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Corso Italia: tra incuria, inciviltà ed esempi virtuosi

Il Corso Italia, a Catania, è una delle principali arterie di attraversamento del centro cittadino nonché
sede di numerosi negozi, attività commerciali di rilievo, locali di ristorazione gettonatissimi.
Unico, grande viale (almeno in centro città) ad essere dotato di un’ampia carreggiata centrale e di due controviali laterali contraddistinti, ciascuno, da un doppio filare di alberi.
Eppure i problemi non mancano, anzi. 
Spicca innanzitutto l’indisciplina impunita di molti catanesi che non si creano alcun problema a recare evidenti disagi a scorrimento veicolare e transito dei pedoni, poiché si parcheggia continuamente sui marciapiedi, sulle rampe per disabili e carrozzine, davanti alle fermate dei bus, in doppia fila
Questo fenomeno di inciviltà costante si acuisce in prossimità di piazza Europa, complice l’esistenza di due bar ai lati della strada, con la conseguenza di ridurre addirittura a una sola corsia il traffico nella carreggiata centrale e di impedire in continuazione il regolare passaggio dei pedoni sui marciapiedi dei controviali.
Qui, gli autobus, per effettuare la fermata, non potendo accostare, sono costretti a fermarsi in mezzo alla strada, bloccando il traffico. 
Vigili urbani? La loro presenza è una tantum, tant’è vero che gli automobilisti indisciplinati e incivili persistono continuamente nel commettere queste infrazioni, ben consapevoli che assai difficilmente arriverà un membro delle forze dell’ordine per punirli.
Quali soluzioni? Se da un lato sarebbe quanto mai opportuna la presenza costante di vigili e l’adozione di sistemi semplici, veloci ed efficaci di rilevamento infrazioni quali lo street control, mediante fotografia, dall’altro è evidentemente necessaria la collocazione di dissuasori e paletti che, almeno, proteggano le rampe dei marciapiedi dalle continue invasioni di mezzi a quattro ruote.
L’ultima fermata del bus Amt in Corso Italia, prima di piazza Europa, potrebbe essere facilmente protetta da un cordolo di appena una ventina di metri, impedendo fisicamente la sosta selvaggia e lasciando libera la carreggiata centrale per il traffico privato. Una soluzione di una banalità e semplicità evidenti.
Sosta selvaggia in Corso Italia

Sosta selvaggia in Corso Italia

Sosta selvaggia in Corso Italia

Sosta selvaggia in Corso Italia

Sosta selvaggia in Corso Italia

Sosta selvaggia in Corso Italia
Sosta selvaggia in Corso Italia
Il passaggio dei mezzi sui marciapiedi, in più casi, ha comportato degli evidenti danni alla pavimentazione: lavori eseguiti poco bene, quindi, ma anche conseguenza di un uso illecito delle banchine.
Marciapiedi di recente costruzione già danneggiati dal passaggio di veicoli

Eppure, proprio nei pressi di Corso Italia, nella via Pasubio (una traversa) esiste un esempio virtuoso che sarebbe assolutamente da imitare in tutta la città: le banchine sono protette da una ordinata ed elegante serie di fioriere, paletti dissuasori e panchine, pulite e ben curate. C’è da scommettere che, in questo caso, tale risultato è stato ottenuto grazie alla collaborazione dei commercianti della strada.

L’ordinata e protetta banchina di via Pasubio sud
L’ordinata e protetta banchina di via Pasubio sud

Infine, quanto all’alberatura di Corso Italia, la situazione non è ottimale: molti platani delle banchine centrali sono morti, segati alla base o addirittura mancanti. Stesso discorso per gli “Alberi di Giuda” dei marciapiedi laterali. È così difficile, a Catania, avere una strada alberata come si deve? Evidentemente sì.




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