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Milano | Darsena – Il ponte del Trofeo sul Naviglio Pavese

In Darsena da pochi mesi è stato riportato in vita il vecchio ponticello del Ticinello, un ponte costruito a cavallo tra il 1400-1500. Gli altri due ponti presenti in Darsena sono il ponte delloScodellino e il ponte del Trofeo. 

Il Ponte dello Scodellino, sul Naviglio Grande nel punto dove entra nel bacino portuale della Darsena, prende questo nome dal fatto che un tempo i conducenti dei barconi, specie nelle fredde giornate invernali, arrivando sotto il ponte si fermavano a chiedere una scodella di minestrone caldo alla vicina Osteria del Pallone.

Mentre il ponte del Trofeo, all’imbocco del Naviglio Pavese, prende il nome da un monumento di epoca spagnola, comunemente detto “trofeo di Fuentes”. Il grande tabernacolo in pietra, immortalato in molte stampe d’epoca, venne eretto nel 1601 dall’allora governatore dello Stato di Milano, don Pietro Enriquez de Acevedo conte di Fuentes, per gloriarsi di aver reso finalmente navigabile il Naviglio Pavese unendo così Milano al mare Adriatico, via Pavia. Per vari problemi idraulici e finanziari il Naviglio Pavese anche se pensato e progettato durante il periodo di Francesco Sforza, solo nel 1600 riesce ad essere navigabile.
Appena insediato come nuovo governatore di Milano, il Governatore Fuentes ottenne allora da Filippo III di Spagna le somme ritenute necessarie per far finalmente riprendere  lavori, promettendo alla città l’opera tanto attesa. Ma come spesso succede ancora oggi, per la fretta di farsi belli al popolo, il governatore festeggiò l’opera e fece erigere il monumento sebbene ancora lungi dall’essere conclusa. Tant’è che alla sua morte avvenuta nel 1610, i cantieri per il Naviglio Pavese vennero interrotti per controlli contabili della corona spagnola, e il percorso d’acqua navigabile si interruppe alla conca fallata. Così il “Trofeo” che troneggiava sul canale venne subito nominato il trofeo bugiardo da molti. Si dovrà aspettare l’epoca napoleonica per la conclusione dei lavori al canale navigabile, e l’opera venne inaugurata solennemente nel 1819.

Come dicevamo, il monumento Fuentes fu spesso immortalato da pittori ed incisori, e fu anche uno dei primi soggetti milanesi ad essere fotografati; infatti, Luigi Sacchi, uno dei primi fotografi milanesi, lo immortalò in un famoso scatto del 1845. Nel 1872 il monumento venne abbattuto e rimosso dal ponte e alcuni pezzi venendo conservati nel museo del Castello Sforzesco.

Oggi ci restano le due formelle laterali a bassorilievo e la lapide in latino che ricorda appunto l’opera iniziata dal Governatore Fuentes. La lapide, tradotta dal latino risulta più o meno così: “Don Pietro Enrico Azeveido, Governatore della provincia milanese, realizzò questa mirabile opera attraverso la quale le acque del Verbano e del Lario (lago maggiore e di Como, come si dice oggi), unite, possono arrivare al Ticino e al Po, per la navigabilità e per l’irrigazione, rendendo così le terre agricole feconde e i commerci sicuri e facili, aumentando le ricchezze sia private che pubbliche”.

Oggi questo ponte è stato allargato e modificato così tante volte che non pare neanche più un ponte. Al posto del trofeo c’è ancora una piattaforma prima della discesa per la ripa pavese, ora via Ascanio Sforza.

Non sarebbe bello venisse ricostruito e ricollocato una specie di trofeo come quello dell’epoca? Un monumento ai Navigli e alla loro preziosa storia e per non dimenticare che qui vi era un monumento anch’esso ricco di storia.

Ciò che rimane del Trofeo, oggi conservato al Castello Sforzesco.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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