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Milano | Centro Direzionale – Ripartono, o partono, i lavori per il Giardino d’Inverno

Dopo tanti anni, la voragine di via Pirelli sarà colmata. Oltre dieci anni fa venne presentato il progetto Mi-Luce che per fortuna (era alquanto bruttino) naufragò, ma nel frattempo erano state demolite le vecchie abitazioni in rovina da decenni e preparato lo scavo per le fondamenta. Poi per anni tutto congelato, sino al 2014, quando l’arrivo della società China Investment -per il 70 per cento dell’imprenditore Xiadong Zhu e per il resto dell’ex assessore regionale ai Trasporti Maurizio Del Tenno- rilevò il progetto e lo modificò battezzandolo Giardino d’Inverno. L’annuncio avvenne subito, con grande fanfara e poi più nulla, solo il degrado  e l’abbandono per anni.

Così sino arrivati a questi giorni, dove è stato annunciato finalmente l’avvio del cantiere, con una grande festa il 20 giugno prossimo. L’avvio dei lavori saranno affidati alla stessa impresa che ha realizzato il Bosco Verticale e la consegna avverrà tra una ventina di mesi.

 

Il progetto dall’architetto Paolo Caputo prevede una torre di 15 piani completamente terrazzata e caratterizzata da piccole serre, una piscina, una palestra e tre ristoranti di cui uno stellato. Avrà una forma a U con una piazzetta centrale rivolta verso via Adda e quindi a meridione.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


15 thoughts on “Milano | Centro Direzionale – Ripartono, o partono, i lavori per il Giardino d’Inverno

  1. PadaniaLiberaSecessioneSempre

    15 piani ? MA VERGOGNATEVI !!!
    Almeno 150 metri di altezza ( un nano ) che per la giunta filo islamica è super grattacielo…

    1. Anonimo

      Si è bello, ha classe, però ce ne vorrebbero almeno una cinquantina così in tutta la città, magari con qualche piano in più.

  2. lorenzo lamas

    Oddio Mi-Luce !

    All’epoca non mi sembrava brutto e ci avevo anche fatto un pensiero (fortunatamente poi è rimasto tale). Rivedenolo ora, devo dire che un poco boro era. Il nuovo progetto mi piace. Bello.

    Per quanto riguarda il discorso dei “grattacieli” residenziali in città – che peraltro incontrano il mio gusto – mi chiedo quale sia la reale potenziale domanda, tenuto conto dei costi di acquisto/gestione e delle possibilità finanziarie della clientela milanese (che non è certo quella londinese).

    1. Anonimo

      Anche a me non dispiaceva mi-luce all’epoca! ma molto meglio questo.

      Comunque è vero che Milano non è Londra (anche perché Londra può confrontarsi forse solo con NY e poche altre) e sicuramente non si possono costruire millemila grattacieli residenziali, però ricordiamoci che Milano è comunque una delle più grandi e ricche aree urbane in Europa.
      Non sminuiamoci sempre.

  3. Mino

    Leggendo tutti i commenti su Milano non è come Londra mi fa male al cuore… Perché non possiamo ambire ad essere come Londra, Parigi, NYC ecc… Perché accontentarci di essere di secondo o terzo livello? Vorrei che si guardasse molto più in alto e rendere questa città davvero unica al mondo ancora più bella e amata a livello mondiale

    1. Anonimo

      Prima di ambire ad essere come Parigi e Londra devi essere al top nella fascia subito sotto che è quella di Monaco, Barcellona e Copenhagen.

      E in tantissime cose sia Monaco che Barcellona che Copenhagen ci bagnano il naso e soprattutto vanno avanti più veloci di noi (anche grazie al fatto di essere inserite in Paesi più moderni e seri del nostro)

      1. Anonimo

        Ma tutte ste tantissime cose in cui Barcellona “bagna il naso” a Milano, me le elenchi per favore?!? Queste boutade esterofile hanno un po’ stufato.

        Monaco non è confrontabile perché ha una dimensione urbana ben più piccola. Copenhagen non la commento neanche…ma che paragone è?!?

        Poi è una discussione inutile, l’ 80% dei problemi di Milano sono dovuti allo Stato Italiano, quindi di che parliamo?

    2. Anonimo

      Sono d’accordissimo con te. Infatti Milano oggettivamente è meno di Londra, ma è già in “prima fascia”, lo dicono tute le ricerche internazionali, tipo gawc, non io.
      Ma sai, in Italia ormai c’è questa mentalità che noi facciamo schifo e all’estero sono straeccezionali, senza difetti. Ormai è una specie di religione.

      1. Anonimo

        libero di pensarla come vuoi…
        Pero’ con Monaco, Copenaghen e Barcellona ce la giochiamo. Con Parigi e Londra, siamo onesti, un po’ meno.

        1. Anonimo

          Ma guarda che è quello che sto dicendo…Londra e Parigi un gradino sopra, diciamo che sono le 2 capitali d’Europa, ma Milano è nel gruppo che viene subito dopo. E certamente non siamo meno di Barcellona, anzi.

  4. Wf

    Se volete che milano sia più internazionale come le,capitali e città che citate dovete analizzare le,differenze che esse hanno e Milano non ha.

    Direi che Milano ha quasi tutto gli manca esclusivamente VITA CULTURALE INCLUSIVA. un certo tipo di vivacità culturale che faccia partecipare un Po tutte le fasce della popolazione.

    La,cultura a Milano per adesso non esce fuori dai perimetri degli addetti ai lavori oppure è messa in mostra come un soprammobile carissimo dentro una vetrina di cristallo. Qualcosa da esporre più che da vivere.

    Recuperato questo gap per milano non c’è storia.
    È a livello internazionale.
    .
    Ps.
    Mi aspetto il solito elenco di attività e istituzioni culturali che mi snocciolerete che Milano possiede, ok qui non si tratta di fare la lista della spesa né di misurare i cm. Si tratta di un modo di vivere la,città e i suoi fermenti e di come ila realtà culturale faccia respirare la città stessa.

    È un problema di modo più che di sostanza…
    Riflettiamo.

    PPs.
    Milano comunque si trova adesso sul crinale di questo cambiamento anche culturale. Se lo si vuole nessuno la,ferma.
    Ci vuole consapevolezza.

    1. Anonimo

      Ci vuole consapevolezza… dei “piani alti”… Vogliono continuare a favorire le GRANDI CAPITALI europee delle GRANDI NAZIONI europee e dei GRANDI NAZIONALISMI europei, o finalmente lasciare che le città “non capitali” possano esprimere tutto il loro potenziale e non venire costantemente limitate come successo fino ad oggi (appunto per favorire le GRANDI CAPITALI), anche per depotenziare e superare finalmente gli anacronistici nazionalismi…

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