anche al bastione superstite al Fopponino, piazzale Aquileia, demolito per ragioni viabilistiche negli anni Trenta.

Bastioni_Porta_Venezia_2 Bastioni_Porta_Venezia_1 Bastioni Porta Venezia 2015-06-09_Mura_Spagnole_2 2015-06-09_Mura_Spagnole_1 2015-01-05 Mura Spagnole 3 2015-01-05 Mura Spagnole 4 2015-01-05 Mura Spagnole 5 2015-01-05 Mura Spagnole 6 2015-01-05 Mura Spagnole 7 2015-01-05 Mura Spagnole 8 2015-01-05 Mura Spagnole 9 2015-01-05 Mura Spagnole 10 Porta Romana 2015-01-05 Mura Spagnole 11 Porta Romana 2015-01-05 Mura Spagnole 12 Porta Romana 2015-01-05 Mura Spagnole 13 2015-01-05 Mura Spagnole 2 2015-01-05 Mura Spagnole 1 2015-01-05 Mura Spagnole 14 2015-01-05 Mura Spagnole 15 2015-01-05 Mura Spagnole 16




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


3 thoughts on “Zona Porta Romana – Le Mura Spagnole

  1. Lorenzo

    Ottimo articolo,come sempre.
    Ricordo come erano prima dell’ultima riqualificazione:semidistrutte,abbandonate.Ora è assai meglio.Ricordo la levata di scudi contro i cartelloni pubblicitari.Chissà perchè.Ora i cartelloni non ci sono più ma sono rimaste sulle case attorno scritte vandaliche risalenti a molti anni fa.Nessuna levata di scudi contro questo lerciume eterno ,che evidentemente, piace.Meglio protestare contro una temporanea pubblicità.

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