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Milano | NoLo – Il Parco del Trotter da salvare: prima parte

A Turro, o come si usa chiamare ora il quartiere a Nord di Loreto, NoLo, si trova questo bel parco che – a differenza di altri parchi cittadini – conserva anche un’atmosfera d’altri tempi e una storia particolare.

Anzitutto qui venne creato dalla Società Trotter Italiana e vi rimase per tutto l’Ottocento, uno dei primi ippodromi cittadini che fu dismesso nel 1921 per la creazione dei nuovi impianti a San Siro. Oggi della vecchia funzione rimane il tracciato del percorso del trotto nel viale circolare più ampio con le panchine in pietra.

Dopo lo spostamento l’area venne acquistata dal Comune di Milano (nel frattempo Turro divenne un quartiere della Grande Milano) che la trasformò nella scuola speciale Regia Scuola Speciale “Umberto di Savoia”, dalle avanzate teorie pedagogiche e destinata ai bambini gracili e tubercolotici.

Su progetto del tecnico del Comune, l’ingegnere Giuseppe Folli, venne realizzato un impianto a padiglioni in stretta connessione con il parco e vennero costruite in soli dieci anni due palestre coperte, una piscina ancora oggi visibile, un teatro, un cinematografo, una piccola fattoria con animali e una chiesa.

Scuola all’aperto Umberto di Savoia 1929 ingresso da via Giacosa

L’assetto attuale è ancora quello progettato negli anni ‘20 del ‘900, con la forma ad anello dell’ippodromo interrotta dall’asse trasversale ovest-est, oggi il viale dei Platani.

Negli anni ‘70 la scuola speciale diventa scuola di quartiere e nel 1991 il Comune commissiona al Politecnico di Milano uno studio per la riqualificazione naturalistica e architettonica dell’area che si conclude nel 2002. Il parco è attualmente nell’elenco redatto dal FAI dei Beni Ambientali di Milano da conservare e valorizzare.

La Regia Scuola Speciale “Umberto di Savoia” , la più grande in Italia e fra le più grandi d’Europa, all’epoca ospitava 1400 alunni, i bambini gracili di Milano, 160 dei quali stabilmente residenti al Trotter presso il Convitto detto “Casa del Sole”.

Essa si proponeva in anzitutto di migliorare le fragili condizioni fisiche degli alunni e a tal fine adeguò i suoi metodi di insegnamento con attività che si potessero svolgere
prevalentemente all’aria aperta. I bambini, assegnati a diverse “famiglie” di appartenenza (o cooperative), cominciavano sin da piccoli ad orientarsi verso l’attività lavorativa: coltivazione e vendita di ortaggi e piante ornamentali, allevamento del pollame, lavorazione e vendita dei derivati del latte; sotto la supervisione di adulti competenti, i bambini badavano agli animali della grande fattoria.

Il Trotter è oggi un punto di riferimento per i bambini insieme alle loro famiglie: nel parco si susseguono moltissime iniziative, quasi sempre gratuite, quali laboratori per bambini, corsi di lingua italiana per stranieri, mercatini, seminari di poesia e corsi di teatro, di botanica e di giardinaggio. Grazie alla volontà della scuola, alla collaborazione dei genitori e all’impegno dell’Associazione La Città del Sole-Amici del Parco Trotter questo luogo è diventato teatro di un’eccezionale ricchezza di stimoli culturali e di occasioni di partecipazione. (informazioni FAI)

Tutto questo ben di dio però necessita grandi investimenti per restauri e conservazione del patrimonio artistico e culturale di un gioiello ormai vecchio di cent’anni.

Le palazzine, per fortuna sono state tutte riqualificate e sono ben tenute. Purtroppo ci sono altre strutture che necessitano interventi urgenti, e magari altri riutilizzi.

Ad esempio, è un peccato che questa Italia in miniatura, un tempo immersa nell’acqua e utilizzata a scopi didattici, sia desolatamente abbandonata e irriconoscibile.

Che dire pure di questo spiazzo informe che un tempo era decorato coi pianeti e serviva per spiegare l’astronomia ai bambini, perché non restaurarlo?

Di seguito le vasche degli stagni e la paulonia. Vasche che per fortuna, in parte, sono ancora attive con piante e tante tartarughe, ma che andrebbero restaurate.

Di seguito le immagini della chiesetta, restaurata, del parco.

Per l’uccelliera, basta scrivere un cartello “PERICOLO” per evitare che qualcuno si ferisca? Possibile non poterla riparare e magari riportare a nuova vita?

Per finire, la prima parte dei nostri due articoli dedicati al parco (a breve seguirà anche la seconda parte dedicata alla piscina, punto focale del parco Trotter), mostriamo alcune immagini delle palazzine dell’Ex-Convitto in fase di restauro. Seguirà l’articolo che mostrerà l’ex-piscina che sarà presto sottoposta ad un recupero e ad un restyling.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


3 thoughts on “Milano | NoLo – Il Parco del Trotter da salvare: prima parte

  1. Nicola

    Dovreste anche far notare la condizione indecente dell’ingresso del parco: asfalto ammalorato, auto parcheggiate a impedire un accesso agevole, sporcizia e tag e, ciliegina sulla torta: via Giacosa, un rettilineo dove le auto tranquillamente superano gli 80 km/h, alla faccia dei cartelli. Perché non costruire dissuasori di velocità e installare autovelox tarati a 30 km/h? Gli attraversamenti pedonali sono pericolosissimi e quotidianamente i bambini rischiano di essere arrotati.

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