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Milano | Lambrate – Il Parco dell’Acqua

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A est nel quartiere Rubattino, si trova uno spazio verde abbastanza suggestivo e particolare, il Parco dell’Acqua, sorto dove si trovavano le industrie meccaniche dell’Innocenti-Maserati.

Qui fino al 1993 si realizzavano parti di automobili della Innocenti; la fabbrica occupava una superficie molto vasta e andava da ovest (in Via Riccardo Pitteri) a est, sino al confine col comune di Segrate, frazione Redecesio . Nel 1971 venne realizzata la tangenziale Est (A51) che aprì definitivamente nel 1973. Attraversando il tratto sopra le industrie automobilistiche al Rubattino, fu scelta la soluzione di una sopraelevata che consentisse all’industria di non venire spezzata. Vicino alla tangenziale scorre ancora il fiume Lambro che qui era già stato costretto in un percorso rettilineo per consentire le costruzioni industriali sui bordi.

Nel 1993 l’industria cessò definitivamente l’attività e da subito il Comune si mosse per ripensare e riqualificare questa parte di Milano. Nel 1997 il Comune di Milano indisse un concorso d’idee per un Piano di Riqualificazione Urbana (P.R.U. Rubattino) complessivo e da questo emersero le linee che portarono alla realizzazione, al centro del nuovo insediamento residenziale, del nuovo spazio verde di 110.000 m².

Così, dopo le bonifiche, nel 2004 venne inaugurato questo parchetto posto sotto la tangenziale e che, inizialmente, doveva dividere le due parti del progetto, ma che oggi semplicemente pone termine all’intervento di trasformazione, dato che la seconda parte, quella a est, ancora oggi non è stata realizzata.

 

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Dal complesso residenziale, leggermente sopraelevato, discende un leggero declivio che arriva sino al fiume Lambro, purtroppo quasi isolato dal parco stesso attraverso messa a dimora di vegetazione e posa di reti lungo i suoi argini, perché questo fiume è abbastanza impetuoso e pericoloso, oltre che inquinato (peccato). Dopo il fiume ci si ritrova in una specie di piazza, in parte coperta dalla tangenziale. Oltre, un laghetto, che bagna in modo suggestivo i pilastri del cavalcavia ed è bordato da cespugli e vegetazione, rendendo quest’angolo molto particolare e, perché no, suggestivo. Il restante parco, che giunge sino a quella che viene chiamata la Casa di Cristallo, edificio dismesso rimasto ancora in piedi, ma che sta letteralmente andando a pezzi (ex nave industriale dell’Innocenti di eccezionali dimensioni realizzata con una struttura in ferro e vetro) è formato da prati, alberature isolate, larghe macchie di cespugli intersecate da percorsi pedonali e ciclabili, aree per cani e aree giochi, compreso un campo da basket e uno da calcetto.

Al suo interno si trovano piante di robinie, acero campestre, carpino bianco, frassino maggiore, alcune varietà di ontano, orniello, platano comune, pioppo cipressino, quercia e salice bianco. Al momento si attende ancora la conclusione dei lavori al comparto est, che, secondo un programma rivisto nel 2011, dovrebbe essere trasformato in sede universitaria con residenze, favorendo altri spazi a verde, oltre al recupero dei vecchi capannoni industriali.

Ci siamo chiesti perché il Comune non organizzi un “concorso” che premi chi realizzi un graffito o murales sui piloni della tangenziale, che ora sono semplicemente scarabocchiati con le solite scritte senza senso; non sarebbe più bello?

Unica pecca per questo parco è il costante fruscìo creato dalle vetture che sfrecciano sulla testa di continuo. Magari realizzare qualche barriera anti rumore sarebbe un’altra cosa da prevedere per il benessere degli abitanti del quartiere.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Lambrate – Il Parco dell’Acqua

  1. Elle

    Potevano realizzare uno skatepark sotto la tangenziale. È un metodo economico per realizzare skatepark al coperto, utilizzato in molte città (in Italia c’è ad Arezzo, nel mondo sono molto diffusi) anche per riqualificare e rendere utilizzate zone abbandonate.
    So che qualche struttura artigianale è stata fatta lì ma è durata poco.
    C’è poi il solito problema dei nomadi e dei senza fissa dimora che lì fanno di tutto

  2. anonimo portaveneziano

    Ma, giusto per capire (non abito in zona), il parco è minimamente frequentato? Che so, da qualcuno che faccia jogging la mattina prima di andare in ufficio o dalle nonne con i nipotini il pomeriggio? Dalle foto parrebbe che, nonostante la presenza di attrezzature ludiche, non ci sia gran concorso di popolo.
    Stando poi a quanto dice Elle, qualcun altro si è già appropriato dell’area.
    Mhhh, temo proprio che non andrò a rimirare i piloni con i piedi a mollo nell’acqua o lo scheletro rugginoso della ex casa di cristallo.

  3. antonio

    Caro anonimo vai e guarda. A me sembra un bell’intervento… perchè non dovrebbe essere fruito dagli abitanti? Boh!
    Spero che il rudere dell’innocenti venga riutilizzato, mi ha sempre affascinato. Il Museo del’auto ci starebbe benissimo.

  4. wf

    La casa di cristallo c’era un progetto mega con pista da jogging sopraelevata sul tetto e all’interno complesso sportivo, ma realisticamente non ci saranno mai i soldi.
    Punterei su una soluzione low cost trasformandolo in un mega giardino di inverno con attività, una foresta verde dentro una cattedrale di ferro e cristallo. Dentro magari dei fermer market o altri punti di presidio da privati.

    Comunque il parco è diventato frequentato, ovviamente meno la parte a ridosso dei lotti abbandonati.

    Purtroppo comune senza soldi può fare poco, a meno che trovi un privato che possa trovare ritorno economico oppure il comune sviluppi un progetto low budget poi gestito con l’aiuto privato…
    Che abbia basse spese di manutenzione.

  5. anonimo portaveneziano

    Lieto di sapere che questo parco sia ben frequentato: grazie dell’info; dalle foto avevo ricavato una diversa sensazione.
    Non è certo un segreto che in altri parchi, più o meno periferici, le cose vadano diversamente (Cassinis? Maciachini/Villani? Groane? …)

  6. wf

    Anche se è frequentato non è che la situazione sia bellissima comunque.
    L’acqua puzza del Lambro e ogni tanto ci sono delle memorie a sola lettura che utilizzano la zona.
    Diciamo che è riuscito a metà, e finché non si occuperanno dello spazio dismesso ex innocenti credo sarà difficile riqualificare tutto.
    Comunque nelle ore centrali è utilizzato.

  7. -Ale-

    Un parco è sempre e comunque una soluzione da priviligiare, ormai lo spazio verde è così poco!
    Poi una volta creato, va sempre mantenuto e protetto, ma se non avviene, non è il concetto di parco da mettere in discussione. Personalmente faccio fatica a trovare alternative migliori.

  8. Abitante

    Non voglio sembrare pessimista o disfattista o solamente antipatico…ma…
    E’ vero , l’acqua puzza. Non solo, ma e’ anche prevalentemente stagnante. Il progetto ha qualche difetto e andrebbe revisionato.
    In estate quando fa parecchio caldo sui vialetti adiacenti ai maggiori ristagni si passa con un certo disgusto. Alghe e rifiuti galleggianti rimangono ad “essiccare” placidamente per la gioia dei visitatori.
    Il Lambro e’ praticamente una fogna a cielo aperto e lo sappiamo tutti.
    Un minimo di disinfestazione potrebbero farla. Le zanzare tra i ristagni e il verde , nel periodo estivo, sono un TORMENTO che rendono le panchine li attorno quasi inutilizzabili.
    Il problema dei rom , specialmente in estate e’ SEMPRE stato molto vivo in via Rubattino. Han persino dovuto ABBATTERE delle palazzine per farli sgomberare. Quindi in numero minore si sono spostati tra la CESI e la centrale elettrica. In estate occupano parte del parcheggio di Rubattino. Come gia’ e’ stato detto non e’ un “parco” dove poter stare “totalmente” sereni, ad oggi.
    Senza contare i parcheggi limitrofi che, ben isolati, dopo una certa ora ospitano un po’ di tutto.
    Detto questo il verde e’ “sempre” bello e farebbe piacere averlo sotto gli occhi piu’ spesso.
    Ottima’ l’idea dello skatepark. Sarebbe un valido strumento per popolare il posto e allontanare coloro che non sono intenzionati a viverlo per quello per cui e’ stato realizzato.

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