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Pozzuoli, riapre il Duomo nel Tempio ritrovato.

Nostra visita al Duomo di Pozzuoli, la scorsa settimana, dopo la recente apertura avvenuta lo scorso mese di maggio. La cattedreale risulta ancora cantiere, ma visitabile in tutti i fine settimana. Oltre ai turisti, ha riaperto anche al culto, restituendo una memoria quasi scomparsa agli abitanti della città di Sofia Villani Scicolone, in arte Sophia Loren.
La storia secolare di questa Cattedrale sembra spegnersi assieme a quel  terribile incendio divampato nella notte tra il 16 e 17 maggio 1964 che la distrusse. Le opere d’arte scampate all’incendio furono prontemente portate nei depositi dei musei Napoletani mettendole al sicuro. I primi interventi di restauro nel 1969, si arenarono a causa del fenomeno del bradisimo, che  da sempre interessa tutta la zona Flegrea essendo una grossa area vulcanica. Nel 1970  a causa di questo fenomeno fu sgombrato il Rione Terra. Quel che rimane della chiesa, dopo il doloroso incendio, subisce ulteriori danni. Ancora altri ne vengono provocati dai terremoti del 1980 e 1984. Lo svuotamento del Rione Terra fa cadere nel dimenticatoio  la Cattedrale, oltre a generare nuove zone residenziali “provvissorie” tra le più brutte edilizie che la storia dell’architettura ricordi. I nuovi agglomerati abitativi “provvisori”, come da copione di un brutto film,  sono poi diventati definitivi.
In seguito ai terremoti dei primi anni 80,  la chiesa abbandonata, fu anche oggetto di saccheggi e atti vandalici. Si deve aspettare il 1994 per la ripresa dei lavori. Finalmente nel 2003 la Regione Campania, con bando di restauro internazionel vinto dall’architetto Marco Dezzi Bardeschi,  finanzia il restuaro finale del monumento, dove le ceneri della Cattedrale barocca, restituiscono il tempio Romano inglobato nella chiesa. Il risultato finale è stato la restituzione di un Tempio/Duomo, unico, meraviglioso esempio di legame tra due tipi di architetture. Da una parte il tempio Romano ritrovato, e dall’altra la parte di chiesa Barocca sopravvissuta che vedei ricollocati nelle loro sedi d’origine, i dipindi salvati. Dipindi che rendono questa chiesa anche una bella testimonianza del 600 Napoletano in pittura. Infatti le tele risultano essere di artisti Napoletani e Italiani che erano presenti e attivi in quel periodo a Napoli. Si entra nel Duomo, dopo lo stupore di ritrovarsi in un tempio Romano, si passa nella chiesa barocca per restare affascinati da un ciclo di 13 tele, dove ne ammiriamo alcune della pittrice Romana Artemisia Gentileschi. Altre tele ricordano Massimo Stanzione, Giovanni Lanfranco e altri pittori tra cui Agostino Beltrano, marito della pittrice Napoletana Anella de Rosa, sorella del pittore Pacecco del Rosa, allieva di Massimo Stanzione.

si entra dalla parte del Tempio di Augusto

tra i blocchi di marmo bianco si leggono ancora gli elementi architettonici del tempio nella parte prossima alla chiesa barocca.

Mentre nella zona dell’eentrata mancano i blocchi di marmo ma si vedono le colonne con capitello corinzio

Il tutto chiuso con del vetro strutturale

che lascia in vista le originarie architetture.

qui vediamo il tempio nella parte esterna chiusa col vetro…

…. dove si vede la continuità con la parte chiusa in blocchi di marmo.

qui vediamo tutto un lato esterno del tempio. Nella parte iniziale chiusa col vetro, poi con i blocchi di marmo, fino a raggiungere l’abside della chiesa barocca.

ecco quello che resta della chiesa barocca, con le tele rimesse nelle loro sedi d’origine.

nella parte bassa a sinistra si può ammirare una tela della pittrice Romana Artemisia Gentileschi, raffigurante san Procolo (colo vestito rosso), che assieme a san Gennaro è titolare della cattedrale.

presenti anche i pochi marmi scampati a incendi e sciacalli. Mentre l’altare è interamente nuovo, andato totalmente perso quello antico. Anche le tele risultano in ottimo stato di conservazione, probabilmente restaurate prima di essere riposizionate nella loro antica sede.
Artemisia Gentileschi: San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli




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