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I primi cantieri del Grande Progetto Pompei

Con la visita del Commissario Europeo per le politiche regionali, Johannes Hahn, accompagnato dal ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, dal ministro per i Beni e le attività Culturali, Lorenzo Ornaghi e dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, verranno inaugurati i primi tre cantieri del Grande Progetto Pompei.

Presentazione

«Certi beni del patrimonio culturale naturale offrono un interesse eccezionale che esige la loro preservazione come elementi del patrimonio mondiale dell’umanità».

Pompei, tra i maggiori luoghi-simbolo dell’Italia, è una delle aree archeologiche visitabili più estese al mondo e, dopo il circuito Colosseo-Palatino, è il secondo tra i siti archeologici italiani per numero di visitatori.

Dopo i crolli avvenuti nell’area archeologica di Pompei nel novembre 2010 e nei mesi successivi è stato adottato un programma straordinario per rafforzare le azioni e gli interventi di tutela.

In particolare Pompei – area scavata di oltre 66 ettari, con i resti degli edifici del I secolo privi di copertura ed esposti agli effetti climatici – da oltre 250 anni subisce danni alle strutture murarie e agli apparati decorativi.

La Commissione europea ha quindi approvato un finanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale destinato al progetto di restauro dell’area del sito italiano UNESCO di Pompei, in Campania. I siti italiani, infatti, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», sulla base delle tipologie individuate dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio mondiale culturale e ambientale firmata a Parigi il 16 novembre 1972, dai Paesi aderenti all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), sono, per la loro unicità, punte di eccellenza del patrimonio culturale, paesaggistico e naturale italiano e della sua rappresentazione a livello internazionale e acquisiscono priorità di intervento qualora siano oggetto di finanziamenti secondo le leggi vigenti.

Il progetto finalizzato alla conservazione, manutenzione e miglioramento del sito archeologico di Pompei prevede l’investimento di 105 milioni di EURO a partire da fondi UE e nazionali.

È stato avviato un percorso che, grazie al lavoro del precedente governo, ha consentito di siglare con il commissario UE Johannes Hahn un piano per i restauri immediatamente cantierabili a Pompei e per interventi di ampio respiro sul sito.

L’obiettivo è conservare uno dei principali siti storico-culturali europei, in quanto attrazione turistica ed importante fattore economico per l’intera Regione Campania.

I 105 milioni di fondi UE saranno utilizzati in base al piano di interventi messo a punto dal Ministero ed approvato dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Queste risorse saranno dedicate interamente a Pompei e si aggiungeranno ai 40 milioni di euro annui di cui dispone la Soprintendenza. Un’intesa interistituzionale, è stata sottoscritta il 20 gennaio 2012 dalle Amministrazioni interessate al “Grande Progetto Pompei”, per assicurare che il piano di interventi previsti sia realizzato attuando tutte le misure idonee a prevenire e contrastare tentativi di infiltrazione della criminalità, attraverso una più intensa e costante collaborazione tra i soggetti coinvolti e ad una efficace rete di monitoraggio sugli appalti di lavori, servizi e forniture, nonché mediante la tracciabilità dei flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere.

L’approvazione del progetto fa seguito alla domanda inoltrata dalle autorità italiane e ad un piano d’azione concordato con la Commissione in cui è stata accertata l’entità dei lavori necessari per la riabilitazione di Pompei, gravemente danneggiata dalle eccezionali precipitazioni temporalesche abbattutesi sul sito a fine ottobre e dalle intemperie verificatesi nel 2010 che avevano già causato gravi crolli.

” Abbiamo lavorato per presentare al commissario europeo un piano efficace per il recupero e la messa in sicurezza del sito ed abbiamo disposto un affiancamento, già operativo, alla sovrintendenza perché si inizi da subito a provvedere con le azioni di messa in sicurezza più urgenti. ” – dichiara Giancarlo Galan, a suo tempo Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

E commentando l’approvazione del finanziamento Johannes Hahn, Commissario responsabile per la politica regionale, ha dichiarato: “Abbiamo dato la nostra approvazione a questa importante opera di restauro non solo nell’interesse dell’Italia, ma dell’intero patrimonio storico europeo. Sono certo che questa iniziativa avrà un impatto positivo sul turismo e sull’economia della zona e quindi su tutti gli abitanti nella regione.”

Il progetto Pompei prevede di:

– consolidare le strutture del sito archeologico, a partire dalle aree definite “ad alto rischio” sulla base della mappa del rischio archeologico;

– costruire un sistema di canalizzazione e di drenaggio nell’area di proprietà statale non ancora scavata sotto la quale sono sepolti gli edifici antichi;

– procedere a lavori di consolidamento, restauro e abbellimento in linea con le metodologie di conservazione programmata;

– migliorare la formazione del personale della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei (SANP) addetto al sito.




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Claudio Nelli, 43 anni, milanese, nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione. Ma il percorso non poteva finire qui e nel 2015 fonda Dodecaedro Urbano, un contenitore per nuovi progetti e nuove sfide che coinvolgeranno sempre di più lo sfaccettato mondo delle città


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