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Milano | Porta Genova – Il Correnti incappucciato

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Passando dal cantiere per la stazione della M4 De Amicis, non potevamo non osservare come il busto (restaurato nel 2015) del patriota e politico italiano Cesare Correnti sia stato completamente imbustato e protetto, assieme al piedistallo, per rimanere così almeno cinque anni, il tempo di realizzare la stazione della metropolitana blu.

L’aiuola è già stata sbancata e le balaustre in ferro battuto sono state messe al riparo, per essere riposizionare una volta ultimati i lavori.

Così dopo aver immortalato il povero Cesare incappucciato, abbiamo cercato di immortalare anche il famoso muro antico che è stato dissotterrato proprio nel mezzo del cantiere e della via. Qui, ricordiamo, che sino al 1930 vi era un ponte e vi scorreva l’acqua della cerchia dei navigli interni.

Così come non potevamo non buttare un occhio al controverso cantiere adiacente di via De Amicis 31. Quello del palazzo di fine Ottocento che è stato recentemente demolito completamente, suscitando clamore e sdegno per lasciare il posto ad una nuova costruzione che, dai pochissimi render che sono circolati, pare un miscuglio di vecchio e nuovo, ma non ne siamo certi.

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Articoli inerenti al palazzo di via De Amicis 31. 14 luglio 201619 luglio 201627 agosto 2016

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


13 thoughts on “Milano | Porta Genova – Il Correnti incappucciato

  1. papoff

    ma non sarebbe più giusto (nonché più sensato) chiamare questa fermata “resistenza partigiana” come la piazza che la ospita?
    via de amicis, oltre ad avere già una fermata al suo estremo, continua poi oltre verso le colonne di san lorenzo e quindi la nomenclatura non sarebbe univoca. stesso discorso per washington bolivar (che vince il premio del peggior nome di sempre: lungo e fuorviante) e, seppur meno peggio, foppa (che a logica e coerenza dovrebbe chiamarsi california).

    1. robertoq

      Concordo, i nomi delle fermate della M4 sono spesso un po’ bizzarri.

      E poi applicando lo stesso criterio di “Washington Bolivar” dovremmo aver la fermata “Policlinico-Palazzo di Giustizia” 🙂

      “De Amicis” io invece l’avrei chiamata Corso Genova, per simpatia

          1. Lorenzo lamas

            Poi da Baywatch a Pamela Anderson, poi da Pamela ferma a Pamela che corre sulla spiaggia con il salvagente a siluro, e poi continui con la progressione ed è come un Rinascimento. Ecco tutto qui.
            Poi con foppa va bene. Più foppa per te, più California per me.

  2. kubi

    Quasi nessuno sa che quello slargo si chiama “Resistenza partigiana”. Per questo l’hanno chiamata “De Amicis”. Non dovrebbe essere difficile da capire.

  3. papoff

    dico solo che via de amicis é molto lunga e ci saranno 2 fermate del metrò, quindi trovo sbagliato assegnarle un nome così.
    l’essere famoso non é un criterio: chi conosceva via pasteur o rovereto e turro? son tutte fermate su viale monza che, giustamente, non ne ha nemmeno una intitolata.

    non dovrebbe essere così difficile da capire.

    stesso discorso per foppa (che avrà anche parco solari e bolivar) che sarebbe più preciso chiamare california.
    per la fermata con nemmeno una uscita in via washington poi non capisco proprio il bisogno della doppia nomenclatura, anzi lo trovo fuorviante dato che la via é lunga 1 km

    non dovrebbe essere così difficile da capire.

    gradirei una coerenza nella nomenclatura della rete metropolitana milanese.

  4. kubi

    Niente. Troppo difficile da capire. Se uno capisce Roma per toma vuol dire che non ci arriva. Ce ne faremo una ragione.

  5. Anonimo

    Purtroppo le fermate le hanno chiamate partendo dall’assunto (correttissimo) che i Milanesi e soprattutto i non Milanesi sono ignorantissimi di toponomastica. Non parliamo dei non Milanesi, che ragionano di Milano solo in termini di fermate metro (ne conoscerete a decine anche voi di questi figuri). Pertanto, ahimè, Bolivar Washington servirà a far capire che lì saremo “in zona Washington”, più o meno. Ad ogni modo viva California, che tristezza “Foppa”, sembra una parolaccia veneta.

  6. robertoq

    Coi tempi che corrono, ringraziamo il cielo che non sia arrivato il “Giovane Creativo” di turno a chiamarle SoWa (South of Via Washington) oppure MiFo (Middle of via Foppa)

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