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Milano | Porta Genova – La demolizione di De Amicis 31

Con rammarico in questi giorni abbiamo assistito alla demolizione del palazzo di fine Ottocento di via De Amicis 31. Qui sorgerà una nuova costruzione con più piani che, in parte, dovrebbe contenere la vecchia facciata come abbiamo visto in un recente articolo.

Non vogliamo giudicare prima di vedere come e con cosa verrà sostituito o integrato il palazzo, ma vedere le immagini della demolizione di un bel palazzo signorile nel centro storico fa un po’ male.

Ci chiediamo dove sia e quale sia il ruolo della sovrintendenza in questi casi e perché talvolta la si veda salvaguardare strutture senza alcun valore apparente come muri di cinta o inezie simili, mentre in casi come questo pare assente.

La demolizione sta avvenendo ora per via del vicino cantiere della M4, che una volta avviato non consentirebbe alle macchine demolitrici di operare in libertà.

2016-09-05_De_Amicis_1

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


16 thoughts on “Milano | Porta Genova – La demolizione di De Amicis 31

  1. roberorq

    Il P.R.U. Di Milano e’ online. Quell’isolato e’ soggetto all’art. 13.2.c La facciata non era lecito demolirla.
    A Milano mi sembra che cambino le giunte, ma le stupidaggini rimangano sempre le stesse.

    PS : complimenti vivissimi al Municipio/cdz 1 che era “contrario” al progetto. Se’ questo il modo con cui sono efficaci, faccio volentieri a meno di loro.

    1. robertoq

      Il P.G.T è a questo indirizzo
      http://pgtmilano.ordinearchitetti.mi.it

      Basta mettere l’indirizzo (De Amicis 31) e vedere su “legenda” a cosa corrisponde quell’edificio.
      Come abbian fatto a farsi autorizzare la demolizione è per me assolutamente misterioso… e anche solo per curiosità intellettuale mi piacerebbe sapere prima o poi cosa è successo veramente nei meandri della Sovrintendenza, Commissione per il Paesaggio, Commissione Urbanistica del CDZ, Comune ecc ecc. 🙂

  2. Anonimo

    Questa cosa è davvero inconcepibile, come diavolo è possibile che si possa buttare giù un edificio del genere?
    Sono molto triste, queste cose non fanno per niente bene a Milano.

  3. walter

    Speriamo che per il prossimo edificio si adotti la superficie sacrificale antigraffiti.Ma scommetto un milione di euro che se ne fregheranno e lasceranno che si riempia di scritte.Il decoro non è di questa città.

  4. Luca

    Senza parole, anche se in realta’ ne avrei a milioni . non capisco piu che la sovrintendenza chi scrive l articolo :sembra nato ieri. Mi meraviglio

  5. Claudiogi

    E’ un atto semplicemente vergognoso. Un mix di arroganza da parte di chi ha pensato alla demolizione e di disinteresse e inefficacia delle amministrazioni pubbliche che non hanno saputo/voluto impedire questo scempio.

  6. Riccardo

    Assassini, corrotti e incapaci!!!
    Peggio dell’Isis!

    La Soprintendenza a Milano evidentemente è costituita da queste persone…
    Vergognaaaaa!

  7. Antonio

    Si pensava che gli speculatori fossero sazi. Purtroppo no.
    Il privato fa quello che deve fare cioè fare i soldi ma dove sono quelli che dovevano controllare?
    Sembrava che la conservazione dei centri storici fosse cosa acquisita .. e invece..

  8. Roberto

    Passo tante volte da lì ma non avevo capito quello che stavano combinando, mea culpa! Ho le budella annodate. Credevo non fosse più possibile fare cose del genere, è un incubo. Spesso, passeggiando per la città, si vedono chiaramente gli “inserimenti” degli anni ’60/’70 che spezzano senza pietà il bel disegno di questi palazzi storici, tipo Corso Garibaldi o i Navigli. Ho sempre pensato a chissà quale bel edificio d’epoca abbiamo rinunciato per fare posto a palazzine schifose e degradanti. Non sono assolutamente uno che fa l’equazione vecchio= bello, nuovo= brutto, ma mi sembra che in De Amicis stiano tirando giù proprio un bel edificio che non aveva proprio l’aria di essere fatiscente. Sarebbe interessante avere nomi e cognomi di chi ha voluto e di chi ha permesso questa ennesima cancellazione del cuore storico di Milano. Sarebbero da trascrivere in una moderna Colonna Infame. Ha detto bene il commentatore: sembra di vedere all’opera l’Isis!

  9. Daniele

    Non c’è altro da aggiungere se non un invito a vigilare su certi ‘cantieri sensibili’ anche da parte di chi come me non è cittadino di Milano ma semplicemente un italiano che crede nella Costituzione – e in particolare nel dettato dell’art. 9 che invita esplicitamente alla tutela creativa del nostro paesaggio, incluso il paesaggio urbano.
    Credo che in un caso del genere la locale Soprintendenza avrebbe potuto anche chiedere un parere alla DG Architettura e Arte Contemporanea del MIBACT, da poco costituita anche allo scopo di promuovere la qualità architettonica ed il confronto corretto con le preesistenze ambientali.
    Sarebbe bello approfondire e ricostruire le fasi del procedimento amministrativo… capire come certe cose accadono può essere utile per fare in modo che non si ripetino piu!

    Tanti auguri a Milano e a tutti noi!

  10. luca

    è una vergogna assoluta! solo qui in italia poteva succedere! negli altri paesi europei si paga il biglietto per entrare in certi posti!!!! buttatevi via!!!!!

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