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Milano | Navigli – Via Magolfa: una via romantica, peccato che…

Perché un luogo così bello e romantico di Milano è trattato tanto male?

Purtroppo la causa deriva probabilmente dal degrado che regna nella vicina via Gola che naturalmente esonda anche su quest’angolo della Milano antica.

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Via Magolfa come potrebbe essere… e non lo è… in un nostro fotomontaggio

 

Navigli - Via Magolfa con la roggia

Via Magolfa con la roggia della Triulza com’era

Il bel borgo dal sapore antico che è Via Magolfa è massicciamente inquinato dai soliti insopportabili graffiti o tag degli imbrattamuri. La stupidità dei vandali dalla firma facile la si evince a colpo d’occhio: nonostante abbiano a disposizione un bel muro sul quale poter creare murales sul lato pari della via ad esempio, la loro preferenza invece cade puntualmente su uno scarabocchio, una sigla, lasciata sui muri delle case, come un segno del loro passaggio come farebbe un cane per segnare il territorio.

E lo spray viene usato indistintamente su case nuove e su edifici d’epoca. Persino la “casetta museo” di Alda Merini è stata più volte ridipinta per nascondere i tag dei vandali. Perché uno schifo simile in un bel posto come questo? Per fortuna al civico 23/25 ha aperto da diversi mesi un nuovo locale che riesce a mantenere pulite le pareti nel suo tratto.

 

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L’antica roggia purtroppo è stata prosciugata e oggi è un canale in parte rivestito d’edera, mentre l’altro tratto è un semplice letto asciutto. Qui vicino scorrono la roggia Boniforte (via Argelati) e la roggia Della Triulza.

Sopra questa “roggia” è stata costruita nel 1500 una piccola chiesetta, oggi percettibile solo dal campanile goticheggiante e dal portantino a sesto acuto. La chiesuola è dedicata a Santa Maria del Sasso, o del Sangue, per volontà di alcuni milanesi che erano devoti a questa particolare Madonna, a sua volta venerata nel piccolo comune di Re, in val Vigezzo, sopra Domodossola. Dalla valle, arrivavano stagionalmente, gli spazzacamini per ripulire i comignoli della città, la sera si ritrovavano all’Oratorio di via Magolfa perché l’immagine sacra li faceva sentire meno lontani dal proprio paese, divenne in breve tempo la chiesa degli spazzacamini.

La chiesa di via Magolfa è visitabile un paio di pomeriggi a settimana, come riportato su un cartello affisso al portoncino.

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Lungo la strada che ha un percorso un po’ sinuoso, si sta realizzando un nuovo complesso residenziale al posto di vecchi magazzini, l’Opificio di via Magolfa. Mentre all’inizio della via, al posto di un vecchio garage sta sorgendo un nuovo complesso residenziale ancora misterioso.

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Via Magolfa un tempo. Dopo i bombardamenti del 1943, o nel fascino di vecchie foto in bianco e nero.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


16 thoughts on “Milano | Navigli – Via Magolfa: una via romantica, peccato che…

  1. Davide

    Secondo voi, che ve ne intendete, sarebbe possibile ripristinare l’acqua anche in queste rogge minori oppure il sistema é compromesso per sempre?
    Per quanto riguarda i writer (o i pirla sarebbe meglio) lasciare la tag é esattamente come marcare il territorio x un cane! Solo che probabilmente questi imbecilli (citando Sgarbi) Alda Merini non hanno la minima idea di chi sia. Ergo, per loro, si tratti di una catapecchia o di un complesso culturale non fa alcuna differenza, anche perché non conoscono questa differenza. Il problema di fondo, che attanaglia tutta la penisola, é l’ignoranza! Non nozionistica però, ma del senso civico. La si ritrova nelle tag, nel gettare i rifiuti in giro, nel non fare la differenziata, nel non curarsi del non proprio! Finché non si estirperá questo menefreghismo verso ciò che non é tuo, sarà difficile contrastare questi atteggiamenti. Le istutuzione hanno come al solito due vie: o reprimere (e sappiamo non funziona anche se potrebbe sembrare la soluzione migliore) o educare (impegnandosi sempre e comunque a ripulire, tenere in ordine, manutentere) informando le famiglie, le scuole, gli oratori su quanto costa combattere contro le cattive abitudini!

  2. Davide V.

    Che tristezza e che menefreghismo, questo è un luogo con delle potenzialità enormi peccato sia ridotto in questo modo indegno.

    Anche io come il mio omonimo come prima cosa mi chiedo, perché non approfondire la questione acqua? E’ possibile riportarla in queste rogge? Io sono uno dei più convinti sostenitori della riapertura della cerchia interna e partecipo agli incontri sul tema ogni volta che posso, peccato non si parli mai di queste piccole e pittoresche rogge dove riportare l’acqua credo sia molto più semplice.

    Per quanto riguarda le tag avete ragione ma io continuo a sostenere che il problema sia duplice, la colpa principale è ovviamente che chi le fa non ha alcun rispetto delle cose altrui ma vogliamo parlare dei proprietari dei condomini? Siamo arrivati ad un livello di menefreghismo tale della cosa pubblica che addirittura la facciata di casa nostra viene percepita come di nessuno! Se ogni condominio si occupasse di tenere puliti i pochi mq di sua competenza, ogni negoziante la sua saracinesca e cos’ via avremmo risolto il problema.

  3. Anonimo

    Concordo con il commentatore: tutti a criticare le amministrazioni (e mi va anche bene) ma dei proprietari dei condomini che dovrebbero vergognarsi e non si vergognano cosa vogliamo dire?

    1. Claudio K.

      Giusto, ma quando sborsi i soldi per far ripulire una, due, tre, quattro volte, e dopo una settimana è uguale, probabilmente alla quinta ti stufi.

      Ci vuole una strategia coordinata dal Comune. E’ assurdo pensare di andare a lavorare uno a uno con tutte le migliaia di condomìni e negozi che ci sono a Milano. Bisogna fare degli accordi con le associazioni di categoria (come l’associazione degli amministratori di condominio e quelle dei commercianti, anche quelle di via) e le grandi aziende.

      Per esempio – la butto lì – una grande azienda potrebbe farsi carico della pulizia del tratto di strada dove ha la sede in cambio di una placca che dice “i muri di questa via sono tenuti puliti da….” come si fa per il verde.

      Quanto ai condomini e ai commercianti, lavorando come associazioni e non come singoli, con la mediazione del Comune, si potrebbe fare massa critica, diventare dei “gruppi di acquisto” e ottenere prezzi più bassi dai servizi di pulizia. Il Comune potrebbe anche introdurre uno sconto sulla tassa dei rifiuti ai condomini o negozi/associazioni di via che sottoscrivano un contatto di pulizia periodica.

      Inoltre il Comune dovrebbe dare un sostegno ad associazioni di volontari tipo Retake o l’Associazione Antigraffiti che già si occupando della pulizia.

      Infine si potrebbero, secondo me, anche fare degli intevrenti “preventivi”, ad esempio coprire i muri ciechi con rampicanti dovunque possibile (esempio tipico il muro grigio della Darsena) e dare incentivi a chi sostituisce i muri di cinta in muratura con delle cancellate.

      Sono appena tornato dagli USA e a New York. dove i graffiti sono stati inventati e dove negli anni 80-90 ricoprivano ogni cosa, non ho visto UNA SOLA tag sui muri (solo qualcuna minuscola su qualche palo o cassetta delle lettere). Dunque cambiare si può… se sono riusciti a NY a impedire di fare le tag alle gang di latinos e di neri (gente che ti accoltella per 20 dollari) non vedo come non possiamo riuscire noi impedirlo di farle a un pugno di figli di papà viziati che giocano a fare gli alternativi.

      1. Davide V.

        E’ vero anche quello che dici tu, l’amministrazione potrebbe intervenire cercando di rendere più virtuosi i comportamenti dei privati, è così che a NY hanno risolto questo problema? Sarebbe interessante approfondire come affrontano il problema nelle altre città, confesso di essere ignorante in materia.

        Purtroppo però è anche incontestabile che a livello culturale in Italia non c’è attenzione ne un grande interesse a ciò che sta fuori dal proprio orticello e ribadisco, se TUTTI avessi a cuore il decoro e si curassero del loro pezzettino il fenomeno si auto estinguerebbe.

      2. wf

        Ottima proposta.
        E mi sembra anche molto fattibile economicamente con la strategia della riduzione delle imposte. Molto concreta potrebbe generare un esempio positivo diffondere.
        Anche l’idea di sostituire ai muri grigi ĺe cancellate non mi dispiace affatto.
        non tutti i condomini hanno i soldi per pulire le Tag ma in questo caso l’impegno è agevolato

  4. Marco

    Che bel articolo, grazie davvero per il lavoro che fate. Per la questione tag concordo anche io, ce la si può avere con le amministrazioni pubbliche quando non puliscono i loro palazzi, i treni, le stazione della metropolitana, la balaustra in granito dei navigli, ecc. ma se la città è ridotta in questo modo schifoso la colpa è anche e soprattutto dei privati. Il problema e che non solo non si ha a cuore la cosa pubblica ma nemmeno la propria se si trova fuori dalla porta del proprio appartamento. Il mio palazzo è stato taggato 5 anni fa, abbiamo prontamente ripulito e da allora non è più successo.

  5. Sandro

    Stamane con un mio amico siamo stati in una via del centro a cancellare tag su superfici intonacate(dietro permesso).Una decina di tag che erano apparse dopo un mese dalla precedente ripulitura.Dunque,costo barattolo usato piu volte 20 euro;tempo impiegato per cancellare 20 minuti(perchè erano una decina.Fosse stata una ,2minuti).Conclusioni :e falso pensare che reimbrattano dopo pochi giorni.Passa un mese come minimo.Il tempo e il costo sostenuti per cancellare in rapporto AGLI ANNI DI VISIONE CONTINUA degli imbrattamenti e che ci disturbano assai é infinitesimo.Pertanto se si ha la casa intonacata e non si puliscono subito le tag (altrimenti se ne aggiungono altre)la colpa È DEGLI ABITANTI DELLA CASA.

    1. Anonimo

      Grazie per l’illuminate pensiero. Abito in Via Magolfa al 9 e come potrai notare spesso puliamo dove imbrattano. Siccome ti vedo molto sensibile sul tema pulizia e secondo te i costi sono irrisori, mi dai gentilmente il tuo IBAN così possiamo fare pagare anche a te, cultore di bellezza e pulizia, parte delle spese che ci accolliamo noi per tenere pulito? Sono sicura che data la spesa irrisoria, non ti tirerai di certo indietro.In alternativa ti invito ad andare in un colorificio (in zona ce ne sono ben 3) a comprare di tasca tua pennelli e tinta e venire a dare una pulitura quando vedi gli imbrattamenti. Sennò stai zitto che a fare i ganzi coi soldi degli altri sono bravi tutti.

  6. Davide

    Aggiungo una appendice al mio commento iniziale: concordo con voi sul fatto che la colpa non può e non deve essere data per forza alle istituzioni! Serve davvero un’azione coordinata comune-cittadini!
    Tuttavia il discorso degli immobili privati che non vengono mai puliti dagli stessi proprietari di casa rientra a mani basse nel discorso che facevo prima: ignoranza e menefreghismo! Quasi certo che i condòmini di via Compagni, di fronte al garage Mazzei (a Piola per intenderci), che non hanno mai fatto pulire le facciate dei loro condomìni, a casa loro saranno li che strofinano il pavimento 700 mila volta e camminano con le pattine per non far le righe! Ma fuori pazienza: tanto fuori non è casa loro!
    In questo caso il Comune dovrebbe, come forse ho più volte scritto, “incentivare” i condomìni più lazzaroni a mantenere decorose le loro facciate…altrimenti multa!

    1. Marco

      Sottoscrivo ogni parola ma il comune prima di poter fare le multe dovrebbe dare il buon esempio, una volta che TUTTI i suoi stabili saranno oggetto di pulizia metodica allora potrà punire i privati che non lo fanno. Altrimenti sarebbe paradossale.

  7. Franz Josef

    Il problema è sistemico. Inutile sperare di risolvere i problemi di via Magolfa, se poche decine di metri dopo in via Gola prospera il degrado.

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