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Milano | Porta Ticinese – I Re Magi a Sant’Eustorgio

L’epifania a Milano significa Basilica di Sant’Eustorgio, qui ogni Sei Gennaio, come da tradizione, si tiene il corteo dei Re Magi.

Ma il simbolo della presenza dei Remagi in Sant’Eustorgio la si può trovare anche sulla sommità del campanile, dove al posto della consueta croce c’è una stella a otto punte, simbolo dei tre saggi astronomi che, secondo il Vangelo di Matteo (2,1-12), seguendo “il suo astro” giunsero da Oriente a Gerusalemme per adorare il bambino Gesù, il “re dei Giudei” che era nato. Così la leggendaria cometa che annunciava la nascita di Cristo è entrata nella tradizione milanese

 

Perché l’antica basilica di Porta Ticinese è legata al mito dei Re Magi?

La leggenda narra che il Vescovo Eustorgio, nel quarto secolo dopo Cristo, abbia trasportato da Costantinopoli le spoglie dei tre saggi in un grande sarcofago di marmo, dono dell’imperatore d’Oriente, Costante. Quindi il carro trascinato da buoi, con il pesante sarcofago, attraversò i balcani e giunse in Dalmazia, dove salpò per la costa abruzzese, per riprendere il suo viaggio sino a Mediolanum.

Sempre la leggenda, tramanda che, una volta arrivato a Milano, il carro si sia improvvisamente impantanato alle porte della città, dalle parti dell’odierna Porta Ticinese. Troppo gravoso il carico per i buoi. Un segnale, dunque, della provvidenza che in quel punto dovessero fermarsi le preziose reliquie. Sorse così la Basilica di Sant’Eustorgio, inizialmente dedicata proprio a loro Trium Magorum.

Purtroppo i corpi dei tre sovrani d’oriente che si presentarono al cospetto del Messia non sono più presenti nella basilica, o in parte, perché quel cattivone di Federico Barbarossa, che mise in ginocchio la città nel 1164, come bottino di guerra, si portò in Germania quell’oggetto di culto che doveva avere un significato non solo spirituale ma simboleggiare anche la continuità del potere dai primi re cristiani. Così le portò a Colonia dove fece erigere una grandiosa cattedrale che ancora oggi possiamo ammirare.

Milano dovette attendere parecchi secoli per riavere una parte delle preziose reliquie, infatti nel 1904 una parte (una tibia, un perone e una vertebra) dei corpi dei Re Magi fu restituita dalla Cattedrale di Colonia alla città di Milano grazie all’intervento dei due rispettivi arcivescovi di allora, il cardinale Andrea Ferrari e il cardinale Antonio Fischer, come gesto di fratellanza.

Oggi i piccoli ma preziosi pezzi delle spoglie dei tre re sono custoditi in una teca sopra l’altare trecentesco della cappella dei Re Magi in Sant’Eustorrgio. Come ogni anno alle ore 11 un corteo che parte dal Duomo percorrerà le vie del centro sino a San Lorenzo, dove ad attenderlo ci sarà un figurante vestito da Erode che li condurrà alla sacra famiglia che li attende sul sagrato della basilica portando i famosi doni, Oro, incenso e mirra, questo rito, anche sensale spoglie, si ripete ogni Epifania dal 1336.

 

 

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


2 thoughts on “Milano | Porta Ticinese – I Re Magi a Sant’Eustorgio

  1. Wf

    Bellissima leggenda questa dei magi che credo sia stata anche la base di parecchie avventure di Martin mystere della bonelli.

    Bello tramandare le tradizioni.
    Bell’articolo.

  2. Alessandro Magno

    Aggiungo che le reliquie durante l’assedio del 1162 furono nascoste a San Giorgio a Palazzo all’interno della mura cittadine, ma comunque ritrovate quando Barbarossa entrò a Milano e decretò la distruzione della città; quindi fatte partire di nascosto affinché i milanesi non si opponessero (anche se nella situazione in cui erano era già fortunati ad aver in salvo la vita).
    Fu l’arcivescovo di Colonia Rainaldo Von Dassel a portarle via dalla città ormai distrutta nel 1163 (forse senza neanche l’assenso di Barbarossa) quale dono a Colonia e all’imperatore. Un operazione svolta probabilmente per aumentare il prestigio personale del Vescovo che ( scomunicato dal Papa regnante Alessandro III) era stato tra i piu attivi nel portare all’elezione di Vittore IV (antipapa favorevole alle linea tedesca) e necessitava del favore e dell’appoggio dei cattolici tedeschi (che però rimasero in larga parte fedeli al papa di Roma facendo fallire lo scisma).

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