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Milano | Duomo – Il risanamento di Corso Vittorio Emanuele

Dopo circa 27 anni la pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele II necessita di una ristrutturazione.  Carlo Tognoli prima, con la decisione non facile di pedonalizzare nei primi anni Ottanta la via commerciale numero uno di Milano, seguito poi da Paolo Pillitteri che nel 1988-89 la rese definitivamente pedonale con un arredo urbano degno per una via di pregio come il corso. Pietra rosata ai lati e sentiero centrale in sampietrini che forma un cerchio ad ogni incrocio, ecco la soluzione scelta per arredare la via, che comunque ancora oggi regge il confronto con altre sistemazioni più recenti di altre aree pedonali. Negli anni 90 vennero sistemate al centro delle fioriere con grandi piante, ma in seguito queste vennero eliminate, così come le sedute in pietra che sono tornate solo recentemente in forma differente però. L’illuminazione è resa grazie a dei doppi fari attaccati ad ogni palazzo, eliminando pali e luci appese, a parte i lampioni penzolanti posti sotto i portici.

Corso Vittorio Emanuele, già corsia dei Servi, è una delle strade commerciali più importanti del centro di Milano. Collega piazza del Duomo a piazza San Babila che assieme a Piazza Duomo, Via Mercanti, Cordusio, Via Dante e ora anche a Piazza Castello formano un’ampia zona pedonale. In origine non era porticata, gli unici portici erano quelli di Piazza San Carlo, ma dopo le devastazioni belliche del 1943-45, la via si dotò di palazzi porticati, adattando lo stesso sistema anche a quei due/tre edifici storici.

Per il periodo di Expo la zona pedonale del centro di Milano è stata “rallegrata” dalla parata di bandiere dei paesi partecipanti. Ci chiediamo se verranno eliminate dopo quest’intervento o rimarranno ancora per altro tempo?

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Corso Vittorio Emanuele nel 1986

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Ringraziamo gli amici di Skyscrapercity




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Duomo – Il risanamento di Corso Vittorio Emanuele

  1. Roberto

    Nonostante l’esempio positivo di Corso Vittorio Emanuele e numerose altre zone anche più recenti che grazie alla pedonalizzazione si sono trasformate nei luoghi più prestigiosi e frequentati della città facendo si che anche gli immobili e gli esercizi commerciali nelle immediate vicinanze acquistassero grande attrattivita’ e valore economico, l’ottusità di certi commercianti fa si che che ogni qual volta si parli di “pedonalizzare” nascano mini rivolte e schieramenti contrari! Ma come si fa? Bisogna essere davvero ottusi per non accorgersi che le zone pedonali portano più gente ovunque! E piu gente significa piu introiti! Per non parlare degli automobilisti che se potessero entrerebbero con la macchina dentro al sagrato del Duomo pur di non lasciarla a casa. Le zone pedonali sono una benedizione dal cielo. Peccato che ancora oggi ci sia ancora qualcuno (in realtà sempre i soliti) pronto a dare battaglia pur di non liberare la propria strada da traffico e smog…che affare!

    1. Camillo

      Ascobaires
      e mettiamoci dentro anche i tassisti che vogliono le piazzole sul sagrato del duomo e poi quando servono non ci sono mai

  2. wf

    @Roberto
    Facciamo un pò di chiarezza sei VERI MOTIVI per cui i commercianti sono CONTRARI a pedonalizzare i loro negozi..

    l’ottusità di certi commercianti fa si che che ogni qual volta si parli di “pedonalizzare” nascano mini rivolte e schieramenti contrari! Ma come si fa? Bisogna essere davvero ottusi per non accorgersi che le zone pedonali portano più gente ovunque! E piu gente significa piu introiti!

    Credi che ti racontano a NOI la favola che calano le vendite? Neanche per sogno. Le vendite gli van bene così coem sono (certo se fossero di più anceh meglio..ndr) MA il vero motivo è:
    —————
    Il LORO parcheggio e quello dei LORO DIPENDENTI.
    (forse quello dei loro dipendenti anche no..)
    ————–
    Non lo dicono perchè non sarebbe impopolare per la gente comune.
    Però incominciate a pensarci voi a qual’è il VERO INTERESSE personale di chi si oppone.

    Vivono in altri quartieri PERO’ vogluiono andare al lavoro in macchina..

  3. Claudio K.

    Mi chiedo come mai le pietre antiche resistono intatte per secoli mentre quelle moderne dopo solo 27 anni sono tutte piene di crepe………

  4. Stefano

    Quando dico ai miei figli che in Corso Vittorio Emanule una volta c’erano .e auto non ci credono..
    E’ interessante notare come la foto che pubblicate (con il Corso, appunto, con le macchine) ricordi molto da vicino lo stato attuale di Via Montenapoleone, clamoroso esempio di ottusità, pressapochismo o..lobbysmo che ci porta a trattre una delle vie più importanti e famose al mondo come un orrendo posteggio. Lavorando in centro da anni, ho personalmente letto più volte sul volto di stranieri una profonda delusione quando a domanda “Scusi, dov’è Via Montenapoleone?” rispondevo “Ci sta camminando”. Non c’è scusa che tenga: è una via raggiunta da 2 (tra qualche anno 3!) linee di metropolitana, da innumerevoli mezzi di superficie, è vicina a parcheggi sotterranei (Piazza Meda bastrerebbe da solo) e allora ha senso non pedonalizzarla? Quanti voti portano questi commercianti?

  5. Renato S.

    Completo il concetto di WF. Il commerciante medio vuole vedere la propria auto in sosta DAVANTI alla propria vetrina. Quello è il suo concetto di pedonalizzazione. Perché il risvolto divertente della questione è che non è neppure mai riuscito a capire, dove le strade sono aperte alle auto, che uno spazio di sosta libero potrebbe attirare un suo potenziale cliente.

    L’unico caso anomalo è via Dante: lì i negozi fallivano uno dopo l’altro e a quel punto sono stati gli immobiliaristi – a ragione – a volere l’isola pedonale. E il risultato lo vediamo tutti i giorni.

    Aggiungo alla serie delle strade inspiegabilmente non pedonalizzate Corso Vercelli, magnifica strada di negozi sempre più lussuosi con marciapiedi talmente stretti da prendersi a gomitate, indegni di una banchina della metro.

  6. wf

    @Renato S.

    Grazie,
    sono totalmente daccordo con te ma ti correggo..

    non è neppure mai riuscito a capire, dove le strade sono aperte alle auto, che uno spazio di sosta libero potrebbe attirare un suo potenziale cliente.

    Il fatto che loro lo capsicono BENISSIMO.
    Lo sanno benissimo ceh guadagnerebbero clienti…
    Solo che non lgi importa SE perdono il privilegio di lasciare l’automobile in sosta DAVANTI alla propria vetrina.

    Ergo tutte le volte che gli si obbietta dei clienti persi non fanno una piega.
    Sapere questo può essere molto utile a chi invece ci vive e vuole una città più bella e vivibile…

    NB.
    Infatti non a caso sono i piccoli negozi di Corso Buenos Aires, e non i grandi machi, ad essere contrari alla riduzione dei posti auto..
    I grandi pensano ai profitti, gli altri pensano a parcheggiare davanti al negozio…

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